La strategia macroregionale Adriatico-Ionica (EUSAIR): potenzialità e sfide per un futuro comune

La strategia macroregionale Adriatico-Ionica (EUSAIR) è un luogo di incontro per la soluzione di problemi comuni fra Paesi Ue e in corso di adesione: tanti i punti di forza in chiave allargamento. Martedì 11 maggio e mercoledì 12 il sesto forum annuale.

Istituita nel 2014, la strategia macroregionale Adriatico-Ionica (EUSAIR) è una delle quattro strategie sostenute dalla Commissione Europea con l’obiettivo di costruire un quadro integrato in cui Paesi appartenenti alla stessa area geografica possano trovare risposte condivise a problemi comuni.

Sebbene non sia l’unica delle quattro strategie a includere Paesi non membri dell’UE, il loro coinvolgimento nell’EUSAIR in vista dell’integrazione europea è tra gli elementi fondanti la strategia. Questa coinvolge infatti nove Paesi che si affacciano su (o sono geograficamente prossimi a) l’Adriatico. Tra questi, quattro sono Paesi membri (Croazia, Grecia, Italia e Slovenia), mentre cinque sono Paesi in corso di adesione: Albania, Montenegro, Serbia e Macedonia del Nord (quest’ultima a partire dal 2020) tra i candidati, e Bosnia-Erzegovina come candidato potenziale. Nei documenti istitutivi della strategia, “promuovere l’integrazione europea” è indicato fin da subito come l’obiettivo globale.

L’EUSAIR promuove la crescita economica e sociale nella macroregione attraverso il rafforzamento della competitività e dell’attrattività. I Paesi aderenti alla strategia hanno individuato quattro aree tematiche, definite pilastri, in cui ritengono fondamentale migliorare il coordinamento e creare sinergie: crescita blu, connettività, qualità ambientale e turismo sostenibile.

Come rilanciare il ruolo dell’Italia per il futuro europeo dei Balcani

I Balcani occidentali sono un dossier strategico per l’Italia, che ha negli anni messo sul campo svariate iniziative rivolte alla regione: tutti strumenti a disposizione del nostro Paese oggi per guidare l’agenda europea sull’Allargamento. 

L’Italia gode da …

La governance di EUSAIR
Nel rispetto della regola dei “tre no” (no a nuovi fondi, no a nuove leggi, no a nuove istituzioni) caratteristica delle strategie macroregionali, l’EUSAIR non dispone di nuovi fondi né di una burocrazia ulteriore.

La governance di EUSAIR è su più livelli. C’è innanzitutto una distinzione tra la dimensione politica e quella operativa. La dimensione politica è rappresentata dai ministri degli Esteri e dai ministri per l’integrazione europea che si riuniscono nei forum ministeriali annuali. La dimensione operativa è costituita da due entità distinte: il Governing Board (consiglio direttivo) con un ruolo di coordinamento e i Thematic Steering Group (gruppi direttivi tematici) che lavorano a livello esecutivo. Il tutto è supportato amministrativamente e operativamente da un Facility Point, attualmente gestito dalla Slovenia.

I finanziamenti
La già citata regola dei “tre no” ha fatto sì che l’EUSAIR venisse istituita senza fondi propri. I progetti e le iniziative dell’EUSAIR sono dunque integrati (il cosiddetto embedding) negli strumenti finanziari esistenti. Il piano d’azione della strategia viene quindi messo in pratica attraverso la mobilitazione e l’allineamento dei fondi disponibili per realizzare progetti nelle tematiche individuate in ciascun pilastro.

Nella programmazione 2014-2020 i principali bacini di risorse per l’EUSAIR sono stati i Fondi strutturali e di investimento europei e lo Strumento di pre-adesione (IPA). Tuttavia la tempistica dell’approvazione della strategia e della programmazione – entrambe avviate nel 2014 – non hanno consentito l’allineamento delle priorità di questi fondi con quelle stabilite nell’ambito della strategia. Da questo punto di vista, sarà fondamentale vedere quanto le tematiche prioritarie di EUSAIR verranno prese in considerazione nella programmazione 2021-2027, che potrebbe rappresentare un’occasione unica per il rafforzamento della strategia, anche in considerazione degli importanti sforzi messi in campo per garantire un processo di embedding nei fondi disponibili per tutti i Paesi coinvolti. Si prevede tra l’altro che i documenti programmatici e gli accordi di partenariato dei Paesi membri dell’EUSAIR facciano esplicito riferimento alle priorità individuate dalla strategia macroregionale.

A partire dalle risorse europee, l’EUSAIR potrebbe rappresentare sempre di più una piattaforma di coordinamento degli sforzi dei vari donatori, anche internazionali, nazionali e privati. Infatti, contribuendo anche al raggiungimento di obiettivi e target nazionali, la strategia è parte integrale delle strategie di sviluppo nazionali e può perciò sfruttare tutte le opportunità di finanziamento possibili.

Scenari di opportunità
Tra i numerosi punti di forza della strategia, è opportuno menzionarne almeno tre. L’EUSAIR è a tutti gli effetti un luogo di incontro per la soluzione di problemi comuni, quali la tematica ambientale, la digitalizzazione e, più di recente, l’impatto che la pandemia sta avendo sulle economie dei Paesi coinvolti, in particolare nel settore del turismo, da anni un punto di forza della macroregione.

Il bilanciamento operato da EUSAIR tra la dimensione della crescita economica e la tutela dell’ambiente può fornire un grande contributo alla coesione europea, minacciata dalle nuove sfide imposte dalla pandemia.

Trattando questioni concrete, di grande interesse per i cittadini, i pilastri dell’EUSAIR sono un’occasione da non sottovalutare per intraprendere azioni con un impatto rilevante sulla vita dei cittadini. Tra queste, la creazione di reti di ricerca e sviluppo tramite il coinvolgimento di tutti gli attori sul campo (centri di ricerca, imprese, pubbliche amministrazioni, organizzazioni della società civile), lo sviluppo di forme di mobilità sostenibili, il miglioramento dei collegamenti ferroviari, la salvaguardia delle Aree marine protette, lo sviluppo di piani di emergenza comuni per la gestione di disastri naturali, la creazione di itinerari turistici tematici e sostenibili.

L’EUSAIR promuove la costruzione di una nuova e condivisa identità regionale, nella quale i Balcani occidentali sono perfettamente integrati. La valorizzazione del ruolo del territorio fa sì che in EUSAIR si superi la distinzione tra un “noi” (membri dell’Unione Europea) e un “loro”. La dimensione regionale e transnazionale della strategia favorisce la costruzione di un senso di appartenenza e identità per i Paesi in via di adesione, che consente loro di superare la definizione di Balcani occidentali.

I Balcani occidentali chiamano l’Europa: c’è bisogno di cambiamento

Nei Balcani sta crescendo la consapevolezza che l’Unione europea possa non essere l’unico partner disponibile. Da parte di Bruxelles occorre una certa dose di ottimismo pragmatico e realismo geopolitico sull’allargamento, che dovrebbe essere al centro anche della Conferenza sul futuro …

Il rovescio di questa medaglia dell’europeizzazione, altrettanto positivo, è l’aumento della consapevolezza da parte dei Paesi UE del fatto che affrontiamo tutti le stesse sfide, e possiamo beneficiare tutti delle stesse opportunità. Il riconoscimento dei Balcani occidentali come un’area interna allo spazio europeo può essere un incentivo a comprendere la necessità di politiche transnazionali per affrontare questioni come l’inquinamento del mare o la gestione della pandemia.

L’EUSAIR è uno dei pochi forum in cui la cooperazione è effettivamente tra pari. I Paesi membri e i Paesi non membri dell’UE sono sullo stesso piano e questo, oltre ad essere un beneficio in sé, rappresenta una grande opportunità per l’allineamento dei secondi all’acquis comunitario.

La strategia si basa su una cooperazione orizzontale che semplifica il percorso di adesione all’UE dei Paesi non membri grazie alla condivisione di competenze. L’avvicinamento graduale alle richieste europee per l’adesione (articolato nei capitoli negoziali dell’acquis comunitario) è favorito dalla cooperazione paritaria sui temi specifici con i Paesi UE, oltre che dal rafforzamento delle competenze amministrative e dalla dimensione partecipativa della strategia, che aumenta l’accountability dei governi.

I prossimi passi
Sono molti gli appuntamenti che ogni anno riuniscono gli attori coinvolti nella strategia, con un forte intento divulgativo dei risultati raggiunti e risolutivo dei problemi emersi. I prossimi sono il sesto Forum annuale EUSAIR che si tiene l’11 e il 12 maggio e l’incontro del Governing Board, che si terrà il 27 maggio 2021. In quella occasione verrà presentato uno studio condotto da Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa (OBCT) e dal Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI) relativo al contributo che l’EUSAIR può fornire al processo di allargamento europeo.

Lo studio ha evidenziato i numerosi punti di forza della strategia in chiave allargamento, individuando al contempo le potenzialità su cui è necessario focalizzare l’attenzione per migliorare l’impatto della strategia nel periodo 2021-2027.

Maria Francesca Rita è ricercatrice del CeSPI.

Europea è un'iniziativa di:

IAI CSSF CESPI ECFR CSSF movimentoeuropeo OCBT VillaVigoni