Al via un nuovo mandato per il Comitato economico e sociale europeo, la voce della società civile organizzata

Il presidente uscente del Comitato economico e sociale europeo Luca Jahier (Foto CESE)

Questa settimana si è concluso il mandato 2015-2020 del Comitato economico e sociale europeo (CESE); la sessione plenaria di ottobre segnerà l’inizio di un nuovo quinquennato con il rinnovo parziale dell’Assemblea e l’indicazione di un nuovo presidente – l’uscente è l’italiano Luca Jahier -.

Il Comitato economico e sociale europeo è un organo consultivo dell’Unione europea, che funge da “ponte tra l’Europa e la società civile organizzata”.

Il CESE è stato istituito nel 1957 in base ai Trattati di Roma con l’obiettivo di creare un organismo in cui diversi gruppi di interesse economici e sociali potessero esprimere la loro opinione sullo sviluppo del mercato comune.

Base legale
Il CESE è menzionato all’articolo 13, paragrafo 4, del Trattato sull’Unione europea (TUE), che recita: “il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sono assistiti da un Comitato economico e sociale europeo […] che agisce a titolo consultivo”.

Il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) menziona il CESE nel capitolo relativo agli organi consultivi dell’Unione. Gli articoli da 300 a 304 definiscono la natura della composizione del Comitato e il suo mandato.

Membri e organizzazione
Il CESE ha 329 membri che si dividono tra gli Stati membri, a seconda della popolazione di ogni Stato; si va dai 5 membri per lo Stato membro con la popolazione più piccola (Malta), ai 24 membri per gli Stati membri con la popolazione più numerosa (Germania, Francia e Italia). Il numero complessivo è sceso da 350 (tetto massimo previsto) a 329 in seguito alla Brexit.

Tutti i membri sono nominati con un mandato rinnovabile di una durata di 5 anni. Sono scelti dal Consiglio a maggioranza qualificata, su proposta degli Stati membri. I membri provengono da gruppi di interesse economico e sociale europei.

Il Comitato è suddiviso in tre gruppi che rappresentano i datori di lavoro (Gruppo I), i lavoratori (Gruppo II) e Diversity Europe (Gruppo III). Quest’ultimo è composto da altri soggetti economici e sociali organizzati della società civile, come gli agricoltori e i gruppi di consumatori.

Il presidente e i due vicepresidenti sono eletti ogni due anni e mezzo, nominati dal Comitato tra i suoi membri. Lo stesso vale per i 39 membri dell’Ufficio di presidenza, che organizza i lavori del CESE. Il Regolamento interno, compresa la divisione dei gruppi, è stabilito dal Presidente.

Il Comitato è composto da sei sezioni specializzate, per contribuire alla preparazione di pareri sui vari settori di attività dell’UE. Possono essere istituite sottocommissioni temporanee incaricate di trattare argomenti specifici. I gruppi di studio elaborano poi i pareri che possono essere adottati nelle sessioni plenarie che si svolgono nove volte all’anno, a maggioranza semplice. Il Segretariato generale sostiene il Comitato.

Missione
L’obiettivo del CESE è quello di agire come organo consultivo della Commissione, del Consiglio e del Parlamento sulle proposte politiche, avvalendosi delle competenze specifiche e dell’esperienza pratica dei suoi membri. Il Comitato assicura che le voci di tutti i diversi gruppi della società civile europea siano prese in considerazione ai vari livelli del processo decisionale dell’UE.

In questo modo mira ad integrare i cittadini nel progetto europeo, consentendo alle organizzazioni della società civile di essere più coinvolte e viceversa, avvicinando l’Europa ai suoi cittadini. Il CESE crea inoltre dei legami con i gruppi della società civile dei paesi terzi in cui intrattiene relazioni continuative.

Rappresentando l’interesse generale dei cittadini in Europa, i membri del Comitato forniscono pareri alle istituzioni dell’UE con l’obiettivo di raggiungere un consenso tra le diverse posizioni. Ciò aiuta le istituzioni dell’UE a comprendere meglio l’impatto delle loro proposte e ad apporvi modifiche che meglio rispecchino le necessità dei cittadini, migliorando allo stesso tempo, la trasparenza del processo decisionale a livello europeo.

Azioni
Nelle sue azioni di consulenza alle istituzioni dell’UE, Il Comitato può operare su richiesta delle istituzioni oppure emettere un parere di propria iniziativa. In effetti, il CESE elabora circa 170 pareri all’anno, di cui il 70% sono rinvii, il 21% sono pareri d’iniziativa e il 9% sono pareri esplorativi.

Il TFUE stabilisce che il Comitato deve essere consultato dal Consiglio o dalla Commissione prima di prendere una decisione su alcuni settori quali la politica agricola, la salute pubblica, l’ambiente, la protezione dei consumatori e la politica occupazionale. D’altro canto, il Comitato, quando opera di propria iniziativa, può decidere di emettere un parere ogniqualvolta lo ritenga opportuno e su qualsiasi argomento ritenga opportuno.  Ad esempio, recentemente il CESE ha pubblicato un parere sulla ricostruzione e la ripresa post-Covid-19 dove si afferma che la necessità per l’Unione europea di essere guidata dall’idea di un destino comune.

A cura di Bella Schuster. 

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