EPPO: una Procura europea a tutela del bilancio dell’Ue

Dopo l’insediamento in autunno, il 2021 sarà il primo anno che vedrà operativa la nuova Procura europea, che nei mesi scorsi ha anche definito la propria leadership: ad affiancare la rumena Laura Codruta Kӧvesi, alla guida della neonata Procura, saranno l’italiano Danilo Ceccarelli e il tedesco Andrés Ritter. Ma vediamo insieme di cosa si occupa il nuovo organo.

Nel giugno 2017, 20 stati membri dell’Unione europea hanno firmato un accordo politico per istituire una procura europea (EPPO) sfruttando lo strumento della cooperazione rafforzata. Questo perché, nonostante la Commissione ne avesse proposto l’istituzione nel 2013, il Consiglio non ha mai raggiunto l’unanimità, il che ha reso impossibile la partecipazione di tutti gli Stati membri. Il regolamento è entrato in vigore a novembre 2017, l’1 agosto 2018 si sono aggiunti i Paesi Bassi e poi Malta, portando a 22 il numero totale degli Stati che aderiscono all’EPPO.

Al momento sono rimasti fuori (ma possono aderirvi in qualsiasi momento) Ungheria, Irlanda, Polonia, Svezia e la Danimarca (quest’ultima, però, ha scelto l’opt-out in materia di giustizia e affari interni). 

Procuratore capo europeo: "Siamo pronti a iniziare. Difenderemo la nostra indipendenza"

Per essere un vero e proprio elemento di svolta, la nuova Procura deve disporre di risorse finanziarie sufficienti e di un numero sufficiente di procuratori delegati europei a tempo pieno per condurre indagini indipendenti negli Stati membri, ha dichiarato il …

La Procura europea risponde alla necessità di tutelare gli interessi finanziari dell’Unione europea, al momento privi di un organo giudiziario regolato dalle norme Ue e ad essi dedicato. Si stima che il valore di queste frodi ammonti ad oltre 467 miliardi di euro. OLAF (l’Ufficio per la lotta antifrode), Eurojust (l’Agenzia europea per la cooperazione giudiziaria penale) e Europol (l’Ufficio europeo per la cooperazione di polizia giudiziaria) non hanno infatti il potere di agire penalmente nei casi di frode o di svolgere indagini penali. 

Un altro elemento che ha reso necessaria l’istituzione della Procura Europea è la frammentazione delle azioni degli Stati membri in questo campo: il rischio è quello di adottare misure poco efficaci e non coordinate contro i crimini transnazionali. 

La sua base giuridica si trova nell’articolo 86 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (Tfue):

  1. Per combattere i reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione, il Consiglio può istituire una Procura europea a partire da Eurojust. 
  2. La Procura europea è competente per individuare, perseguire e rinviare a giudizio, eventualmente in collegamento con Europol, gli autori di reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione e i loro complici. Essa esercita l’azione penale per tali reati dinanzi agli organi giurisdizionali competenti degli Stati membri.

Quindi cosa sarà la Procura europea? Un organismo indipendente con sede a Lussemburgo altamente specializzato e composto da magistrati provenienti dagli Stati che aderiscono alla cooperazione rafforzata. 

Sarà distribuita su due livelli: quello centrale in cui sarà presente il Procuratore Capo e 22 procuratori, uno per ogni Stato partecipante. E poi il livello nazionale composto da “procuratori europei delegati” presenti negli Stati membri. L’obiettivo finale è quello di riuscire a unire le forze e scambiare le informazioni per svolgere indagini in tutti gli stati che aderiscono alla Procura europea. Fino a prima dell’istituzione di questo organo, infatti, veniva adottata la cooperazione caso per caso tra autorità nazionali, rendendo difficile avere un quadro completo della situazione e, in generale, complicando le procedure. 

In un’Unione politica le frodi a danno del bilancio europeo vanno spesso a coinvolgere più Stati e a valicare i confini della competenza degli Stati singoli. Sono reati complessi con soggetti presenti in diversi stati e sottoposti a legislazioni diverse. Non si tratta di qualche spicciolo perso: è stato stimato che le frodi in materia di IVA provochino ogni anno 50 miliardi di euro di perdita ai bilanci nazionali, denaro impossibile da recuperare senza un’azione puntuale e collettiva. 

La Procura europea si occuperà di casi di frode relativa ai fondi del bilancio dell’Unione europea sopra ai 10mila euro e nei casi di frode all’IVA transfrontaliere sopra ai 10 milioni di euro. 

Tutte le attività della Procura europea dovranno rispettare i diritti garantiti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE, compresi quelli di un equo processo e alla difesa. Non avrà una sua forza di polizia, che resta competenza delle autorità nazionali e potrà chiedere di arrestare un sospetto se indispensabile all’esito delle indagini; spetterà comunque alle autorità giudiziarie nazionali adottare le decisioni a seconda della legislazione vigente. Concluse le indagini ed esercitata l’azione penale, il giudizio si svolgerà nei singoli Stati membri, sulla base delle regole di diritto processuale e sostanziale, integrate dalla disciplina prevista nel regolamento istitutivo dell’EPPO

Proprio questo sistema di costante interazione fra una competenza centralizzata governata dal diritto dell’Ue e una decentralizzata, in cui subentrano le norme del diritto penale nazionale seminerà l’avvio dell’azione dell’EPPO di non pochi ostacoli. 

Procura europea: nominato il collegio. Per l'Italia c'è Danilo Ceccarelli

Ceccarelli è stato sostituto procuratore di Milano e International Prosecutor in Kosovo. I 22 procuratori, uno per ogni Stato aderente al nuovo organo, affiancheranno la procuratrice capo Codruta Kövesi.

Lunedì 27 luglio il Consiglio dell’Ue ha nominato i procuratori europei che …

La Procura Europea è un organo indipendente, ciò vuol dire che le sue azioni e quelle di chi ci lavora devono rispondere all’interesse dell’intera Unione e per questo non sarà parte di altre istituzioni o servizi dell’Unione. Per garantire ulteriore indipendenza la nomina del procuratore capo europeo è compito del Parlamento Europeo e del Consiglio, che hanno scelto ad ottobre 2019 Laura Codruta Kӧvesi, già procuratore capo della Direzione nazionale anticorruzione della Romania; rimarrà in carica per un unico mandato della durata di 7 anni.

I procuratori europei invece hanno un mandato di sei anni, non rinnovabile ma prorogabile (per tre anni al massimo) da parte del Consiglio. Per essere selezionati devono essere membri attivi delle procure o magistrature nazionali e fornire garanzie di indipendenza, esperienza  in materia di sistemi giuridici nazionali, di indagini finanziarie e di cooperazione giudiziaria internazionale in materia penale. Il 27 luglio scorso, il Consiglio dell’Unione europea ha nominato i 22 procuratori europei; per l’Italia è stato scelto Danilo Ceccarelli, magistrato 53enne che ha sempre lavorato nel campo del crimine finanziario, evasione fiscale, corruzione, criminalità organizzata e denaro sporco. Affiancherà Kӧvesi come vice-Procuratore Capo, insieme al tedesco Andres Ritter.

Nelle parole del procuratore capo Kӧvesi, il giorno del giuramento davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea: “La Procura europea è indipendente. È un principio fondamentale dello stato di diritto: solo un sistema giudiziario indipendente può far valere la legge per tutti nello stesso modo. Le preoccupazioni del pubblico per le frodi finanziarie, la corruzione e lo stato di diritto sono più forti di sempre. Proteggendo il budget dell’Unione Europea, giocheremo un ruolo essenziale nel rinforzare la fiducia dei cittadini nei confronti dell’Unione europea”.

A cura di Sonia Curzel.

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