Ue, accordo raggiunto sull’obbligo di stoccaggio del gas in vista dell’inverno

L'invasione russa dell'Ucraina ha determinato un aumento dei prezzi dell'energia e ha inciso sull'approvvigionamento energetico nell'Ue. Tra gli obiettivi che si è data l'Unione c'è quello di garantire la sicurezza energetica dei Paesi europei, con misure come l'accordo sullo stoccaggio comune di gas. [EPA-EFE/TOMS KALNINS]

Il Parlamento Europeo e gli Stati membri dell’Ue hanno raggiunto un accordo sulle nuove regole che vincoleranno i governi europei a riempire i loro depositi di gas entro il 1° novembre 2022, in vista dell’inverno e dell’anno prossimo, come annunciato giovedì 19 maggio dalla Presidenza di turno francese del Consiglio.

L’accordo politico provvisorio raggiunto sul regolamento fissa obiettivi comuni in materia di stoccaggio del gas. “Un passo importante per dare maggiori garanzie sulla sicurezza dell’approvvigionamento dell’Ue nel contesto della guerra in Ucraina”, ha scritto il Consiglio dell’Ue in una nota. La proposta è stata spiegata nel dettaglio nella conferenza stampa in cui hanno parlato l’eurodeputato rumeno del PPE nonché presidente della commissione parlamentare Energia e Industria (ITRE), Cristian Bușoi, e l’europarlamentare polacco Jerzy Buzek (PPE), capo negoziatore per il regolamento nel Parlamento.

Sul fronte delle misure per garantire sicurezza energetica all’Ue e tagliare la dipendenza da Mosca – che copre circa il 40% del fabbisogno di gas dell’Unione – sono state negoziate regole volte ad aumentare le scorte di fonti energetiche e a contenere i prezzi dell’energia. Il 23 marzo 2022, la Commissione europea aveva avanzato la sua proposta per una politica comune di stoccaggio del gas. L’accordo tra Consiglio e Parlamento che spiana la strada al regolamento è stato raggiunto dopo appena due mesi.

“È una giornata storica”, ha commentato Buzek. “La posta in gioco è garantire le forniture di gas per il prossimo inverno a tutti gli europei: cittadini, piccole e medie imprese, industrie ad alto consumo energetico, ospedali ed altre strutture. È straordinario essere riusciti a raggiungere un obiettivo per il riempimento delle riserve di gas a livello europeo”, ha aggiunto.

I dettagli dell’accordo

L’intesa politica prevede che le riserve complessive dell’Ue siano riempite almeno all’85% della loro capacità entro il 1° novembre 2022, “ma nei singoli Paesi il limite sarà dell’80%”, ha precisato Buzek. La soglia si alzerà in vista dell’inverno 2023-2024 e negli anni a venire, quando l’obiettivo di stoccaggio da raggiungere sarà del 90%. Anche se non è chiaro se tutti i Paesi del blocco saranno effettivamente in grado di arrivare al target fissato, l’accordo provvisorio prevede che gli Stati Membri possano includere nel conteggio anche le scorte di gas naturale liquefatto (Gnl) o di combustibili alternativi conservate negli impianti.

Per garantire gli obiettivi di riempimento, i Paesi potranno procedere anche con acquisti congiunti di gas. “È un’idea che ho presentato per la prima volta in una dichiarazione congiunta con Jacques Delors nel 2010 e che ora è finalmente diventata realtà. Confido che i governi dell’Ue, sostenuti dalla Commissione europea, faranno il miglior uso possibile di questa possibilità per unire il loro potere d’acquisto nell’approvvigionamento di gas sul mercato globale dell’energia”.

Tuttavia, alcuni Stati membri sono dotati di capacità di stoccaggio molto significative. Germania, Italia, Francia, Austria e Paesi Bassi rappresentano i due terzi della capacità totale dell’Ue. Per evitare dunque un impatto sproporzionato su di loro, l’obbligo di riempimento sarà limitato a un volume pari al 35% del consumo nazionale annuale di gas negli ultimi cinque anni.

Gli Stati membri senza strutture di stoccaggio sul proprio territorio, come Irlanda, Finlandia, Grecia, Slovenia, Estonia e Lituania, faranno invece accordi per avere accesso alle riserve di stoccaggio del gas in altri Paesi Ue. E utilizzeranno una capacità di immagazzinamento corrispondente al 15% del loro consumo annuale di gas negli ultimi cinque anni. È concessa una deroga per le isole (Cipro, Malta e Irlanda), non direttamente connesse al sistema del gas.

“Il regolamento introduce un meccanismo di solidarietà” che, se adottato, costituirà un “obbligo per gli Stati membri” di andare in aiuto agli altri, ha chiarito Buzek in conferenza stampa. L’eurodeputato Cristian Bușoi l’ha definita una sorta di “assicurazione” per proteggere l’Europa. Così “siamo più preparati ad affrontare possibili minacce: l’energia non potrà essere usata come un’arma dalla Russia”, ha detto.

I prossimi passaggi

Il Consiglio e il Parlamento devono ora adottare formalmente l’accordo politico raggiunto. Il Consiglio sottoporrà la proposta al Comitato dei rappresentanti permanenti. Il Parlamento europeo, ha fatto sapere Bușoi, intende votare la proposta nella sessione plenaria di giugno o comunque entro la fine del mese prossimo.