Ucraina, stop ai flussi di gas russo verso l’Ue: fermo un terzo del metano

Una mappa che illustra la posizione del punto di transito di Sokhranivka, ora interrotto, e quello di Sudzha, dove il gas dovrebbe essere rediretto. [GTSOU]

L’Ucraina ha confermato martedì 10 maggio che interromperà il flusso di gas attraverso il punto di transito di Sokhranivka, da cui passa quasi un terzo del gas russo diretto in Europa, spostandolo in un’altra regione.

Gtsou, la compagnia che opera il sistem di gasdotti dell’Ucraina, ha confermato che i flussi di gas attraverso Sokhranivka saranno interrotti a partire da mercoledì 11 maggio per “cause di forza maggiore”, una clausola che indica motivazioni fuori dal controllo dell’azienda.

La compagnia ha spiegato che no è più in grado di operare la stazione di compressione del gas di Novopskov a causa “dell’interferenza delle forze di occupazione del procedimento tecnico”, aggiungendo che potrebbe spostare temporaneamente il flusso altrove, al punto di interconnessione fisica di Sudzha situato in un territorio controllato dall’Ucraina.

Tuttavia Gazprom, che detiene il monopolio sulle esportazioni russe di gas via gasdotto, ha dichiarato che sarebbe “tecnologicamente impossibile” spostare l’intero volume a Sudzha come proposto da Gtsou.

La stazione di compressione di Novopskov nella regione di Luhansk è stata occupata dalle forze russe e separatiste sin dall’inizio dell’invasione. Si tratta del principale compressore del sistema di transito del gas nella regione di Luhansk, che trasporta circa 32,6 milioni di metri cubi di gas al giorno, circa un terzo di quello che arriva in Europa dalla Russia.

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Gtsou ha fatto sapere che “per mantenere appieno i suoi obblighi di transito nei confronti dei partner europei” avrebbe “trasferito temporaneamente i flussi” presso il punto di interconnessione di Sudzha, in territorio controllato dall’Ucraina.

Gazprom ha dichiarato di aver ricevuto notifica da Gtsou della sospensione del transito da Sokhranivka, ma che non esisteva nessuna causa di forza maggiore che potesse giustificarla, aggiungendo di aver sempre rispettato gli obblighi nei confronti dei compratori europei.

Gli Stati Uniti hanno esortato i paesi a ridurre la loro dipendenza dall’energia russa e hanno vietato il petrolio russo e altre importazioni di energia come ritorsione per l’invasione di Mosca in Ucraina.

Il portavoce del Dipartimento di Stato americano Ned Price ha detto che l’annuncio di martedì non cambia la linea temporale per ridurre la dipendenza globale dal petrolio russo “il più presto possibile”.

Ha detto che Washington è stata in stretto contatto con i partner di tutto il mondo per aumentare le forniture di energia.