Letta: “Basta con l’unanimità. Dalla Conferenza sul futuro dell’Europa parta la riforma dei trattati”

Il segretario Pd Enrico Letta. [©Enrico Letta/Facebook]

EURACTIV Italia ha intervistato il Segretario del PD, Enrico Letta, in occasione dell’iniziativa del Gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo sulla Conferenza sul futuro dell’Europa svoltasi a Firenze in concomitanza con il Panel dei cittadini europei della Conferenza stessa.

Il programma del nuovo governo tedesco punta sulla Conferenza sul futuro dell’Europa per avviare un processo costituente verso uno Stato federale europeo. Come vede questa prospettiva?

Sicuramente bene. È molto importante che il governo del paese più grande in Europa abbia questo obiettivo e che lo espliciti. Sappiamo tutti quanto è importante il contratto di governo in Germania. Hanno una Costituzione materiale diversa dalla nostra e quello che c’è scritto lì lo faranno. Quello che non c’è scritto sarà molto difficile ottenerlo. Quindi il fatto che ci siano quelle indicazioni per me è molto importante. E sono sicuro del fatto che ci sia la possibilità di lavorare insieme tra Italia e Germania e che otterremo risultati importanti insieme per mobilitare i cittadini e il partito sulla Conferenza sul futuro dell’Europa. Abbiamo iniziato con questo grande evento di Firenze che vuole essere per noi il punto di partenza di una mobilitazione che vogliamo che tocchi anche tutti i nostri circoli. Lo faremo con le agorà democratiche, che usano lo stesso strumento di partecipazione e di democrazia partecipativa della conferenza, cioè la piattaforma digitale. Quello sarà il modo col quale uniremo i due percorsi e in primavera cercheremo di mettere in campo le idee e la partecipazione dei cittadini.

I socialisti e democratici per una riforma dei Trattati verso un’Europa federale

In occasione del Panel dei cittadini europei della Conferenza sul futuro dell’Europa tenuto a Firenze, il Gruppo dei Socialisti e Democratici del Parlamento Europeo ha organizzato un grande evento di dibattito sul futuro dell’Europa cui hanno partecipato molte figure …

Per rendere strutturali strumenti come il Next Generation EU è cruciale l’implementazione italiana? Sentite questa responsabilità italiana ed europea insieme?

È enorme perché se l’Italia fallisce nel buon utilizzo i soldi europei sarà un disastro per l’Europa perché alla fine i frugali avranno ragione nel dire ma avete visto non bisognava darveli e non bisognava fare grandi investimenti comuni. Siccome io invece penso che il futuro dell’Europa sia il rendere strutturale il Next Generation EU è fondamentale che l’Italia e la Spagna, che sono i due principali beneficiari, usino bene i soldi. Così potremo rendere Next Generation EU strutturale.

Di fatto renderlo strutturale sarebbe l’avvio di una fiscalità europea e debito pubblico europeo, oppure serve anche la riforma dei trattati al riguardo?

Per me renderlo strutturate sarebbe già un passo avanti enorme. L’importante è che si superi quello che si ha fatto fino adesso cioè tutto solo domestico, nazionale. Il prossimo deve essere anche europeo e non solo nazionale.

Cosa vorreste che uscisse dalla Conferenza sul futuro dell’Europa e cosa state facendo perché succeda?

Da Firenze noi vogliamo dare un grande messaggio di rilancio della Conferenza sul futuro dell’Europa. In questi giorni c’è il panel dei cittadini europei che stanno discutendo qui con un metodo di democrazia partecipativa, e questo metodo è fondamentale per mettere in campo nuove idee sull’Europa. Perché una cosa è certa l’Europa deve andare avanti con nuove idee e la principale per me è l’unione della salute, perché con la pandemia si è capito che senza Europa i diritti di ogni singolo cittadini e la sua stessa salute è messa a repentaglio. Proprio in questi giorni in cui stiamo, con grande impegno, cercando di contrastare la nuova ondata pandemica a livello nazionale, credo a maggior ragione che il messaggio da lanciare da Firenze con tutti i nostri ospiti europei è che la Conferenza sul futuro dell’Europa riesca a dare una svolta e far nascere l’Europa delle salute. È un appello che voglio rivolgere anche al nostro governo perché la Conferenza mette insieme governi, cittadini, Parlamenti nazionali ed europeo. Quindi chiedo al nostro governo di impegnarsi con ancora più forza perché la Conferenza sul futuro dell’Europa esca dal cono d’ombra in cui da qualche mese è entrata. L’iniziativa di oggi serve a rompere il muro della disattenzione. L’anno prossimo deve dare risultati concreti. Il primo è l’Europa della salute. Il secondo, su cui ci concentriamo oggi, è basta con l’Europa dei veti, basta con il voto all’unanimità. La Conferenza è un’occasione straordinaria di affrontare la questione delle istituzioni europee. Dopo 16 anni in cui gli unici cambiamenti fatti fuori dai Trattati, come la nascita del Meccanismo Europeo di Stabilità. Le istituzioni attuali non sono sufficienti. Se non si parla di riforma dei Trattati e di Costituzione europea di cosa si parla? Sui grandi temi, che si tratti di migrazioni, di sociale, di lavoro, di politica estera l’Europa deve decidere a maggioranza e non all’unanimità. Se no siamo alla mercé di qualunque veto. E lo penso in particolare dopo una settimana nella quale da Bruxelles è arrivata una grande notizia: il pacchetto sociale che è stato lanciato per sostenere i lavoratori più deboli in questo momento, i rider e tutti quei lavoratori che oggi sono privi di qualunque tutela contrattuale. Quel messaggio e quella proposta deve diventare legge europea e italiana. Noi siamo qui per sostenere i lavoratori deboli e questo impegno per i rider. Però ovviamente tutto questo può passare se cambiano anche le regole. Perché se tutto poi deve essere deciso con l’unanimità, che non ha senso perché si dà il veto a ognuno, poi rischiamo di non essere in grado di fare nulla. Quindi il messaggio da Firenze è per un’Europa più forte, più unita, più attenta ai problemi dei cittadini, un’Europa della salute e la continuazione del forte impegno del nostro paese per combattere la pandemia. Perché uscire dalla pandemia, ed evitare di trovarci nella situazione in cui oggi si trovano altri paesi, è un impegno sul quale tutti siamo veramente determinati. Non vogliamo semplicemente raggiungere gli altri paesi europei con due settimane di ritardo rispetto alla crisi che stanno vivendo, ma vogliamo mantenere una situazione migliore degli altri grazie alle regole che abbiamo applicato. Quindi se, dati alla mano, il governo valuterà necessario prorogare lo stato d’emergenza avrà sicuramente il nostro sostegno.

Conferenza sul futuro dell'Europa, Benifei: "I governi non possono ignorare le proposte dei cittadini"

“I governi sono obbligati a reagire, non possono ignorare le proposte dei cittadini”, ha detto l’eurodeputato del Partito democratico (S&D) Brando Benifei a EURACTIV in un’intervista sulla Conferenza sul futuro dell’Europa.

Siamo già nella fase centrale della Conferenza sul futuro dell’Europa. …

Il Presidente della Repubblica deve essere connotato da una forte impronta europeista?

Non riesco a immaginare l’Italia con un Presidente della Repubblica anti-europeo. Credo che sia fondamentale, ma lo do per scontato. Fa parte del Dna del nostro paese e del Dna costituzionale. E sono sicuro che il nostro paese avrà a gennaio un presidente o una presidente eletto rapidamente e a larga maggioranza dalle Camere in seduta comune, non con vecchi modelli ed estenuanti votazioni come in passato. Credo si debba dare un segnale e fare questa scelta in modo rapido e credo che sia una scelta che debba avvenire nel nome dell’Europa, che ci sta guardando con grande attenzione perché l’Italia è il maggiore beneficiario dei finanziamento del Next Generation EU. Quindi il fatto di usare bene questi finanziamenti è fondamentale per tutta l’Europa. Se l’Italia usa bene i soldi europei ce ne potranno essere ancora anche in futuro. Altrimenti sarebbe un messaggio veramente pessimo.

Qual è la sua posizione sulla riforma del Patto di stabilità?

Il 19 ottobre la Commissione europea ha aperto il dibattito e la discussione sulla riforma del Patto di stabilità e crescita. Il Partito democratico ha cominciato un dibattito interno sul tema e nel mese di febbraio presenteremo una proposta del Pd che discuteremo con tutti i nostri partner europei, con gli altri partiti italiani, il governo, le forze sociali, il mondo accademico. Considero molto importante il 2022, che sarà l’anno in cui la riforma del Patto di stabilità sarà forse il più grande dibattito. Non dimentichiamoci che in questi 20 anni la questione del Patto di stabilità è stata determinante nel bene e nel male. Nel male quando ha giocato contro l’Italia, nel bene quando la sua sospensione l’anno scorso ha consentito al nostro Paese di uscire dalla crisi pandemica. Quindi è importante una riforma del Patto di stabilità che sia con maggiore flessibilità, più su misura dei singoli paesi. Con uno slogan vorrei che noi mettessimo in cima alla nostra proposta il passare dal Patto di stabilità al “Patto di sostenibilità”, nella doppia accezione della sostenibilità ambientale e di una sostenibilità e giustizia sociale, senza dimenticare una sostenibilità sui conti pubblici di lunga gittata. Quindi per noi il Patto di stabilità sarà il grande tema del 2022. E siccome siamo partito di governo, siamo nelle istituzioni a livello europeo, e abbiamo intenzione di candidarci a governare l’Italia anche nella prossima legislatura, che sarà determinata anche dalle regole che decideremo a livello europeo l’anno prossimo, per noi sarà ovviamente una questione fondamentale.

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