Un appello alla presidenza tedesca: investire con coraggio e intelligenza sul futuro dell’Europa

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La Cancelliera tedesca Angela Merkel. [EPA-EFE/Andreas Gora / POOL]

La presidenza tedesca del Consiglio dell’Unione Europea comincerà ufficialmente il primo luglio 2020. Le aspettative sono alte, come anche le speranze che la sua gestione resti fedele al motto ‘Together for Europe’s recovery’.

La Germania avrà il compito poco invidiabile non solo di traghettare l’Unione fuori dalla crisi generata dalla pandemia COVID-19, ma anche di spingerla a progettare una strategia credibile di riforma a lungo termine. Infatti, l’emergenza sanitaria ha messo in evidenza le numerose lacune del progetto europeo che compromettono la sua capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini, mettendo così in dubbio la sopravvivenza dell’UE. In un certo senso, la pandemia ha funzionato come un allarme, ricordando all’Europa che non ci sono alternative se non il cambiamento o la disintegrazione.

La lunga lista di punti strategici nel programma del Consiglio richiede un’attenta gestione delle aspettative riguardo a cosa la presidenza tedesca riuscirà effettivamente ad ottenere. Le riforme audaci non sono facili da realizzare e richiedono una combinazione di diversi elementi: volontà politica dei leader, iniziative coraggiose da parte delle istituzioni, supporto dei cittadini. Il governo tedesco ha già dato un’anteprima della sua capacità di guida politica con l’iniziativa franco-tedesca per la ripresa europea, che ha spianato la strada per una proposta senza precedenti da parte della Commissione. Tuttavia, il motore franco-tedesco è una condizione necessaria ma non sufficiente per raggiungere un risultato soddisfacente. Un compito chiave della presidenza tedesca sarà dunque quello di costruire dei ponti tra gli Stati membri.

Per questo, la presidenza tedesca dovrebbe cominciare con il convincere i paesi membri, specialmente i quattro “frugali”, ad appoggiare il piano di ripresa della Commissione Europea Next Generation EU e un Quadro Finanziario Pluriannuale (MFF – Multiannual Financial Framework) ambizioso per il periodo 2021-2027, comprendente lo Strumento di Bilancio per la Convergenza e Concorrenza (BICC – Budgetary Instrument for Convergence and Competitiveness), uno strumento permanente e cruciale per la resistenza dell’euro. Eventuali riforme a lungo termine della governance economica sono altrettanto importanti, a partire dalla questione a lungo ignorata relativa al mandato e alla responsabilità della Banca Centrale Europea. La posta in gioco non sono solo i simboli più rappresentativi dell’integrazione europea, come la valuta unica e l’Eurozona, ma soprattutto il benessere dei cittadini dell’Unione. La coesione sociale dovrebbe essere il fulcro di questo progetto.

Il processo di ripresa dal COVID-19 ci offre l’opportunità di rinforzare il modello di sviluppo dell’UE dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Ciò significa che l’azione climatica deve essere al centro dei piani di recupero e che l’UE non deve tralasciare le ambizioni del Green Deal, restando conscia e trasparente riguardo alle sue possibili ricadute economiche. La presidenza tedesca deve attivare tutta la potenziale diplomazia climatica dell’Unione, in modo da ricostruire i piani globali per ampliare gli impegni presi dai firmatari dell’accordo di Parigi a livello nazionale.

All’interno dell’agenda della presidenza – e del piano di ripresa – anche una rapida transizione digitale merita la giusta attenzione, in quanto rappresenta un investimento vitale per il futuro. Essa è strettamente connessa al più ampio concetto di autonomia strategica. La sovranità digitale e tecnologica dovrebbe essere un elemento chiave del programma.

Se l’UE vuole potenziare la sua capacità di resistenza e adattamento in tempi di crisi, sarà necessario rafforzare la sua resilienza. Questo implica essenzialmente l’attaccamento ai valori fondanti dell’Europa: la democrazia, lo stato di diritto, i diritti umani, la libertà e l’uguaglianza. In particolare, è necessario assicurare un consenso di base sullo stato di diritto tra tutti gli Stati membri. Molto prima della pandemia COVID-19, la procedura ex articolo 7 era stata avviata contro la Polonia e l’Ungheria. Il virus ha potenziato le sfide ai valori comuni dell’UE e la presidenza tedesca deve rompere il silenzio sull’argomento. Inoltre, la condizionalità dello stato di diritto deve diventare parte intrinseca non solo del MFF ma anche del piano di ripresa. Se i valori comuni sono a rischio, lo sarà anche il futuro dell’Unione Europea.

Violazioni dei diritti umani sono state registrare alle frontiere esterne dell’Unione sia prima che dopo l’esplosione della pandemia. Assieme all’apertura totale dei confini interni ed esterni dell’Area Schengen, il Sistema Europeo d’Asilo Comune (CEAS – Common European Asylum System) ha urgentemente bisogno di essere riformato nello spirito della solidarietà congiunta.

La presidenza tedesca dovrà anche rafforzare il ruolo dell’UE nel mondo post-pandemico. Sia le elezioni statunitensi a novembre che gli sviluppi nella rivalità USA-Cina dovrebbero essere seguiti con attenzione. Mentre guarda lontano, l’UE avrà bisogno di elaborare anche una strategia più efficace nei confronti del suo vicinato: dai Balcani occidentali alla Turchia, dal Mediterraneo all’Africa, ci sono diversi elementi da considerare nel suo programma. La Brexit è un’altra urgente questione sull’agenda che non permette alcuna deroga. Poiché il governo britannico si è rifiutato di estendere il periodo di transizione, toccherà alla presidenza tedesca affrontarla. L’UE dovrà cercare di trovare il miglior accordo possibile, ma allo stesso tempo prepararsi per l’ipotesi di un no deal.

La risposta tardiva e scomposta a livello europeo di fronte all’emergenza, combinata con le profonde conseguenze economiche e sociali, potrebbe influire negativamente sulla fiducia che i cittadini ripongono nelle istituzioni europee, rinvigorendo quindi le sirene dell’euroscetticismo. Riconquistare i cuori e le menti dei popoli europei necessiterà di un gesto fortemente simbolico atto a far percepire una più forte presenza dell’Unione Europea nella loro quotidianità. Una Conferenza sul futuro dell’Europa rivista nel formato e di durata più breve, con obiettivi chiari e un sistema di mobilitazione credibile, potrebbe preparare il terreno a un metaforico vaccino per l’UE.

Le scelte che saranno fatte durante la seconda metà del 2020 sono destinate ad avere un impatto duraturo sull’Europa e i suoi cittadini: la presidenza tedesca dovrà selezionare attentamente le sue priorità in modo da investire con coraggio e intelligenza sul futuro dell’UE.

Una precedente versione di questo testo è stata pubblicata come parte delle raccomandazioni alla presidenza tedesca dal TEPSA – Trans European Policy Studies Association, disponibili al link:
http://www.tepsa.eu/wp-content/uploads/2020/06/TEPSA-Recommendations-EU2020DE.pdf

Gli autori ringraziano Michele Chang (College of Europe); Gaby Umbach (European University Institute); Saila Heinikoski e Niklas Helwig (Finnish Institute for International Affairs) per il loro contributo.