Vega, il fallimento dell’ultimo lancio spaziale e le conseguenze per l’Italia

Il vettore spaziale Vega in partenza dalla stazione di Kourou, Guyana Francese, 16 novembre 2020. [EPA-EFE/JM GUILLON HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES]

Il razzo spaziale europeo Vega è precipitato pochi minuti dopo il decollo, causando la perdita di entrambi i satelliti che trasportava, ha confermato l’ operatore Arianespace martedì (17 novembre).

Il vettore leggero Vega, che avrebbe messo in orbita il primo satellite spagnolo, ha avuto un malfunzionamento circa otto minuti dopo il lancio da un centro spaziale a Kourou, nella Guyana francese.

Dopo essere decollato intorno alle 23.00, ora locale (le 3 del mattino in Italia), il lanciatore ha rallentato prima di incontrare una “anomalia” non identificata, ha detto Arianespace, la società che supervisiona il lancio.

Il decollo è avvenuto senza problemi, così come il distacco dei primi tre stadi (i tronconi che compongono il missile), mentre al momento della separazione del quarto si è verificato un malfunzionamento non ancora chiarito.

“La missione è andata persa”, ha detto l’amministratore delegato Stephane Israel in un livestream per tracciare il razzo. Non è chiaro cosa abbia causato il fallimento, ma Arianespace ha confermano che si sta lavorando per determinare cosa è accaduto

Vega avrebbe dovuto piazzare due satelliti – entrambi andati persi durante la missione – a circa 700 chilometri dalla Terra.

La missione avrebbe lanciato il primo satellite spagnolo di osservazione della Terra per l’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Seosat-Ingenio, che avrebbe fornito immagini ad alta risoluzione del nostro pianeta. Sarebbe stato portato in orbita anche Taranis, un satellite francese che avrebbe osservato fenomeni elettrici estremamente luminosi nell’alta atmosfera del pianeta.

Il fallimento del lancio è il secondo in altrettanti anni. Nel luglio 2019, infatti, dopo una serie di simulazioni riuscite, Vega aveva fallito nel portare in orbita un satellite degli Emirati Arabi Uniti. Il malfunzionamento di allora era stato attribuito a un guasto a uno dei propulsori del razzo.

Le conseguenze per l’Italia

Il titolo di Avio, l’agenzia aerospaziale italiana coinvolta nel progetto Vega, è crollato in Borsa dopo la notizia, arrivando a perdere anche il 16% a fine mattinata. Inoltre, l’incidente rischia di chiudere definitivamente le porte all’Italia alla direzione dell’Esa, per sostituire l’uscente Johann-Dietrich Wörner.

La candidatura ufficiale dell’italiana Simonetta Di Pippo, già considerata debole per via dell’autocandidatura di un secondo italiano, Roberto Battiston, subisce un colpo ulteriore. Viene minata inoltre la leadership industriale del nostro Paese, che è il terzo contributore nell’agenzia spaziale.

All’Italia non resta quindi che sperare nell’assegnazione della dirigenza di un direttorato di ricerca dell’Agenzia, visto che la possibilità di rivedere un italiano alla direzione dopo Antonio Rodotà (dal 1997 al 2003) sembra sfumata.

Il successo americano di SpaceX

Quasi nelle stesse ore, precisamente alle 5 di mattina in Italia, la navetta SpaceX progettata dal magnate sudafricano Elon Musk, Ceo di Tesla, ha raggiunto la Stazione spaziale Internazionale (Iss) e scaricato il suo equipaggio di 4 persone.

Gli americani Michael Hopkins, Victor Glover e Shannon Walker e il giapponese Soichi Noguchi si sono uniti ai tre astronauti già presenti a bordo della stazione, dove resteranno per sei mesi. La capsula Dragon di SpaceX si aggiunge così alla tradizionale navicella russa Soyuz, unica operativa dal 2011 quando gli Stati Uniti hanno interrotto i voli con equipaggio, ed è il primo vettore privato certificato per il trasporto di persone nello spazio.