Nord Stream 2, Zurich si ritira dal progetto temendo le sanzioni Usa

La sede di Zurich in Svizzera. [Ennio Leanza/EPA/EFE]

La compagnia assicurativa svizzera Zurich ha lasciato il progetto russo Nord Stream 2, dopo le minacce di sanzioni da parte degli Stati Uniti nei confronti delle aziende europee che supportano la costruzione del gasdotto da 9 miliardi di euro.

Il dipartimento di stato americano ha comunicato alle compagnie coinvolte nella costruzione del gasdotto che rischiano delle sanzioni, l’ultimo atto dell’amministrazione uscente di Donald Trump per punire il progetto. Zurich, che ha importanti affari negli Stati Uniti, è una delle venti compagnie assicurative che fanno parte di un consorzio che supporta il progetto, ha rivelato una persona informata sui fatti.

La compagnia svizzera non ha rilasciato commenti su specifici clienti, ma ha dichiarato: “Zurich dispone di un quadro di conformità completo e si impegna a rispettare pienamente le norme sanzionatorie applicabili”.

Il consorzio Nord Stream 2 ha dichiarato che i lavori per completare il gasdotto sotterraneo verso la Germania nelle acque danesi può avere inizio, come specificato anche dall’autorità marittima di Copenaghen.

La Nautiksinformation danese ha infatti comunicato che saranno stabilite zone di navigazione proibita vicino a Bornholm, dove avrà accesso esclusivo la nave Fortuna, che si occuperà di depositare i condotti, e le altre navi coinvolte nella costruzione.

La costruzione di Nord Stream 2 era già stata sospesa nel dicembre 2019 dopo una minaccia di sanzioni da parte degli Stati Uniti, che vorrebbero ridurre la dipendenza energetica europea dalla Russia e vendere il proprio gas naturale liquefatto nella regione.

Nord Stream 2, guidato dalla compagnia petrolifera nazionale Gazprom, servirà a raddoppiare l’attuale capacità di trasporto del gasdotto sotto il Baltico tra Russia e Germania, arrivando a 110 milioni di metri cubi all’anno, più della metà delle esportazioni russe in Europa.

Nord Stream 2: il gasdotto della discordia

Negli ultimi giorni si è paventata più volte l’ipotesi che la Germania ritiri il suo impegno nella realizzazione del progetto Nord Stream 2. Ma di cosa si tratta e perché è tanto importante da preoccupare la Russia ed equiparare la …

Una storia travagliata

La costruzione del gasdotto Nord Stream 2 è stata una storia travagliata fin dall’inizio. Il progetto, che dovrebbe collegare la città russa di Ust-Luga a Greifswald, è iniziato nel 2018 sarebbe dovuto essere operativo verso la metà del 2020.

Continui ritardi dovuti prima alle minacce di sanzioni imposte dagli Stati Uniti, poi dalla pandemia, hanno fermato i lavori. In molti Paesi europei resta poi forte il sospetto verso l’iniziativa, tra cui i tradizionali Stati di transito del gas naturale russo verso l’Europa come Ungheria, Slovacchia e Polonia.

Proprio quest’ultima aveva anche imposto a ottobre una multa da 6,45 miliardi di euro a Gazprom, perché la costruzione del gasdotto avrebbe potuto ostacolare la concorrenza. L’avvelenamento di Alexei Navalny, inoltre, aveva reso ancora più complessa la vicenda, mettendo ulteriori ostacoli al completamento dell’opera.

Polonia, multa da 6,45 miliardi a Gazprom per il gasdotto Nord Stream 2

Parole dure del Primo ministro polacco che pone l’interrogativo se proseguire con la Russia sul progetto, mentre il provvedimento dell’autorità anti-monopolio della Polonia colpisce il colosso del gas russo per il collegamento tra Mosca e la Germania, sanzione che interessa …