Ue, al via il rinnovamento del mercato unico dei materiali da costruzione

La Commissione europea punta a ricostruire un mercato unico per i materiali da costruzione. [Shutterstock/Parilov]

Di fronte alla crescente pressione per la ristrutturazione delle abitazioni e la riduzione della domanda di energia per il riscaldamento, la Commissione europea ha presentato una proposta per rivitalizzare il mercato europeo dei prodotti da costruzione.

La costruzione e ristrutturazione di un sempre maggior numero di case il più velocemente possibile non è mai stato così urgente come da quando è iniziata la guerra in Ucraina.

“Dobbiamo ridurre la nostra dipendenza dal gas russo. Questo è un fatto. 34 milioni di europei vivono oggi in case costruite con materiali scarsamente isolanti”, ha spiegato il commissario al mercato interno dell’Ue, Thierry Breton, presentando il 30 marzo la revisione del regolamento sui prodotti da costruzione (CPR) del 2011.

E la ristrutturazione di queste case si basa su un mercato per i prodotti da costruzione, che attualmente è pieno di regole “troppo complesse e poco chiare” a livello nazionale, ha continuato Breton. La revisione del regolamento europeo sui prodotti da costruzione (CPR) è l’ultima di una serie di revisioni legislative volte ad allineare le leggi dell’Ue con le sue ambizioni climatiche.

L’obiettivo della Commissione è duplice: raggiungere un mercato unico ben funzionante per i prodotti da costruzione e contribuire agli obiettivi della transizione verde e digitale. Il potenziale di questo mercato è enorme. “L’ecosistema delle costruzioni coinvolge cinque milioni di imprese e più di 25 milioni di posti di lavoro”, ha spiegato Breton.

“Solo per quanto riguarda i materiali da costruzione, stiamo parlando di 430.000 imprese, 800 miliardi di euro di fatturato e 10.000 posti di lavoro”, ha aggiunto introducendo la proposta di revisione del regolamento.

Standardizzazione

L’obiettivo è la standardizzazione e la sfida è impegnativa. Alcuni gruppi di pressione europei paragonano la situazione dei mercati interni dei prodotti da costruzione alla mitica torre di Babele, che cadde a causa dell’incapacità di comunicare tra i suoi costruttori.

Secondo il Parlamento europeo, la mancanza di rapidità e accuratezza è parte del problema. “Delle 444 normative esistenti per i prodotti da costruzione, solo 12 nuove regolamenti sono stati emesse dopo l’adozione del CPR”, ha dichiarato il Parlamento in un rapporto del 2020.

Inoltre, si legge nel rapporto che un “numero significativo di norme non copre completamente tutti i requisiti necessari per l’uso di prodotti da costruzione” e ciò potrebbe causare rischi per la sicurezza dei lavoratori e creare incertezza giuridica.

Il nuovo CPR cerca di intervenire affidando alla Commissione il potere di adottare specifiche tecniche e requisiti di prodotto attraverso i cosiddetti “atti delegati”. La Commissione ha intenzione anche di creare una “zona armonizzata” dove gli Stati membri non seguiranno regole nazionali (in base all’articolo 7 della proposta che presenta una lista non esaustiva dei prodotti).

Inoltre, per non generare ambiguità sulle responsabilità dei vari organismi, la Commissione intende stabilire una “divisione più chiara dei ruoli degli stati membri” attraverso un sistema di raccolta delle informazioni per prevenire le esigenze degli stati dell’Ue e mantenere intatto il mercato unico.

I cambiamenti introdotti dalla Commissione a tal proposito sono stati accolti con favore dal legislatore del Parlamento europeo che ha redatto il rapporto 2020. Christian Doleschal, legislatore tedesco del gruppo conservatore PPE, ha “apprezzato” la proposta della Commissione di “colmare le lacune giuridiche esistenti da diversi anni nel settore dei prodotti da costruzione”.

Gli aspetti ambientali

Per sostenere il Green Deal europeo, la Commissione ha anche cercato di stabilire degli standard ambientali all’interno del regolamento, nonché una lista di requisiti di sostenibilità.

Questa mossa non è stata apprezzata da Doleschal: “Sono critico sul fatto che la Commissione stia ora regolando anche tutti i requisiti di sostenibilità per i prodotti da costruzione in uno stesso regolamento che stabilisce un utilizzo sicuro dei prodotti da costruzione”, ha dichiarato il deputato tedesco. Parte del settore industriale, d’altra parte, ha accolto con favore la proposta della Commissione.

“Knauf Insulation (uno dei maggiori produttori mondiali di prodotti per l’isolamento) accoglie con favore la revisione del CPR, che aggiunge chiaramente gli aspetti di sostenibilità a questo regolamento europeo centrale per i prodotti da costruzione”, ha affermato Vincent Briard, direttore delle partnership di sostenibilità alla Knauf Insulation.

Il direttore ha definito i requisiti per il “contenuto minimo riciclato” e l’obiettivo della proposta di coprire “gli effetti del cambiamento climatico dei progetti di costruzione” come degli sviluppi positivi.

Inoltre, Briard ha sottolineato la necessità di garantire che il regolamento stabilisca uno standard armonizzato europeo per “calcolare e segnalare le emissioni di carbonio sulla base di uno standard EN 15804 +A2”, oltre al tradizionale metodo stabilito nel quadro dei livelli energetici del 2018, che figura anche nella direttiva sul rendimento energetico degli edifici (EPBD).

In entrambi i casi, il CPR probabilmente non rappresenterà il cambiamento green che molti si aspettano dalla EPBD, ma continua ad essere centrale per assicurare la funzionalità del mercato unico dei prodotti da costruzione.