Conferenza sul futuro dell’Europa, firmata la dichiarazione comune. Parte il 9 maggio

the future is europe plus

La firma dell’accordo inter-istituzionale da parte di Ursula von der Leyen, David Sassoli e Antonio Costa in rappresentanza di Commissione, Parlamento e Consiglio dell’UE segna l’avvio formale del percorso della Conferenza sul futuro dell’Europa, che partirà il prossimo 9 maggio, Festa dell’Europa.

Sassoli ha sottolineato che al centro dovranno esserci la società civile, i giovani, l’accademia, ma anche i parlamenti nazionali e gli enti locali in un percorso innovativo di dibattito volto a disegnare e rafforzare la democrazia europea del futuro in un nuovo contratto sociale europeo fondato sulla ormai acquisita consapevolezza di un destino comune.

Costa ha ricordato che esistono visioni diverse sul futuro dell’Europa e per questo è importante il dibattito nella Conferenza, per trovare una visione comune di un’Europa giusta, verde, digitale e sociale ragionando delle politiche e delle istituzioni europee senza tabù.

Von der Leyen ha espresso il desiderio di un’Europa leader nella transizione ecologica e digitale, che non lascia nessuno indietro, che combatte la pandemia, protegge i cittadini e difende la democrazia, consapevole che vi sono altre 450 milioni di visioni dell’Europa, quanti sono i cittadini europei. Cittadini cui la Conferenza offre un’occasione per esprimersi, confrontarsi e discutere. E si parte nel mezzo della pandemia, perché la crisi ha mostrato i limiti e le potenzialità dell’Unione e la necessità di rafforzarla perché sia in grado di affrontare le prossime crisi.

Ma nonostante gli auspici espressi, l’accordo inter-istituzionale è stato faticoso, prevede una governance farraginosa, e ogni passo richiederà un accordo tra le tre istituzioni che segnala più la loro sfiducia reciproca che una volontà comune. Così come non è chiaro cosa verrà fatto dei risultati della Conferenza. Un percorso che rischia dunque di essere accidentato, come emerso in due iniziative sul tema realizzate in questa occasione in Italia.

Verso la Conferenza sul futuro dell'Europa

Pubblichiamo la lettera aperta ai presidenti della Commissione europea, del Consiglio europeo, del Parlamento europeo e della presidenza portoghese del Consiglio dell’Unione europea, indirizzata da esponenti della società civile e leader politici in vista dell’avvio della Conferenza sul Futuro dell’Europa.

Signora …

I capi delegazione italiani nei gruppi del Parlamento europeo hanno espresso le loro opinioni sul tema in un’iniziativa promossa dall’Ufficio per l’Italia del Parlamento, mostrando una sostanziale differenza tra i gruppi europeisti che sostengono la Commissione e quelli nazionalisti all’opposizione nel Parlamento europeo.

Antonio Tajani per il Partito Popolare Europeo ha auspicato un’intensa attività di coinvolgimento della società civile e dei giovani italiani per portare le loro idee nella Conferenza. Ha ricordato le proposte della Commissione Affari Costituzionali che presiede, e del ruolo di impulso del Parlamento. Brando Benifei per il gruppo dei Socialisti e Democratici ha sottolineato il ruolo del Presidente Sassoli per trovare un accordo inter-istituzionale che permettesse l’avvio della Conferenza, con una visione partecipativa che coinvolgesse la società civile, ma anche il Parlamento europeo e i Parlamenti nazionali. E come Presidente del Gruppo Spinelli al Parlamento europeo ha auspicato una riforma federale dell’Unione. Nicola Danti di Renew Europe ha sottolineato che la Conferenza deve portare ad una riforma dei Trattati per superare i limiti dell’UE attuale. Tiziana Beghin del M5S – nel gruppo misto al Parlamento europeo – ha ribadito la necessità di più Europa per affrontare le crisi e le sfide del futuro, come si è visto con la pandemia e confermato dall’Eurobarometro. E auspicato che la conferenza porti ad una riforma dei Trattati, inclusa l’abolizione del Patto di Stabilità. Eleonora Evi dei Verdi ha sottolineato la necessità di una profonda riforma per avvicinare i cittadini all’UE, rafforzando l’Iniziativa dei Cittadini Europei [con cui 1 milione di cittadini può chiedere alla Commissione di presentare un atto legislativo ndr], ma anche lo stato di diritto e la transizione ecologica.

Cosa sarà e come funzionerà la Conferenza sul Futuro dell'Europa

Una bozza di dichiarazione congiunta che fissa i contorni operativi della Conferenza sul futuro dell’Europa dovrebbe essere approvata nel corso della settimana. Potrebbe essere l’inizio della tanto a lungo rinviata Conferenza. Dalla durata, al mandato politico, dai metodi per coinvolgere …

Marco Zanni, di Identità e Democrazia ha denunciato che il ritardo della Conferenza sia legato alle ambizioni personali di qualcuno che ha paralizzato il negoziato tra le istituzioni, e con un formato e una durata ridotta rispetto al previsto. Ha auspicato che sia un esercizio di critica degli errori dell’UE. Carlo Fidanza del gruppo dei Conservatori e Riformisti ha ribadito la necessità di riformare l’UE, ma non verso un’Unione più stretta e con una maggiore condivisione di sovranità, ma al contrario verso un’Europa più confederale e rispettosa delle sovranità nazionali, e perciò si sono astenuti sull’accordo inter-istituzionale.

Fabio Massimo Castaldo, Vicepresidente del Parlamento europeo ha auspicato una partecipazione attiva dei cittadini nella Conferenza, che dovrebbe portare ad una fase costituente di riforma dei Trattati per rafforzare l’Unione, superando il Fiscal Compact e rendendo strutturali gli strumenti del Next Generation EU.

Al Senato intanto si svolgeva un’altra iniziativa sulla Conferenza sul futuro dell’Europa, di cui in apertura il sen. Andrea Causin ha sottolineato l’importanza, promossa dal gruppo Europeisti MAE Centro Democratico, coinvolgendo la società civile e il Ministro degli esteri Di Maio. Il Sen. Gianni Marilotti ha auspicato che la Conferenza porti ad un’Europa più federale, solidale e inclusiva, abolendo l’unanimità e creando un bilancio federale e una politica estera e di sicurezza davvero comuni, ricordando l’azione di Altiero Spinelli. Ha inoltre chiesto di rilanciare la politica Mediterranea, inclusi i forum civili Euro-mediterranei.

Nicoletta Pirozzi, dell’Istituto Affari Internazionali, ha ricordato le resistenze, palesi nella governance barocca, e il rischio che se la Conferenza non porti a nulla. In essa si confronterà la spinta verso un’Europa federale con quella intergovernativa e la possibilità di un’integrazione differenziata, e sarà decisivo anche il ruolo delle forze politiche nazionali e l’attenzione dei media e del dibattito pubblico.

Il nostro direttore, Roberto Castaldi, ha auspicato che nella Conferenza i governi e Parlamenti più europeisti possono creare un’alleanza con il Parlamento europeo per aprire un processo di riforma organica dei Trattati volto a rendere strutturali fiscalità e debito comune, a superare completamente l’unanimità e ad avviare l’integrazione su politica estera, di sicurezza e di difesa mediante un percorso graduale di europeizzazione del seggio francese al Consiglio di sicurezza dell’ONU e della force de frappe. Ha ricordato che sul primo tema molto dipenderà dal successo dei Piani di rilancio e resilienza di Italia e Spagna, che insieme gestiranno oltre il 50% dei fondi del Next Generation EU. Ha sottolineato l’importanza di promuovere iniziative di coinvolgimento della società civile e degli enti locali nel dibattito sul futuro dell’Europa, su cui EURACTIV è già impegnato, ma anche iniziative strutturali per informare i cittadini, a partire dai giovani, anche riprendendo i risultati del Progetto Pilota sull’educazione civica europea promosso da MIUR, Presidenza del Consiglio, Commissione e Parlamento.

Assemblea dei cittadini europei: "Verso una piena democrazia europea"

Nell’ambito del progetto Jean Monnet EU2 – You Too dell’Università di Roma Tre, in collaborazione con il CesUE e con EURACTIV Italia, viene organizzata una prima Assemblea dei Cittadini Europei per discutere dal basso del futuro della democrazia europea, accompagnando …

Daniel Gros, direttore del CEPS, ha ricordato l’idea di Monnet che l’Europa si costruisce con le risposte alle crisi, come si è visto nel 2020 con la pandemia. Rispetto alla creazione di una fiscalità europea sarà necessario trovare un equilibrio tra competenze e sovranità europea e nazionali e soprattutto un consenso sugli obiettivi da perseguire attraverso una politica fiscale europea, come accaduto con l’unione monetaria, resa possibile da un consenso sull’obiettivo della stabilità dei prezzi. Ha quindi auspicato Forum civili transnazionali che mettano insieme cittadini di Paesi che la pensano prevalentemente in modo diverso, ad es. Italia e frugali, per favorire la comprensione reciproca e l’individuazione di compromessi costruttivi.

Ha concluso il Ministro Luigi Di Maio, che ha ricordato il documento italiano sulla Conferenza di un anno fa, che invitava a concentrarsi sulle politiche con maggiore impatto sulla vita dei cittadini – come clima, ambiente, migrazioni, completamento UEM, armonizzazione fiscale, lotta a povertà e disuguaglianze – per stabilire l’Unione da costruire nei prossimi anni riformando politiche e istituzioni. Ha ribadito che nella pandemia il Recovery Plan e lo sforzo sanitario comune hanno mostrato che solo con la condivisione si può vincere le sfide. Ha auspicato il superamento delle regole economiche pre-pandemia, rimodellando la politica economica comune e procedendo verso un’armonizzazione fiscale, riconoscendo che a tal fine sarà essenziale che l’Italia usi bene il Next Generation EU. Ha annunciato che l’Italia organizzerà una Conferenza dei giovani del Mediterraneo e dei Paesi candidati ad entrare nell’UE nel quadro della Conferenza sul futuro dell’Europa.

Commissione Europea

Con il sostegno della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea