Ecco come UE e India potranno rilanciare la loro partnership

Il premier indiano Narendra Modi in video-conferenza con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel (EPA-EFE/YVES HERMAN / POOL)

Il 15° summit tra Unione Europea e India del mese scorso ha riportato le relazioni sul giusto piano. Nonostante l’UE e l’India siano partner strategici dal 2004, questa relazione è spesso stata criticata per il mancato raggiungimento del pieno potenziale, specialmente da quando i negoziati per un accordo economico di libero scambio (FTA) sono stati sospesi nel 2013. Ma le cose stanno finalmente cambiando, e sia Bruxelles sia New Delhi hanno realizzato l’importanza di investire in questa partnership strategica.

Il 15° summit si doveva originariamente tenere a Bruxelles lo scorso marzo ma, a causa della pandemia, è stato posticipato e si è tenuto virtualmente il 15 luglio. Questo rinvio ha in realtà giocato a favore di un rafforzamento delle relazioni, in ragione dei cambiamenti geopolitici avvenuti negli ultimi mesi.

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Si è svolto oggi in formato virtuale il Summit Ue-India. Vi hanno partecipato il primo ministro indiano Narendra Modi, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e la presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen.

Nel corso del Summit si …

L’impronta cinese in Asia sta infatti diventando sempre più presente, basti pensare alle interferenze con Hong Kong, alla sua presenza sempre più incalzante nel Mar cinese meridionale, alle rappresaglie economiche verso l’Australia, fino al confronto diretto con l’India lungo il confine di Line of Actual Control (LAC).

L’India sta quindi realizzando che l’UE è un partner essenziale che è utile avere vicino se vuole diventare un attore geopolitico globale, ruolo a cui New Delhi aspira fortemente. L’India ha sempre privilegiato i rapporti bilaterali con gli Stati membri dell’UE, in primis con la Germania e con la Francia. Ma è sempre più evidente che queste relazioni possono sì favorire scambi commerciali bilaterali, ma non possono giocare un ruolo rilevante nella geopolitica globale.

Anche l’UE sta adottando un atteggiamento sempre più cauto verso Pechino, come dimostrato dal recente Summit avvenuto virtualmente lo scorso 22 giugno. Anche per questo l’UE ha realizzato l’ importanza di avere una partnership strategica forte con l’India, per poter raggiungere il proprio obiettivo di innalzare il proprio ruolo di attore globale.

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È stata una “discussione intensa e approfondita” per usare le parole del presidente Charles Michel, quella del summit Ue-Cina del 22 giugno. Più netta Ursula Von der Leyen che ha detto: “Dobbiamo fare progressi. E i progressi implicano che vi …

Un risultato fondamentale della Roadmap 2025 – adottata durante il summit di luglio, e che definisce gli obiettivi comuni di UE e India per il prossimo quinquennio – è infatti quello dell’istituzionalizzazione del dialogo di sicurezza marittima, e della cooperazione nella regione indo-pacifica – regione che influenzerà fortemente gli equilibri geopolitici globali del prossimo decennio -. È infatti nella cooperazione di sicurezza che la partnership Bruxelles-New Delhi sta investendo maggiormente il proprio capitale politico, come anche dimostrato dall’importante visita del presidente del Comitato Militare dell’Unione Europea, il generale Claudio Graziano, che accompagnò l’Alto rappresentante per gli affari estera e la politica di sicurezza Josep  Borrell nel suo primo viaggio in Asia, proprio a New Delhi, lo scorso gennaio.

Ma la vera promessa di rilancio delle relazioni è il segnale politico inviato con l’istituzionalizzazione di un dialogo ministeriale sul commercio e sugli investimenti. Il sottosviluppato rapporto commerciale tra i due blocchi è infatti evidente. L’UE è il primo partner commerciale dell’India e il più grande investitore straniero, con investimenti pari a 67.7 miliardi di euro nel 2018, ovvero il 22% di investimenti diretti esteri ricevuti dall’India. Se paragonato ai 175,3 miliardi di euro investiti dall’UE in Cina nello stesso anno, si capisce quanto la relazione commerciale si possa ancora sviluppare.

Anche in questo la pandemia ha aiutato entrambi i blocchi a valutare meglio l’opportunità di diversificare la propria global supply chain attraverso un aumento di scambi commerciali bilaterali, riducendo così quindi anche la dipendenza strategica da Pechino.

A questo proposito, un recente studio del Parlamento europeo stima i benefici economici commerciali di un potenziale accordo di libero scambio pari a 8/8,5 miliardi di euro. Questo studio sottolinea anche quanto i benefici dati da maggior coordinazione su questioni globali, come il cambiamento climatico che dovrebbe essere affrontato nel contesto delle misure da mettere in piedi per ammortizzare l’impatto dell’accordo di libero scambio possano rappresentare un ulteriore sostanziale guadagno più difficilmente quantificabile economicamente, ma di certo non minore.

La lotta al cambiamento climatico è infatti un altro capitolo importante della Roadmap 2025, ed è anche l’ambito dove le possibilità di affari sono le più promettenti. L’UE ha come obiettivo di trasformare la propria economia raggiungendo il target emissioni zero entro il 2050. Ma questo sforzo di rinnovamento industriale ha senso solamente se condiviso, meglio se da tutti. È quindi importante per l’Unione Europea lavorare assieme all’India verso una trasformazione economica verde. A questo proposito, New Delhi sta facendo investimenti importanti, come ad esempio nel contesto dell’Alleanza Solare Internazionale, ma c’e bisogno di ulteriore cooperazione tecnologica, opportunità che l’industria europea potrebbe cogliere.

Le relazioni tra UE e India si sono sviluppate anche in molti altri ambiti, come il multilateralismo basato sullo stato di diritto, questione che accomuna entrambi. Il prossimo biennio rappresentano un’opportunità scandita da appuntamenti importanti, come il fatto che l’India avrà un seggio non permanente nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU nel 2021-2022, e avrà la presidenza del G20 nel 2022, subito dopo l’Italia. Inoltre si stanno giocando partite importanti, come il necessario rafforzamento dell’Organizzazione mondiale del commercio. Agire facendo fronte comune permetterebbe quindi di raggiungere risultati più importanti.

Molti altri sono gli ambiti su cui la partnership sta investendo, come ad esempio digitalizzazione, intelligenza artificiale, ricerca, mobilità, urbanistica sostenibile, ambiente e così via. Le basi per raggiungere il pieno potenziale delle relazioni sono state messe sul tavolo, e il contesto è favorevole.

I cambiamenti che avverranno nei prossimi mesi sono inevitabili. Sta all’India e all’Unione Europea decidere se subire le scelte fatte da altri – gli Stati Uniti e la Cina in particolare -, o guidare il cambiamento.

Stefania Benaglia è Associate Fellow dell’Istituto Affari Internazionali (IAI) e Associate Researcher del CEPS di Bruxelles. 

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