Nucleare, i problemi di corrosione dei reattori francesi avranno bisogno di anni per essere risolti

L'impianto nucleare francese di Tricastin. [F. ENOT / Shutterstock]

Martedì 17 maggio il capo dell’autorità di regolamentazione francese sul nucleare (ASN) ha dichiarato che la risoluzione dei problemi di corrosione riscontrati in alcuni dei reattori di EDF, società controllata dallo stato, richiederebbe un piano “su larga scala” e “diversi anni”, e che c’è il rischio che diversi reattori debbano essere fermati contemporaneamente per ragioni di sicurezza.

Bernard Doroszczuk ha detto in un’audizione parlamentare che EDF ha già controllato la corrosione di 35 saldature e che ne avrebbe esaminate altre 105 entro la fine di giugno, ma che la causa del problema è ancora sconosciuta.

I problemi di corrosione stanno aumentando, sebbene in questa fase non possano essere collegati all’età dei reattori, ha aggiunto Doroszczuk, spiegando che comunque i 32 reattori di EDF da 900 MW, che costituiscono la maggior parte delle installazioni, non siano stati colpiti, o non molto, dai problemi di corrosione.

Una possibile causa del problema potrebbe essere la “francesizzazione del progetto” dei reattori da 900 MW, originariamente basati su un progetto della compagnia statunitense Westinghouse.

Secondo il calendario di EDF, i lavori per riparare le saldature nello stabilimento EPR di Flamanville in Francia proseguiranno fino ad agosto 2022.

EDF sta affrontando ritardi e sforamenti di budget per le nuove centrali nucleari in Francia e all’estero, e problemi di corrosione in alcuni dei suoi reattori più vecchi.

I suoi reattori EPR di nuova generazione hanno una storia travagliata. I progetti EPR a Flamanville e Hinkley Point in Gran Bretagna sono in ritardo di anni e hanno superato di miliardi il budget previsto, mentre i reattori in Cina e Finlandia sono stati colpiti da problemi tecnici.

La sicurezza delle centrali nucleari francesi è rimasta a “livelli soddisfacenti” nel 2021, ma deve essere sempre al centro delle politiche energetiche, ha scritto ASN nel suo rapporto annuale.

Il settore nucleare francese ha ricevuto una spinta quando il presidente Emmanuel Macron, a febbraio, ha annunciato l’intenzione di costruire almeno sei nuovi reattori nucleari nei decenni a venire, ponendo l’energia nucleare al centro del piano del suo paese verso la neutralità del carbonio entro il 2050.

Macron aveva anche detto di voler estendere la durata di vita delle vecchie centrali nucleari  a più di 50 anni dagli oltre 40 attuali, a condizione che fossero sicuri.

La sicurezza nucleare divide ancora l’Europa dopo il disastro di Fukushima in Giappone nel 2011, che ha spinto la Germania a dismettere le proprie centrali, e a decidere di votare no all’inserimento del nucleare nella nuova tassonomia europea degli investimenti verdi.

Doroszczuk ha affermato che, ad oggi, l’opzione di estendere la durata di vita di alcuni reattori oltre i 50 anni non è stata concessa.

Il nucleare rappresenta circa il 70% del mix elettrico francese.