Nucleare, Breton: gli impianti europei richiedono investimenti per 500 miliardi entro il 2050

Solo gli impianti esistenti richiedono investimenti per 50 miliardi di euro, ha detto Breton. [European Union, 2022. Source: EC - Audiovisual Service]

L’Unione europea dovrà investire 500 miliardi di euro in centrali nucleari di nuova generazione da qui al 2050, ha affermato il commissario per il Mercato interno dell’UE in un’intervista pubblicata lo scorso fine settimana.

“Le sole centrali nucleari esistenti avranno bisogno di 50 miliardi di euro di investimenti da qui al 2030. E quelle di nuova generazione avranno bisogno di 500 miliardi di euro” ha detto il commissario francese Thierry Breton ha detto al settimanale Journal du Dimanche.

I commenti di Breton fanno eco alle precedenti osservazioni della sua collega responsabile dell’Energia, Kadri Simson, che a dicembre aveva affermato che l’estensione della durata delle centrali nucleari esistenti richiede tra i 45 e i 50 miliardi di euro, mentre gli Stati membri dell’UE stanno pianificando circa 400 miliardi di euro di investimenti per installare nuova capacità entro il 2050.

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Breton ha anche affermato che il piano dell’UE per etichettare l’energia nucleare e il gas naturale come fonti “verdi” per gli investimenti è stato un passo fondamentale per attrarre  capitali.

L’UE sta consultando i suoi Stati membri su tale proposta, con un netto disaccordo interno sul fatto che le fonti di energia si qualifichino veramente come opzioni sostenibili.

La Francia ha promosso l’inclusione dell’energia nucleare, la sua principale fonte di energia, nonostante la forte opposizione dell’Austria e lo scetticismo della Germania, che sta chiudendo tutte le sue centrali.

La proposta approvata a inizio anno afferma che la Commissione UE “ritiene che il gas naturale e il nucleare abbiano un ruolo come mezzo per facilitare la transizione verso un futuro prevalentemente basato sulle rinnovabili”.

Attualmente l’Unione ottiene il 26% della sua energia dal nucleare, ma Breton ha stimato che entro il 2050 la percentuale si ridurrà a circa il 15%.

La proposta afferma inoltre che per l’energia nucleare dovranno essere messe in atto misure adeguate per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti radioattivi, e chiede che la costruzione di nuove centrali nucleari sia subordinata a permessi rilasciati prima del 2045, mentre i lavori per estendere il funzionamento degli impianti esistenti dovrebbero essere autorizzati entro il 2040.