Danimarca, il traghetto elettrico più grande del mondo supera il collaudo

I traghetti elettrici, come Ellen, hanno costi iniziali più elevati ma potrebbero compensarli nel giro di pochi anni rispetto a un equivalente a gasolio. [Photo: Ærø EnergyLab]

Il più grande traghetto completamente elettrico al mondo ha completato 10 mesi di collaudo la scorsa settimana. Il progetto finanziato dall’UE ha rivelato che le imbarcazioni a batteria faranno risparmiare agli operatori denaro rispetto alle loro controparti diesel nel corso del loro servizio.

Ellen è un traghetto per auto e passeggeri lungo 60 metri, che effettua una rotta tra due isole danesi nel Mar Baltico. Si distingue soprattutto per essere alimentato esclusivamente a batteria, per una potenza di 4,3 megawatt.

Nell’agosto del 2019, Ellen – che ha ricevuto finanziamenti dal programma di ricerca dell’UE Horizon 2020 – ha iniziato a essere utilizzata su una rotta di 40 km andata e ritorno. Caricabatterie ad alte prestazioni assicurano tempi di attesa minimi per i passeggeri tra un viaggio e l’altro.

Dopo quasi un anno di servizio, gli operatori del traghetto elettrico hanno appurato che l’intero sistema ha un’efficienza energetica dell’85%, quasi il doppio rispetto alle imbarcazioni diesel. Questo successo ha un impatto diretto sul costo di gestione della nave.

“L’elettrico pura è semplicemente la soluzione più economica al momento”, ha detto il team del progetto Ellen in una dichiarazione, aggiungendo che, sebbene i costi iniziali siano ancora elevati, i costi operativi sono molto più bassi.

Secondo i loro calcoli, un traghetto elettrico che costa poco più di 15 milioni di euro raggiungerà la parità finanziaria con un’imbarcazione diesel più vecchia al quarto anno di servizio e al quinto anno con una nuova.

“A seconda delle condizioni, tecniche e normative, che si applicano alla rotta”, un traghetto elettrico sarà l’opzione più economica dopo un massimo di otto anni, hanno detto gli operatori di Ellen, aggiungendo che si possono ottenere “risparmi significativi” dato che i traghetti hanno tipicamente una durata di 30 anni.

Durante i 10 mesi di viaggio, ai passeggeri è stato chiesto di completare un sondaggio sulla loro esperienza. Quasi tutti sono stati molto soddisfatti del viaggio più silenzioso e della mancanza del fumo di scarico sul ponte per via dell’assenza del motore diesel. Nessuno ha espresso preoccupazione per il fatto di trovarsi su una barca elettrica in mare.

Non si tratta solo di risparmi economici: il traghetto elettrico può anche ridurre le emissioni di 2.250 tonnellate di CO2 ogni anno, se l’energia utilizzata per caricare la batteria è al 100% proveniente da fonti rinnovabili.

Il mix energetico tipico della Danimarca, che comprende anche quantità decrescenti di carbone e gas, limiterebbe l’impatto ambientale della nave a 2.010 tonnellate.

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La Danimarca prevede di costruire due “isole energetiche” per un totale di 4GW di capacità eolica offshore, con l’obiettivo di ridurre entro il 2030 le emissioni del 70% rispetto ai livelli degli anni ’90 e di diventare un esportatore di …

Il paese scandinavo si sta muovendo rapidamente verso un sistema di produzione di energia pulito. La scorsa settimana, il suo governo ha concordato un piano per ridurre le emissioni del 70% entro il 2030, che comprenderà la costruzione di “isole energetiche” dedicate all’energia eolica.

Prevede anche una tassa sul carbonio, che sarà negoziata nel corso di quest’anno, e più infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici.

I governi dovranno iniziare a pensare seriamente a come ridurre le emissioni di carbonio del settore navale, che nell’UE rappresenta circa il 3,7% della produzione totale di CO2, se il blocco intende rispettare gli impegni presi con l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.

Sono in corso lavori per includere per la prima volta il settore nel mercato del carbonio dell’UE, il che significherebbe far pagare alle compagnie di spedizione i permessi per le emissioni. Gli eurodeputati della commissione per l’ambiente voteranno il 25 giugno su una bozza di relazione volta ad accelerare l’introduzione della legislazione.

Il mercato delle auto elettriche

Quel che è vero per le barche lo è anche per le automobili. I costi iniziali per i veicoli elettrici sono ancora più elevati di quelli delle equivalenti versioni a benzina e diesel, ma il punto in cui i diversi propulsori raggiungeranno la parità di prezzo si sta rapidamente avvicinando.

I costi delle batterie stanno diminuendo a un ritmo stabile, grazie alle economie di scala e ai progressi tecnologici. Gli esperti del settore della mobilità prevedono che una volta che le batterie costeranno 100 dollari per kilowattora, saranno allo stesso livello del motore a combustione interna.

Mobilità sostenibile, Acea ed Eurelectric chiedono all'Ue di fare di più

L’Associazione europea dei produttori di automobili (Acea) ed Eurelectric hanno accolto con favore “l’attenzione per le infrastrutture per i veicoli elettrici” nel Recovery Plan annunciato dalla Commissione europea, in particolare “l’obiettivo di finanziare 1 milione di punti di ricarica pubblici”. …

Bloomberg New Energy Finance stima che la parità sarà raggiunta nel 2024, anche se i nuovi pacchetti di aiuti multimiliardari presentati dai governi europei, che includono obiettivi per i veicoli elettrici e le batterie, potrebbero accelerare questo lasso di tempo.

Il punto di parità è visto da molti analisti del mercato automobilistico come un punto di svolta dopo il quale le nuove vendite di veicoli elettrici aumenteranno rapidamente e saranno limitate solo da fattori come l’accesso alle infrastrutture di ricarica.

Secondo i responsabili del progetto del traghetto elettrico, le emissioni create durante il processo di produzione della batteria della nave sarebbero compensate in soli tre mesi, sempre a causa della bassa intensità di carbonio della rete elettrica danese.

Il calcolo delle credenziali verdi di un veicolo elettrico è più complesso, dato che le auto non sono sempre guidate su una rotta fissa, a differenza di una nave, e il mosaico di mix energetici dell’Europa è molto vario.

Ad esempio, guidare un veicolo elettrico in Polonia emetterà 174 g di CO2 per chilometro perché gran parte dell’elettricità dietro la spina è generata da carbone inquinante. In Svezia, invece, è solo 51 g, secondo i dati forniti dal gruppo di mobilità Transport & Environment.

Nonostante le discrepanze, il quadro completo mostra che le auto elettriche emettono in media tre volte meno CO2 rispetto agli equivalenti diesel e benzina.

Produrre una valutazione accurata del ciclo di vita di un veicolo è un compito difficile. La casa automobilistica statunitense Tesla ha affermato nel suo recente rapporto per il 2019 che i rapporti di alcuni analisti che cercano di dimostrare l’impatto delle sue auto rispetto al motore a combustione hanno ancora evidenti omissioni.

Esse includono l’uso di dati sulle emissioni di una procedura di test ormai superata che non riflette gli standard di guida reali, statistiche imprecise sui costi delle celle della batteria e l’ipotesi che una batteria elettrica dovrà essere sostituita durante il ciclo di vita dell’auto.

“Le batterie Tesla sono progettate per durare più a lungo dell’auto. Le stime suggeriscono che un veicolo viene demolito dopo 300.000 km negli Stati Uniti e 200.000 km in Europa. Creare una batteria che possa durare per 1.500.000 km ridurrebbe drasticamente le emissioni per veicolo prodotto”, dice il rapporto.

Questo obiettivo non è così impossibile come può sembrare, poiché la società cinese CATL – che fornisce sia Tesla che Volkswagen – ha annunciato all’inizio di giugno di aver progettato un gruppo motore con queste caratteristiche e che sarebbe costato solo il 10% in più di una batteria EV standard.

Non è ancora chiaro se CATL abbia sviluppato la batteria, la cui durata è stimata in 16 anni, in collaborazione con Tesla o se si tratti di un progetto separato. L’azienda non ha ancora rivelato se sono stati effettuati ordini da altre case automobilistiche.

L’aereo elettrico

È del 10 giugno la decisione dell’AESA (Agenzia europea per la sicurezza nell’aviazione) di certificare il primo velivolo elettrico: si tratta del Pipistrel Velis Electro, un biposto con autonomia di 80 km prodotto in Slovenia.

Il Pipistrel è in grado di compiere brevi voli tra i 40 e i 70 minuti, che lo rendono adatto a servire il suo scopo di velivolo da addestramento.

Il motore sviluppato dalla casa slovena è omologato per essere montato su altri aerei, in quanto è stato certificato separatamente dalla scocca.

Si tratta di un primo passo verso la transizione  elettrica anche nel settore aeronautico, che è ancora molto legato ai combustibili fossili. La Francia, a inizio giugno, aveva dedicato 1.5 miliardi di euro alla ricerca e sviluppo dell’aviazione elettrica all’interno del suo piano da 15 milioni per salvare l’industria aeronautica nazionale.