Conferenza sul futuro dell’Europa, Benifei: “I governi non possono ignorare le proposte dei cittadini”

L'eurodeputato Pd Brando Benifei.

“I governi sono obbligati a reagire, non possono ignorare le proposte dei cittadini”, ha detto l’eurodeputato del Partito democratico (S&D) Brando Benifei a EURACTIV in un’intervista sulla Conferenza sul futuro dell’Europa.

Siamo già nella fase centrale della Conferenza sul futuro dell’Europa. Come valuta il lavoro della Conferenza fino ad oggi?

Secondo me la parte più importante della Conferenza non è ancora iniziata. Nella prima fase, i panel hanno iniziato a fare un brainstorming di diverse idee e la piattaforma sta elaborando le prime relazioni sulle idee raccolte. Ora siamo in questa fase.

La conferenza inizierà in modo effettivo l’anno prossimo, quando i panel di cittadini porteranno le raccomandazioni alla plenaria. In quella fase vedremo la portata dello sforzo della Conferenza. Dalla Conferenza emergerà un’alternativa all’attuale politica dell’Ue, che non può essere ignorata dalle istituzioni.

Non possiamo avere una consultazione dei cittadini senza un risultato reale: sappiamo che alcuni governi pensano che sia un esercizio di ascolto fine a sé stesso. I membri della plenaria non vogliono questo. I gruppi di lavoro dei cittadini e i membri della plenaria giungeranno a delle conclusioni reali che sono frutto di un vero dibattito. Ecco perché possiamo dire che la Conferenza entrerà nella fase più significativa nei prossimi mesi. Questa è una fase preparatoria.

Alcuni cittadini durante i panel hanno detto che percepiscono una distanza tra loro e gli eurodeputati. Cosa risponderebbe loro?

In questo esperimento democratico, mescolare persone con diversi background porta alla necessità di armonizzare i diversi approcci. Per esempio, un politico è pronto ad affrontare le discussioni e le soluzioni in modo diverso dai membri delle organizzazioni della società civile o dai cittadini stessi, che non deliberano quotidianamente sulla politica dell’Ue come i politici.

Per questo motivo, è interessante vedere come può funzionare. È importante che i politici, che sono presenti in un numero significativo nella plenaria, accorcino le distanze tra loro e i cittadini, per avere una discussione efficace.

Quello che voglio dire alle persone che sentono una distanza con i politici è che abbiamo bisogno di imparare gli uni dagli altri come fare. Abbiamo appena iniziato. Dobbiamo costruire un modo per discutere insieme. Da parte mia, c’è la massima disponibilità a collaborare. Dobbiamo creare ponti tra i diversi approcci e prendere il meglio da questa esperienza per arrivare a proposte reali.

Parallelamente al panel dei cittadini di Firenze, c’è stata la riunione del gruppo S&D. Quale messaggio ha voluto portare in quell’occasione al panel della Conferenza?

Eravamo presenti perché vogliamo essere vicini ai cittadini che discutono nel panel. Il nostro obiettivo è quello di contribuire alla loro discussione sui temi che ci stanno a cuore. Credo che possiamo davvero costruire degli approcci comuni per quanto riguarda la questione della democrazia nell’Ue.

Per esempio, abbiamo bisogno di una democrazia europea più accessibile, efficiente e trasparente e di una rappresentazione più democratica dei cittadini. Per queste ragioni, riteniamo di dover fare questo sforzo per collaborare in modo più stretto con i cittadini nella Conferenza.

La maggior parte delle proposte dei cittadini riguardano le competenze degli Stati membri. Cosa vuole dire agli Stati membri su questo?

La mia convinzione è che la Conferenza renderà più chiaro che abbiamo bisogno di riformare i trattati e di costruire una vera democrazia federale europea. È importante mettere sul tavolo queste idee. I governi sono obbligati a reagire, non possono ignorare le proposte dei cittadini. Anche in questo senso abbiamo bisogno di un’Europa più sovrana che si assuma più responsabilità nei confronti dei cittadini.

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