Slovenia alla presidenza del Consiglio dell’Ue: tempo di guardare avanti

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Il logo della presidenza slovena del Consiglio dell'Unione europea (luglio-dicembre 2021)

Dopo il Portogallo tocca alla Slovenia presiedere il Consiglio dell’Unione europea, ultimo Paese del trio iniziato con la Germania. Dall’implementazione di Next Generation EU alla Conferenza sul Futuro dell’Europa, ecco l’agenda del prossimo semestre, insieme alle raccomandazioni del network TEPSA.

Dal 1° luglio 2021, la Slovenia prende il posto del Portogallo a capo della presidenza del Consiglio dell’Unione europea. La pandemia rappresenta una delle più profonde crisi che l’Unione abbia mai dovuto affrontare e le società, le democrazie e le economie degli Stati membri hanno appena iniziato la loro ripresa.

Dopo i semestri di Croazia, Germania e Portogallo durante la pandemia, la presidenza slovena dovrà guidare l’Unione verso il futuro. L’attuazione di Next Generation EU è senza dubbio il punto più importante in agenda. Ora che tutti gli Stati membri hanno ratificato la decisione di aumento delle risorse proprie, è arrivato il momento di finanziare e realizzare i Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza (PNRR).

C’è poi la Conferenza sul Futuro dell’Europa, che ha già avuto inizio, e le cui sessioni e i cui dibattiti con i cittadini avranno luogo durante il semestre della presidenza slovena. In aggiunta, il vasto dibattito riguardante l’autonomia strategica sarà uno degli argomenti di discussione, che verrà definito grazie al lavoro sullo Strategic Compass attualmente in corso, e delle nuove iniziative nei vari settori, tra cui quelli commerciali, finanziari e digitali.

L’Unione è stata recentemente spinta a prendere una posizione comune, che sia contro Turchia, Russia o Bielorussia. Al centro delle discussioni ci saranno le modalità di gestione di queste sfide esterne.

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Il momento della ripresa

“Il tempo è tutto” è stato il recente mantra delle istituzioni di Bruxelles in relazione a Next Generation EU. La presidenza slovena sarà incaricata di assicurarsi il corretto rispetto delle tempistiche. A giugno, la Commissione ha già emesso obbligazioni comuni per un valore di 35 miliardi di euro.

Inoltre, anche i tempi per l’approvazione dei PNRR sono agli sgoccioli. Per questo sia la Commissione sia il Consiglio hanno il dovere di far rispettare il calendario ed evitare un ulteriore danno economico e sociale dopo la pandemia. Allo stesso tempo, il piano di investimenti deve essere strettamente controllato per infondere maggiore resilienza all’Europa, permettendo un’efficace transizione digitale ed ecologica e proteggendo allo stesso tempo i valori dei cittadini europei: la sostanza, al pari della puntualità, è un valore essenziale.

La protezione dello stato di diritto, fra i principali valori dell’Ue, dovrebbe essere posto anch’esso al centro della discussione. La presidenza slovena dovrà assicurarsi di puntare ad una ripresa comprensiva e orientata verso il futuro, che includa le riforme necessarie in campo sanitario per risolvere il problema dell’Unione della salute, e che includa il pacchetto legislativo adatto per restare al passo con gli ambiziosi obiettivi dell’European Green Deal in materia di politica energetica ed ambientale.

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Il momento per discutere del futuro

Uno degli obiettivi con cui dovrà tenere il passo la presidenza slovena sarà la realizzazione della Conferenza sul Futuro dell’Europa. Anche se il dibattito inaugurale, il primo evento con i cittadini europei, ha avuto luogo a giugno poco prima della fine del mandato portoghese, due altri incontri (ad ottobre e a dicembre) saranno celebrati sotto la presidenza slovena. Esiste già la consapevolezza delle molte questioni in agenda, tra cui il futuro della democrazia, il cambiamento climatico, le politiche sanitarie e la giustizia sociale, e sulla necessità di un approccio innovativo. La presidenza slovena dovrà dirigere tutte le discussioni, collaborando allo stesso tempo con la successiva presidenza francese per trarre adeguate conclusioni dalla Conferenza.

Secondo un’indagine speciale dell’Eurobarometro sul futuro dell’Europa che è stata pubblicata a marzo 2021, una larga maggioranza di europei – 92% – si trova d’accordo sulla necessità che la voce dei cittadini stessi venga presa maggiormente in considerazione per le scelte future dell’Europa, mentre tre quarti degli interpellati considera la Conferenza come “un significativo progresso per la democrazia europea”. Considerando questi risultati, la presidenza slovena dovrà garantire un adeguato svolgimento della Conferenza per non deludere le aspettative dei cittadini.

Commissione Ue: la Conferenza sul futuro dell’Europa deve parlare ai cittadini, non alla “bolla di Bruxelles”

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La Conferenza sul futuro dell’Europa “dovrebbe essere …

Il momento di fissare un orizzonte strategico

È tempo di mettere in pratica la discussione sull’autonomia strategica dell’Ue così da assicurare la credibilità dell’Unione su scala globale. Questo processo è stato accelerato dall’attivismo dell’amministrazione Biden e dai chiari segnali di rinnovata sintonia con l’alleato atlantico, ancorata nella Nato e forte di una maggiore cooperazione per far fronte ad avversari strategici come la Cina e la Russia.

Concretizzare la suddetta autonomia strategica è più facile a dirsi che a farsi, dato che comporta sia la necessità di equipaggiare l’Ue con adeguate capacità per fronteggiare e rispondere a minacce identificate come tali, sia di definirne le priorità strategiche per le questioni regionali e globali. Inoltre, sarebbe necessario identificare una più vasta definizione di azione esterna per le decisioni dell’Unione. Ciò che non può essere ottenuto in maniera convenzionale o non convenzionale con pressioni dirette, potrebbe essere ottenuto tramite accordi commerciali o condizionalità sugli standard ambientali.

In quest’ottica i prossimi sei mesi, che seguiranno il summit tra Ue e Usa di giugno, saranno particolarmente intensi, poiché verrà richiesto di prendere decisioni cruciali che dimostreranno fino a che punto l’Ue è determinata a concretizzare le sue promesse di autonomia.

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Per quanto riguarda lo sviluppo delle risorse, il processo che condurrà all’adozione dello Strategic Compass sembra essere entrato in una fase promettente, dato l’arrivo sul tavolo di discussione di nuove proposte per incrementare la capacità dell’Ue di reagire ed intervenire. Tra queste vi sono  incluse la creazione di un corpo di avanguardia da 5000 unità e l’espansione dell’utilizzo delle disposizione dell’articolo 44.7 del Trattato sull’Unione europea per affidare ad un circoscritto gruppo di Stati membri di condurre missioni in nome dell’Unione, rafforzando così le strutture di comando e controllo a Bruxelles, così come la capacità dell’Ue di reagire a minacce cibernetiche ed ibride.

Dal punto di vista regionale, è tempo per l’Unione di ridurre i propri orizzonti e di concentrarsi su questioni ritenute prioritarie, cominciando con la preparazione per le elezioni generali in Libano di dicembre, oppure discutendo del costante deterioramento della sicurezza e della democrazia nell’Europa Orientale, in particolare in Bielorussia ed Ucraina.

È necessario poi velocizzare il processo di allargamento dei Balcani Occidentali, aprendo i negoziati di adesione a paesi come l’Albania e la Macedonia del Nord. Per questo sarà necessario che la presidenza Slovena investa tempo e si faccia promotrice di un approccio chiaro per la regione. L’iniziativa di ospitare un summit Ue-Balcani occidentali è infatti considerata un’ottima soluzione.

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A livello globale invece, è necessario che l’Unione prenda una posizione coerente su questioni internazionali successive alla pandemia, come gli scambi internazionali e gli investimenti, a cominciare dall’accordo con il blocco di paesi Mercosur dell’America Latina e il Patto sugli Investimenti con la Cina. Sarà importante anche discutere di un’eventuale deroga per il certificato digitale Ue COVID-19. In un mondo che sta faticando a gestire le conseguenze della pandemia, la rinascita di conflitti regionali e i capricci dei giochi di potere, una azione strategica Europea potrebbe cambiare gli equilibri.

Oltre a queste importanti linee, la presidenza Slovena dovrà concentrarsi su quelle politiche che decideranno gli equilibri mondiali dopo la pandemia. Tre settori necessitano di raccomandazioni più dettagliata: 1- la sovranità digitale europea 2- l’esportazione dell’European Green Deal verso paesi terzi attraverso i canali della transizione energetica 3- un rinnovato interessamento per l’allargamento dell’Unione.

Una precedente versione di questo testo, in inglese, è stata pubblicata come parte delle raccomandazioni alla presidenza slovena da TEPSA – Trans European Policy Studies Association, disponibili qui.