Conferenza sul futuro dell’Europa: i 27 governi dell’Ue accolgono la proposta portoghese

Il primo ministro portoghese Antonio Costa. [EPA-EFE/MIGUEL A. LOPES]

Secondo le fonti sentite da Lusa.pt, i governi dei paesi membri dell’Ue hanno dato il “via libera” mercoledì (3 febbraio) al formato proposto dalla presidenza portoghese per la Conferenza sul futuro dell’Europa (Cfe),  che dovrebbe iniziare il prossimo maggio.

L’approvazione ha avuto luogo in una riunione di ambasciatori dell’Ue a Bruxelles e mette fine a una lunga situazione di stallo intorno alla Conferenza, che avrebbe dovuto avere luogo sin dal maggio 2020, ma che era stata rinviata a causa dello scoppio della pandemia di Covid-19 e anche a causa delle differenti idee tra le istituzioni europee, in particolare su chi dovrebbe presiedere il forum.

Secondo le stesse fonti, gli inviati dell’Ue si sono accordati sul formato suggerito dalla presidenza portoghese del Consiglio dell’Unione europea, secondo cui la Conferenza dovrebbe essere sotto l’autorità dei presidenti delle tre istituzioni – Consiglio, Commissione europea e Parlamento europeo – con l’assistenza di un comitato esecutivo.

La Cfe, un forum di discussione di due anni con molteplici eventi in tutta Europa, inizierà il 9 maggio, il Giorno dell’Europa, con l’idea di effettuare il “taglio del nastro” a Strasburgo, in Francia, se la situazione della pandemia di Covid-19 lo permetterà.

Durante la presentazione della presidenza portoghese del Consiglio dell’Ue al Parlamento europeo a Bruxelles il 19 gennaio, il primo ministro António Costa ha chiesto che la Cfe si tenga “il più presto possibile”, “concentrandosi sui desideri e le ansie dei cittadini” piuttosto che sulle istituzioni Ue.

“Abbiamo bisogno della Conferenza sul futuro dell’Europa come forum di dibattito tra gli stati membri e i nostri cittadini su ciò che vogliamo costruire insieme come Unione in futuro. […] Detenendo la presidenza del Consiglio [dell’Ue], faremo tutto ciò che è in nostro potere per lanciare la conferenza il più presto possibile in modo da poterla concludere con un dibattito aperto e illuminante”, ha detto Costa in quella sede.

La conferenza mira ad affrontare le sfide interne ed esterne dell’Europa e le nuove sfide sociali e transnazionali che non erano state pienamente previste quando era stato adottato il Trattato di Lisbona (2007), creando una piattaforma di discussione tra i cittadini e le istituzioni europee.

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