Rinnovabili, l’Ue punta a superare gli obiettivi 2030. Greenpeace: “Con emissioni zero 163 mila posti di lavoro in Italia”

Un impianto solare sul tetto della casa Gerber dell'Università di Dresda. [EPA/OLIVER KILLIG]

L’Unione europea potrebbe superare l’obiettivo di ottenere un terzo della sua energia da fonti rinnovabili entro il 2030. Secondo la commissaria europea all’Energia Kadri Simson il blocco potrebbe raggiungere una quota del 33% di energia rinnovabile tra 10 anni, superando gli obiettivi energetici previsti di un punto percentuale.

Simson ha annunciato che la Commissione europea intende destinare decine di miliardi di euro del Recovery Fund in progetti di energia pulita per garantire che la crisi economica causata dalla pandemia non vanifichi i suoi obiettivi ecologici. Francia, Grecia e Bulgaria si sono impegnate già ad aggiornare i loro obiettivi nazionali per le energie rinnovabili e a portare la quota di energia eolica, solare e altre rinnovabili rispettivamente al 33%, 35% e 27% del loro consumo energetico entro il 2030.

La Germania presenta il piano nazionale per l’energia e il clima con sei mesi di ritardo

Con sei mesi di ritardo, questa settimana la Germania ha approntato un piano nazionale per il clima da presentare alla Commissione Europea. Il piano contiene alcune novità, molte cose vaghe – e traballanti promesse sulle energie rinnovabili.

Neanche a farlo apposta, …

Il piano di Greenpeace Italia

In concomitanza con gli Stati generali dell’economia, Greenpeace Italia ha lanciato “Italia 1.5”, un piano che permetterebbe all’Italia di rispettare gli accordi di Parigi, diventando a emissioni zero, e di creare più posti di lavoro.

Lo studio, commissionato all’Institute for Sustainable Future di Sydney (ISF), presenta due scenari: uno con il traguardo di emissioni zero dell’Italia al 2040, uno con una decarbonizzazione totale al 2050. Le due ipotesi vengono confrontate con lo scenario contemplato dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), consegnato dal governo all’Ue a inizio 2020.

Il secondo scenario è l’unico coerente con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima, sottolinea Greepeace, e consentirebbe al 2030 un taglio delle emissioni di CO2 del 59-60% invece del 33% previsto dagli attuali obiettivi per l’Italia, un’espansione doppia del fotovoltaico rispetto alle previsioni del piano nazionale, con circa 100 GW di impianti installati e una produzione di 141 TWh, un minore ricorso al gas, con una potenza installata di 41 gigawatt rispetto ai 61 previsti, e un aumento dell’occupazione diretta nel settore energetico pari al 65% con la creazione di 163 mila posti di lavoro.

Per realizzare obiettivi così ambiziosi occorrono “sostanziali modifiche alle politiche attuali per garantire procedure burocratiche veloci a favore delle rinnovabili, sia sul lato delle autorizzazioni a nuovi impianti che per le connessioni alla rete elettrica”.