Nord Stream 2, l’Ucraina: “Non può essere certificato perché non è conforme alle regole Ue”

Il punto di arrivo in Germania del gasdotto Nord Stream 2 a Lubmin, nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore. [EPA-EFE/CLEMENS BILAN]

L’amministratore delegato di Naftogaz, compagnia statale ucraina di gas e petrolio, ha dichiarato a un evento di EURACTIV Bulgaria che siccome Nord Stream 2 non è conforme alle regole Ue, non dovrebbe essere certificato.

La conferenza, intitolata “Nord Stream 2: niente certificazione senza conformità?” si è tenuta mercoledì 1° dicembre a Bruxelles, in un clima in cui sale l’opposizione al gasdotto da quasi 10 miliardi di euro, che è stato appena completato ma attende la certificazione dall’ente regolatore tedesco e dalla Commissione europea.

Yuriy Vitrenko, Ceo di Naftogaz, compagnia statale ucraina per gas e petrolio, ha spiegato che alla base della controversia c’è l’applicazione completa del terzo pacchetto sull’energia per tutta la lunghezza del gasdotto.

Il terzo pacchetto, che è entrato in vigore nel settembre 2009, era stato soprannominato “anti-Gazprom” perché contrastava il funzionamento della vendita e trasporto di gas operato dalla compagnia statale russa, che utilizzava gasdotti di sua proprietà.

Nel caso di Nord Stream 2, Vitrenko spiega il concetto di “accesso non discriminatorio” dicendo che tutti i produttori di gas dovrebbero essere autorizzati a utilizzare il gasdotto per il trasporto, senza monopoli esclusivi.

“Chiediamo prima di tutto che Nord Stream 2 sia reso conforme”, ha detto Vitrenko. Ha ricordato che la certificazione in Germania è stata sospesa per permettere a Gazprom di creare una sussidiaria tedesca, che secondo lui sarebbe responsabile solo dell’ultimo tratto del gasdotto.

Nord Stream 2, la Germania sospende la certificazione del gasdotto

L’ente regolatore tedesco per le reti energetiche Bundesnetzagentur (BNetzA) ha dichiarato martedì 16 novembre di aver temporanemante sospeso le procedure di certificazione per il gasdotto Nord Stream 2. I prezzi del gas in Europa hanno subito un’impennata come conseguenza.

La certificazione …

“Siamo assolutamente contrari a un approccio di questo tipo”, ha detto. “Certificare solo l’ultimo tratto sarebbe una presa in giro delle regole europee e speriamo che non accada”, ha proseguito, aggiungendo che si aspetta una posizione forte da parte della Commissione europea.

“Ci aspettiamo che la Commissione Ue esprima una posizione forte non solo per questo gasdotto, ma per tutti quelli che connettono Russia e Unione europea”, ha detto. “La posizione ucraina è che siccome Nord Stream 2 non rispetta le regole europee, non dovrebbe essere certificato. Se e quando sarà reso conforme, sarà un’altra storia”, ha concluso.

Vitrenko ha anche attaccato l’uso che la Russia fa del gas come arma, ricordando che Mosca cambia i prezzi del gas sulla base di logiche di influenza, non di mercato. Ha insistito sul fatto che l’Ue tenga conto della piena applicazione dello stato di diritto in questo processo di certificazione.

Nord Stream 2, Zurich si ritira dal progetto temendo le sanzioni Usa

La compagnia assicurativa svizzera Zurich ha lasciato il progetto russo Nord Stream 2, dopo le minacce di sanzioni da parte degli Stati Uniti nei confronti delle aziende europee che supportano la costruzione del gasdotto da 9 miliardi di euro.

Il dipartimento …

Le compagnie assicurative europee temono sanzioni

La scorsa settimana gli Stati Uniti hanno aumentato ancora le sanzioni contro le compagnie coinvolte nel progetto di Nord Stream 2. La paura di una recrudescenza di questo tipo aveva portato gli assicuratori Axa, Zurich e Munich Re a sfilarsi dal progetto.

Senza assicurazione, Nord Stream 2 rischia di esposto ai costi di riparazione per i danni, a ritardi e a discussioni, oltre che fare più fatica a trovare fondi. Con l’assenza di assicuratori europei, il progetto potrebbe anche appoggiarsi a quelli russi, come Rncb, che è già sottoposto a sanzioni.

È altamente improbabile che assicuratori europei intendano prendere parte ora al progetto, dato il rischio costante di sanzioni improvvise da parte degli Stati Uniti.