Rinnovabili offshore: l’Ue scommette su sole, vento e maree

L'Offshore-Windpark Nordergruende nel Mare del Nord, di fronte alla città di Bremerhaven, Germania. [EPA-EFE/KARSTEN KLAMA]

La Commissione europea ha presentato la sua strategia per le energie rinnovabili offshore, che sarà uno degli strumenti attraverso i quali l’Ue intende raggiungere l’obiettivo di neutralità climatica entro il 2050.

La strategia si pone come obiettivo l’aumento della capacità eolica offshore, per arrivare a produrre un livello di 60 GW entro il 2030 e di 300 GW nel 2050, rispetto agli attuali 12. Inoltre, sempre entro il 2050, si prevede di ottenere anche 40 GW di energia dagli oceani e altre tecnologie emergenti.

Queste cifre ambiziose sono basate sul potenziale dei bacini marini europei e la posizione di leader delle compagnie dell’Ue nel settore. Saranno creati nuovi posti di lavoro, proteggendo nel contempo l’ambiente e la biodiversità.

Il vice-presidente esecutivo della Commissione Ue responsabile del Green Deal, Frans Timmermans, ha dichiarato che “la strategia dimostra l’urgenza di potenziare gli investimenti nelle energie rinnovabili offshore. Grazie all’ampia disponibilità di bacini idrografici e alla leadership industriale, l’Ue ha tutte le risorse per eccellere nel settore, che è già di successo in Europa. Il nostro obiettivo è di trasformarla in un’opportunità ancora maggiore per l’energia pulita, lavori di alta qualità, crescita sostenibile e competitività internazionale”.

“L’Europa è un leader a livello mondiale nell’energia rinnovabile offshore e può diventare una potenza trainante per il suo sviluppo globale”, ha dichiarato la commissaria per l’Energia Kadri Simson. “Dobbiamo sbloccare tutto il potenziale dell’eolico offshore, ma anche altre tecnologie come le maree, le onde e il solare galleggiante. Questa strategia garantisce un quadro stabile e termini temporali precisi per farlo”.

Anche il commissario europeo per l’Ambiente, gli oceani e la pesca Virginijus Sinkevičius ha espresso soddisfazione: “Questa strategia dimostra che è possibile sviluppare le energie rinnovabili offshore in combinazione con altre attivitò umane, come la pesca, l’acquacoltura e il trasporto marittimo, e in armonia con la natura”.

Per consentire il potenziamento della capacità di energia prodotta da tali fonti, sarà promossa la cooperazione tra gli Stati membri, in particolare per la pianificazione di lungo corso e il dispiegamento dei mezzi. Sarà perciò necessario integrare gli obiettivi rinnovabili offshore all’interno del Piano nazionale dello spazio marittimo che dovrà essere consegnato alla Commissione da ogni Stato entro marzo 2021.

La Commissione stima un investimento necessario di quasi 800 miliardi di euro tra ora e il 2050 per raggiungere gli obiettivi proposti. Per raggiungere questa cifra, sarà creato un quadro legale più chiaro, sarà incoraggiato l’uso di Next Generation Eu per la transizione energetica, sarà promossa la collaborazione con la Banca europea degli investimenti (Bei) e altre istituzioni tramite lo strumento InvestEu.

Per analizzare l’impatto ambientale, economico e sociale delle energie rinnovabili offshore sull’ambiente marino e sulle attività che vi dipendono, la Commissione europea consulterà regolarmente un panel di esperti, tra scienziati, autorità pubbliche e parti interessate.

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