Bulgaria, cade il governo di Petkov dopo gli attriti sul veto alla Macedonia del Nord, che per ora rimane

Il Premier bulgaro Kiril Petkov parla ai giornalisti in vista del vertice Ue del 30 maggio 2022. [Georgi Gotev]

Il Parlamento bulgaro, con un voto di sfiducia, mercoledì (22 giugno) ha deciso di far cadere il governo di Kiril Petkov, eletto appena sei mesi fa. I bulgari torneranno probabilmente alle urne per le elezioni generali in autunno, il quarto voto in poco più di un anno. Nella stessa giornata, i deputati bulgari hanno sospeso la decisione sulla proposta della presidenza francese del Consiglio di revocare il veto all’integrazione della Macedonia settentrionale nell’Ue.

In tutto 123 deputati del partito di destra Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria (GERB), del liberale Movimento per i Diritti e le Libertà (MRF), il populista “C’è un popolo come questo” e il partito dei nazionalisti filorussi “Vazrazhdane” hanno votato la sfiducia. Solo un deputato del MRF ha votato per errore a favore del governo, ma non è stato decisivo. Il governo di Petkov rimarrà in carica fino all’elezione di un nuovo governo o di un gabinetto provvisorio al momento dello scioglimento del Parlamento. Petkov avrà il tempo di trovare almeno altri sei deputati per nominare un nuovo gabinetto. Finora i suoi tentativi sono falliti.

Si tratta di un momento politico storico, perché quello di Petkov è il primo governo bulgaro nella storia recente a cadere dopo un voto di sfiducia. Contro il rovesciamento si sono schierati i filoeuropei di “Il cambiamento continua”, “Bulgaria democratica”, il partito socialista bulgaro e i fuoriusciti di “C’è un popolo così”.

Petkov ha dichiarato che il lavoro del suo governo è stato un passo avanti verso la trasformazione della Bulgaria in un normale Paese europeo. “Sono stato onorato di essere il Premier di un governo che è stato rovesciato da Peevski, sanzionato dagli Stati Uniti, Borisov, leader di GERB, Trifonov, di “C’è un popolo come questo” e Mitrofanova (l’ambasciatore russo)”, ha dichiarato Kiril Petkov.

Le ragioni della caduta

La squadra di governo di Petkov ha perso la maggioranza quando il partito populista “C’è un popolo come questo” ha deciso di abbandonare la formazione per attriti sul bilancio e sull’approccio di Sofia nei confronti del veto sull’adesione di Skopje all’Ue.

La Bulgaria da anni sbarra l’apertura formale dei negoziati di adesione della Macedonia del Nord. Una decisione che ha causato ripercussioni anche su Tirana, il cui avvicinamento al blocco è condizionato dai progressi di Skopje.

Tanto che martedì i leader di Albania, Macedonia del Nord e Serbia stavano valutando di boicottare il vertice UE, proprio a causa della posizione della Bulgaria, che chiedendo modifiche alla costituzione macedone e soluzioni alle controversie su lingua e cultura, di fatto tiene in ostaggio il processo di adesione bloccando i Balcani occidentali in una sorta di anticamera, ha detto il Premier albanese Edi Rama.

Slavi Trifonov, ex personaggio televisivo e leader di “C’è un popolo come questo”, ha accusato Petkov di aver aperto all’adesione della Macedonia del Nord all’Unione europea, architettando di rimuovere il veto all’adesione di Skopje, nonostante il consenso raggiunto all’interno del Parlamento prevedesse diversamente.

L’Europa ha intensificato gli sforzi per trovare una soluzione alla revoca del veto bulgaro. La Presidenza francese del Consiglio ha presentato una proposta di compromesso per risolvere la questione bulgaro-nord macedone, con il coinvolgimento della Commissione Ue come garante. Il Presidente Rumen Radev ha accolto positivamente l’offerta, lasciando intravedere una possibile soluzione al problema.

Tuttavia, mercoledì la Commissione parlamentare per la politica estera che avrebbe dovuto discutere la recente proposta di compromesso presentate da Parigi per revocare il veto all’inclusione della Macedonia del Nord nell’Ue, ha bloccato il processo decisionale.

Futuri equilibri

Il Paese si affaccia di nuovo su un periodo di instabilità politica, con elezioni anticipate che si profilano in autunno. Sarebbe il quarto ritorno alle urne nel giro di poco più di un anno. Petkov, infatti, era riuscito a formare una maggioranza solo a dicembre.

Il rischio, secondo gli analisti politici, è che in campagna elettorale, le  forze politiche facciano leva su argomentazioni nazionaliste, rendendo più difficile lo scioglimento dei nodi sul veto all’adesione della Macedonia del Nord nell’Ue, che è il motivo su cui si è incagliata la maggioranza.

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