Conferenza sul Futuro dell’Europa, Ciampi: “Determinante coinvolgere gli studenti, serve un meccanismo di partecipazione strutturato”

La deputata Lucia Ciampi

A seguito del dibattito nato da “Spazio Europa 21”, la deputata Pd ha presentato una risoluzione sulla Conferenza sul futuro dell’Europa presso la VII Commissione della Camera dei deputati. 

La Conferenza sul futuro dell’Europa (CoFoE) è in corso da qualche mese, ma ancora non è stata colta a pieno la sua importanza né il carico di opportunità che porta con se. A tal proposito la deputata del Partito democratico Lucia Ciampi, dopo aver partecipato al dibattito all’interno di “Spazio Europa 21”, la festa MFE-GFE Toscana tenutasi a Pisa lo scorso settembre, ha presentato una risoluzione presso la VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione) della Camera dei deputati. Ne ha parlato in una intervista ad Euractiv Italia.

Onorevole Ciampi, come è nata l’idea di presentare una risoluzione sulla Conferenza sul futuro dell’Europa alla Camera dei deputati e su cosa si concentra il testo?

L’idea è nata dopo l’incontro “Quale Europa per le sfide del 21° secolo”, organizzato dal Movimento Federalista Europeo e dalla Gioventù Federalista Europea della Toscana alla festa regionale tenutasi presso la Stazione Leopolda di Pisa. È stata una preziosa opportunità per una discussione, con il coinvolgimento dei cittadini, sulle sfide per l’Europa e per il mondo intero nel momento cruciale che stiamo vivendo. La mia proposta, formulata nella risoluzione depositata presso la VII commissione della Camera dei deputati, è finalizzata a promuovere nelle scuole e nelle università i contenuti, gli scopi e le modalità partecipative della Conferenza su futuro dell’Europa per coinvolgere i giovani, gli studenti italiani, attraverso iniziative promosse all’interno degli istituti scolastici e negli atenei. Nella scuola in particolare, dove l’educazione civica è stata resa obbligatoria dal 2020, come disciplina trasversale nel primo e nel secondo ciclo di istruzione, finalizzata alla sensibilizzazione e alla formazione di una cittadinanza responsabile.

Quali opportunità intravede nella Conferenza e a cosa può portare rispetto al percorso di integrazione europea?

La Conferenza può contribuire al percorso di integrazione europea grazie all’educazione al processo partecipativo, all’azione per una cittadinanza attiva, all’esercizio della democrazia. L’uso della piattaforma informatica, che costituisce lo strumento per il coinvolgimento dei cittadini, potrà trasformare una scommessa in un’occasione per trasformare l’Ue. È certo una sfida, il cui successo dipende dalla consapevolezza della sua importanza e dalla qualità della partecipazione, ma anche dalla comprensione e condivisione del nesso tra le politiche che i cittadini richiedono e la necessità di riformare il processo dcecisionale europeo.

Rispetto al tema del Futuro dell’Europa, come ha intenzione di rapportarsi nel suo partito e verso il governo per migliorare la comunicazione dei contenuti della CoFoE?

Per prima cosa mi confronterò con il mio partito, il Partito Democratico, portando le istanze della mia proposta in tutte le occasioni di confronto politico, in particolare nelle Agorà democratiche. Col governo mi rapporterò con gli strumenti dell’azione parlamentare, come ho fatto con la risoluzione presentata. Sarò comunque sensibile alle sollecitazioni del MFE anche per altre azioni significative ed efficaci per migliorare la comunicazione sul futuro comune dell’Europa. Certo, la pandemia da Covid-19, l’impossibilità di confrontarsi in presenza in luoghi chiusi, non hanno facilitato la conoscenza dell’opportunità che i cittadini europei hanno a disposizione. Ora non dobbiamo ridurre questo processo partecipativo a mera consultazione, evitiamo il rischio di alimentare una disaffezione dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Ma la pandemia ha anche permesso una convergenza straordinaria nella mobilitazione contro di essa, che ora si è trasformata in una graduale e diffusa domanda di partecipazione. Sarebbe auspicabile per l’Europa del futuro post-pandemico un meccanismo di partecipazione strutturato, in cui forze sociali ed economiche e poteri locali, di ogni luogo d’Europa, non solo quello delle capitali, siano protagonisti nella costruzione del nostro futuro.


Le opinioni espresse nella presente pubblicazione sono quelle dell’autore che ne assume la responsabilità esclusiva. Il Parlamento Europeo non è responsabile dell’eventuale uso delle informazioni in essa contenute.

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