Conferenza sul futuro dell’Europa: alcuni legislatori vogliono rendere permanenti le consultazioni con i cittadini

[EPA-EFE/JULIEN WARNAND]

La Conferenza sul futuro dell’Europa (CoFoE) si è conclusa lunedì 9 maggio, ma un gruppo di politici vuole che i panel dei cittadini diventino una pratica permanente a livello europeo, secondo quanto riferisce EURACTIV Germania.

La conferenza è stata la prima esperienza di democrazia deliberativa dell’Ue, che ha riunito, sia online che in presenza, cittadini scelti a sorte per discutere le proposte sul futuro dell’Unione. Un terzo dei partecipanti erano giovani dai 18 ai 25 anni ed è stata presa in considerazione anche la provenienza regionale, per far sì che tutte le regioni fossero rappresentate.

Alla cerimonia di chiusura della conferenza, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha detto che i risultati sono stati tali che la riforma dei Trattati potrebbero essere uno dei sul tavolo, se verranno davvero prese in considerazione le proposte dei cittadini.

Un gruppo di politici europei ora ha chiesto che la conferenza venga usata come modello per il futuro confronto tra cittadini e politici, ritenendo l’esperimento un successo. Tra loro ci sono il deputato belga Guy de Verhofstadt, che ha fatto della conferenza il suo progetto, e la presidente dell’assemblea parlamentare del Baden-Württemberg, Muhterem Aras.

“Sono assolutamente favorevole a organizzare più panel di cittadini”, ha detto Aras a EURACTIV. “Le istituzioni devono trovare un modo per rendere permanenti i panel dei cittadini come strumento di sostegno alla democrazia rappresentativa”, ha detto la presidente del Parlamento regionale a maggioranza verde, che nel 2017 ha istituito un forum dei cittadini sui regimi pensionistici dei parlamentari a livello regionale. Quando i panel dei cittadini sono ben organizzati, “i partecipanti sono i migliori ambasciatori della nostra democrazia”, ha aggiunto.

Tuttavia, i panel dei cittadini e l’esperimento della Conferenza sul futuro dell’Europa, nel suo complesso, sono spesso stati al di sotto delle aspettative. Essendosi svolti durante una pandemia globale e, alla fine, durante la guerra in Ucraina, i panel sono passati in gran parte inosservati. I partecipanti si sono sentiti ancora più ignorati, strumentalizzati e sottovalutati quando si sono trovati a presentare i risultati delle loro discussioni di fronte agli scranni vuoti del Parlamento europeo.

“Ho avuto l’impressione che alcuni parlamentari fossero completamente disinteressati alle nostre idee”, ha detto Chiara Alicandro, italiana, a gennaio. “Nel gruppo di lavoro, alcune osservazioni lasciavano intuire che il nostro ruolo e il nostro impegno non fossero presi sul serio, mentre altri cercavano di sfruttare alcune delle nostre proposte per i loro interessi politici”, ha aggiunto.

La scarsa comunicazione è ciò che ha deluso di più i partecipanti ai panel, ha detto Aras. “Bisogna spiegare chiaramente fin dall’inizio qual è il compito di un forum dei cittadini”, ha sottolineato, aggiungendo che, dovendo affrontare questioni complesse, i cittadini hanno bisogno di essere “affiancati da esperti che preparano e forniscono informazioni”. L’esponente dei Verdi ha aggiunto che questo permetterebbe ai partecipanti di “affrontare effettivamente questioni complesse”. “Se creiamo un forum di cittadini, allora dopo i politici devono affrontare seriamente i risultati del forum dei cittadini e tenere dei veri dibattiti”, ha aggiunto.

Inoltre, è importante non dare l’impressione che le proposte dei cittadini spariscano in un cassetto, perché questo può rapidamente ritorcersi contro gli organizzatori. “Questo non deve accadere in nessun caso. Perderemmo la fiducia dei cittadini. E la fiducia è la moneta più importante della democrazia”, ha sottolineato Aras, invitando i decisori dell’Ue a considerare seriamente le raccomandazioni della Conferenza.

Aras spera quindi che l’esperimento di successo del Baden-Württemberg possa servire come esempio per le istituzioni dell’Ue, che spesso vengono percepite come distanti dai cittadini.

In alcune situazioni i politici possono “anche adottare le raccomandazioni dei cittadini caso per caso”, ha detto. Ma se ci sono delle raccomandazioni che non possono essere attuate, “allora il Parlamento e la politica devono spiegarlo in modo chiaro, onesto e trasparente”.

I panel di cittadini devono anche essere “standardizzati e aperti” perché solo così “ha senso”, ha continuato. “Non si dovrebbero usare i panel dei cittadini in modo inflazionato per ogni piccola cosa, ma solo per questioni molto specifiche, quando una situazione è confusa o molto complessa”, ha aggiunto. Qualunque sia il risultato, una comunicazione chiara con i partecipanti è cruciale poiché “la decisione finale viene presa dai Parlamenti”.

Supporter

Co-finanziato dall'Unione europea

Le opinioni espresse nella presente pubblicazione sono quelle dell'autore che ne assume la responsabilità esclusiva. Il Parlamento Europeo non è responsabile dell'eventuale uso delle informazioni in essa contenute.