Nucleare, 5 Paesi chiedono all’Ue di non considerarlo una fonte di energia verde

Torri di raffreddamento di una centrale nucleare in Boemia, non lontana dal confine austro-tedesco. [EPA/FILIP SINGER]

Sia 5 Stati membri sia il Comitato scientifico su Salute Ambiente e rischi emergenti hanno espresso delle riserve sul rapporto del Centro comune di ricerca che dà il semaforo verde al nucleare.

Il Comitato scientifico per la salute, l’ambiente e i rischi emergenti (Scheer) ha espresso delle riserve sulle conclusioni del rapporto del Centro comune di Ricerca (Ccr) della Commissione europea secondo il quale il nucleare può essere considerato una fonte energetica verde.

“L’energia nucleare è una fonte di energia a basse emissioni di carbonio, ma le opinioni divergono sull’impatto ambientale delle scorie – riassume un portavoce della Commissione europea – ora daremo seguito ai risultati della relazione e alle revisioni degli esperti”, con la preparazione di un regolamento che stabilirà se le attività economiche nel nucleare possano essere considerate “sostenibili” nell’ambito della classificazione degli investimenti verdi Ue.

Cinque stati membri dell’Ue guidati dalla Germania hanno inviato una lettera alla Commissione europea chiedendo che l’energia nucleare sia tenuta fuori dalla tassonomia green dell’Ue. La lettera – firmata dai ministri dell’Ambiente e dell’energia di Austria, Danimarca, Germania, Lussemburgo e Spagna – sottolinea le “carenze” del rapporto del Centro comune di ricerca della Commissione europea pubblicato il 2 aprile, che ha concluso che l’energia nucleare è sicura.

“L’energia nucleare è incompatibile con il principio di non fare danni significativi del regolamento sulla tassazione”, hanno scritto i ministri, esortando la Commissione a tenere il nucleare fuori dalle regole della finanza verde dell’Ue. “Siamo preoccupati che l’inclusione dell’energia nucleare nella tassonomia danneggerebbe permanentemente la sua integrità, credibilità e quindi la sua utilità”.

La lettera, come ricostruisce Euractiv.com, è stata inviata alla Commissione mercoledì 30 giugno e sostiene che la valutazione della Commissione europea sulla sicurezza degli impianti nucleari è errata. “L’energia nucleare è una tecnologia ad alto rischio, l’energia eolica no. Questa differenza essenziale deve essere presa in considerazione”, hanno ribadito i ministri, sostenendo che il rapporto della Commissione ha deliberatamente ignorato la possibilità di un grave incidente.

Il Centro comune di ricerca, nel suo rapporto sull’energia nucleare pubblicato il 2 aprile, sosteneva che l’energia nucleare è una fonte di energia sicura e a basse emissioni di CO2, paragonabile all’energia eolica e idroelettrica, e come tale, può essere bollata come investimento verde nell’ambito della tassonomia della finanza sostenibile dell’Ue.

“Le analisi non hanno rivelato alcuna prova scientificamente fondata che l’energia nucleare faccia più danni alla salute umana o all’ambiente di altre tecnologie di produzione di elettricità”, si legge nel rapporto. Ma Austria, Danimarca, Germania, Lussemburgo e Spagna contestano questa analisi, sostenendo che la tassonomia green finirebbe per perdere credibilità se includesse il nucleare.

“Molti risparmiatori e investitori perderebbero la fiducia nei prodotti finanziari commercializzati come sostenibili se dovessero temere che comprando questi prodotti finanzierebbero attività nel settore dell’energia nucleare”, mettono in guardia i ministri.

La lettera evidenzia che ad oggi in tutto il pianeta non c’è un solo deposito permanente e definitivo delle scorie, per non parlare del fatto che i rischi di incidente sono elevati. Basta pensare a Fukushima e Chernobyl.