Conferenza sul futuro dell’Europa: il 12% delle proposte dei cittadini richiedono la modifica dei Trattati

Le raccomandazioni sono state approvate da 800 cittadini scelti casualmente per partecipare alla Conferenza sul futuro dell'Europa. [European Parliament/Michel CHRISTEN]

Il dodici per cento delle proposte dei cittadini europei nell’ambito della conferenza sul futuro dell’Europa richiedono un cambiamento dei Trattati per essere attuate, secondo un esperto di diritto comunitario.

I dati, visti da EURACTIV e compilati da Alberto Alemanno, professore di diritto comunitario alla HEC Paris, e da studenti di diverse università, sono stati estrapolati dalle 178 proposte inviate alla Conferenza tra dicembre 2021 e febbraio 2022.

La Conferenza è l’esperimento di democrazia partecipativa dove migliaia di cittadini provenienti da tutta l’Ue hanno compilato proposte su come vorrebbero che l’Unione funzionasse e su cosa ritengono che si debba concentrare. Ora queste proposte sono al vaglio della plenaria della Conferenza, composta da cittadini, organizzazioni della società civile e politici nazionali ed europei.

“Abbiamo controllato tutte e 178 le raccomandazioni dei quattro panel dei cittadini e le abbiamo classificate in quattro categorie”, ha spiegato Alemanno su Twitter. 23 non richiedono alcuna azione, 21 la richiedono a livello nazionale, 113 possono essere implementate dall’Ue e 21 richiedono un cambiamento dei Trattati.

“Tutte le raccomandazioni che rientrano in queste ultime categorie comportano una riforma istituzionale (4) o il trasferimento di nuove competenze nel welfare (7), nell’educazione (5), nella sanità (2), nella fiscalità (2) e nell’energia (1)” spiega l’esperto.

Tuttavia, i calcoli della vicepresidente della Commissione europea Věra Jourová stimano che circa la metà delle proposte dei cittadini richiederebbe un cambiamento dei Trattati.

La Commissione non ha condiviso il modo in cui è arrivata a un tale numero, ma chi sta lavorando allo studio di Alemanno sospetta che “la cifra [provvisoria] della Commissione sia superiore nella misura in cui lo staff di Jourová ha considerato ciascuna raccomandazione che chiede un’azione dell’Ue come ottenibile solo attraverso un atto guidato dall’Ue stessa, mentre il nostro metodo prevede anche l’azione coordinata degli stati membri”.

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Possibili scenari

Sin dall’inizio dell’esperimento, gli organizzatori della Conferenza hanno affermato che l’implementazione delle raccomandazioni sarebbe avvenuta secondo il procedimento legislativo ordinario dell’Ue.

In questo scenario, i partecipanti allo studio ritengono che “le 21 raccomandazioni costituirebbero una quantità sufficiente per una o più istituzioni e/o uno o più stati membri per far scattare la procedura di revisione prevista dall’articolo 48 dei Trattati”.

Quest’ultimo comporta “emendamenti dei trattati” che possono essere presentati al Consiglio dal “governo di qualsiasi Stato membro, dal Parlamento europeo o dalla Commissione”, che possono chiedere “di aumentare o ridurre le competenze conferite all'[Ue] nei trattati”.

Perciò, “le 178 raccomandazioni influenzeranno la politica e le decisioni future dell’Ue prima, durante e dopo le prossime elezioni parlamentari”, ha detto Alberto Alemanno.

Ma la prospettiva di modifica dei Trattati potrebbe causare preoccupazione nella Commissione, che aveva precedentemente affermato di non essere predisposta ad avviare un’azione simile.

Tuttavia Guy Verhofstadt, presidente della Conferenza, ha detto ai giornalisti che non vede “una situazione in cui il Consiglio, la Commissione o il Parlamento dichiarino di non voler seguire alcune raccomandazioni dei cittadini. Il compito della plenaria sarà quello di accogliere ognuna di loro”.

Tuttavia, in un’intervista con EURACTIV, Dubravka Šuica, la vicepresidente della Commissione europea per la democrazia e la demografia che guida il lavoro sulla Conferenza sul futuro dell’Europa della Commissione, ha detto che i trattati potrebbero essere cambiati se i cittadini lo richiedono, anche se sarebbe l’ultimo passo del processo.

Ha notato che qualsiasi modifica dei trattati dovrà ancora seguire il processo legislativo appropriato. “La Commissione europea sarà sempre a sostegno di questo processo. Per riassumere, se i cittadini chiedono di cambiare i trattati, noi li sosterremo, ma come ho detto, secondo il nostro ruolo legislativo”.

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I prossimi passi della Conferenza

La Conferenza si concluderà con una cerimonia finale a Strasburgo all’inizio di maggio al Parlamento europeo. C’è un’ultima discussione tra i membri della plenaria della conferenza, che si terrà entro aprile.

In seguito, le istituzioni dell’Ue inizieranno la loro parte implementando le raccomandazioni dei cittadini nel processo decisionale europeo nei mesi successivi.

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