Transizione energetica: per il CEP l’idrogeno verde non è la soluzione universale

L’esplosione dei prezzi dell’energia, anche a causa della guerra in Ucraina, sta spingendo l’Unione europea ad abbandonare con sempre maggiore rapidità i combustibili fossili. Bruxelles vorrebbe quindi concentrarsi maggiormente pure sull’idrogeno verde. Il Centres for European Policy Network  (CEP), nella sua ultima pubblicazione, vuole fare il punto della situazione esaminando comunque i diversi aspetti del progetto.

Giungendo alla conclusione che questo vettore energetico, soggetto ancora a diversi limiti, possa rappresentare un elemento importante ma non pienamente risolutivo, nel percorso verso una transizione energetica efficiente. “L’idrogeno verde prodotto da elettricità rinnovabile sarà un elemento versatile nel difficile cammino verso l’indipendenza energetica”, afferma André Wolf, economista del CEP, che ne ha analizzato l’importanza economica e tecnologica. Il prerequisito, egli dice, è promuovere una politica intelligente di incentivi. “Bisogna eliminare gli ostacoli normativi e tenere conto dei rischi e dei punti di debolezza e forza tecnici”, spiega il ricercatore.

Secondo Wolf, un mercato dell’idrogeno a livello europeo può creare le basi per una nuova redistribuzione delle attività industriali in Europa che favorisca l’efficienza. Tuttavia, l’elettricità rinnovabile necessaria è ancora lontana dall’essere sufficientemente disponibile. Mancano le infrastrutture adeguate.

Inoltre, “le tipologie finali di utilizzo saranno decise dal mercato”, sottolinea il CEP . I limiti tecnici e la concorrenza con tecnologie energeticamente più efficienti ed ugualmente neutrali per il clima pongono stretti vincoli all’idrogeno verde come arma multiuso della transizione energetica, che invece molti esperti vorrebbero attribuirgli.

Il CEP vede nell’idrogeno opportunità come materia prima, come agente riduttore e come combustibile in aree in cui le batterie non possono essere utilizzate in modo sensato. “Il suo utilizzo sarà quindi probabilmente limitato al settore industriale, all’accumulo di energia a lungo termine e ad alcuni segmenti del settore dei trasporti, in particolare il trasporto aereo e marittimo ed il trasporto merci su lunga distanza”.