Nord Stream 2, la Germania continua a supportare il gasdotto russo

La sede di Gazprom, compagnia petrolifera russa che finanzia la costruzione del gasdotto Nord Stream 2. [EPA-EFE/MAXIM SHIPENKOV]

Il governo tedesco ha confermato che non intende abbandonare il supporto al progetto Nord Stream 2, nonostante le sanzioni che gli Stati Uniti hanno minacciato di applicare nei confronti delle aziende coinvolte e le richieste del Parlamento Ue in seguito al caso Navalny.

“Non c’è una connessione diretta tra il caso Navalny e la costruzione di Nord Stream 2”, ha dichiarato il portavoce del governo Steffen Seibert lunedì 25 gennaio, aggiungendo che l’attitutidine della Germania verso il progetto non  è cambiata.

Berlino condanna le azioni “dure e sproporzionate delle forze armate russe contro i manifestanti pacifici” e continua a chiedere che si faccia chiarezza sull’attentato alla vita di Navalny con il gas nervino sovietico, ha aggiunto Seibert.

Il governo tedesco ha preso nota della risoluzione del Parlamento europeo che chiede la sospensione di Nord Stream 2, ma non ha cambiato la sua posizione riguardo il progetto. Nonostante le sanzioni americane nei confronti delle aziende coinvolte nella costruzione del gasdotto, la cancelliera Angela Merkel ha confermato la scorsa settimana che il progetto non sarà abbandonato e che ne discuterà con il nuovo presidente statunitense Joe Biden.

Il nuovo leader della Cdu Armin Laschet, eletto il 16 gennaio, ha dichiarato lunedì che non riconsidererà il suo supporto al gasdotto russo, nonostante l’opposizione al suo completamento da parte degli Stati Uniti e di parte dell’Europa. Anche Laschet ha chiesto alla Russia di rilasciare Navalny, ma ha affermato che sulle forniture energetiche domestiche è la Germania a decidere.

Anche i socialdemocratici tedeschi (Spd) si trovano in difficoltà su come comportarsi con il gasdotto. Nord Stream 2 arriverebbe nel Land del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, governato dall’esponente della Spd Manuela Schleswig. Il suo governo locale ha stabilito la Fondazione per la protezione del clima dell’ambiente, che ha ricevuto una donazione da 60 milioni di euro da parte dei costruttori del gasdotto, Gazprom.

La fondazione aveva lo scopo di far fronte alle sanzioni americane contro Nord Stream 2, per assicurare che il progetto andasse comunque avanti. I Verdi tedeschi l’hanno criticata come esempio di ‘greenwashing’, mentre le voci diffidenti della Russia nei liberali di Fdp l’hanno vista come un tentativo del Cremlino di esercitare influenza geopolitica.

Nord Stream 2: il gasdotto della discordia

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Il Parlamento chiede di bloccare il gasdotto

Giovedì 21 gennaio il Parlamento Ue ha approvato una risoluzione che chiede all’Ue di bloccare la costruzione del gasdotto Nord Stream 2 in risposta alla detenzione del leader dell’opposizione russa Alexei Navalny.

“Le sanzioni esistono per convincere i governi a comportarsi in un certo modo. Si tratta di sfruttare le nostre possibilità di influenzare le decisioni di Mosca”, ha dichiarato l’eurodeputato dei Verdi Sergey Lagodinsky, che ha contribuito alla bozza di risoluzione.

Secondo il Parlamento, Nord Stream 2 porterà guadagni e stabilità, ma lo farà a spese dei diritti umani, della solidarietà con gli Stati vicini e della trasparenza, ha confermato Lagodinsky a EURACTIV.

Alla luce delle tensioni in corso con la Russia, le imprese devono essere consapevoli del rischio, ha aggiunto il deputato Michael Gahler, portavoce sulla politica estera del Partito Popolare Europeo (Ppe).

“Ogni azienda che si fa coinvolgere dalla Russia deve sapere che le cose possono andare male”, ha detto, respingendo l’argomento secondo cui Nord Stream 2 è necessario per la sicurezza dell’approvvigionamento nell’Ue.

“Questo gasdotto non è necessario per l’approvvigionamento. Abbiamo molti punti di riferimento per il gas, anche da paesi che non ci minacciano politicamente”, ha detto a EURACTIV.

Nord Stream 2, Zurich si ritira dal progetto temendo le sanzioni Usa

La compagnia assicurativa svizzera Zurich ha lasciato il progetto russo Nord Stream 2, dopo le minacce di sanzioni da parte degli Stati Uniti nei confronti delle aziende europee che supportano la costruzione del gasdotto da 9 miliardi di euro.

Il dipartimento …

Le aziende restano a favore del progetto

La scorsa settimana, gli Stati Uniti hanno tenuto fede alle minacce e hanno emesso le prime sanzioni contro il gasdotto, finora limitate a una nave da costruzione russa. Fonti dai principali circoli economici tedeschi hanno confermato a EURACTIV che per ora non c’è il rischio concreto di ricadute economiche per via delle sanzioni americane.

“La decisione sulla costruzione del gasdotto è stata presa molti anni fa. Ora è vicino al completamento e ha ricevuto tutti i permessi in accordo con lo stato di diritto”, ha dichiarato Svenja Schulze, ministro dell’Ambiente tedesco.

“Se fermassimo il progetto ora causeremmo un grave danno, mettendo in dubbio l’affidabilità delle decisioni prese sulla base dello stato di diritto e dovremmo anche affrontare procedimenti legali”, ha detto Scholze a Redaktionsnetzwerk Deutschland (Rnd).

I gruppi industriali tedeschi supportano questa visione. Le sanzioni americane “hanno messo un freno alla ripartenza delle relazioni transatlantiche” in un momento in cui la nuova amministrazione Biden sembra offrire una speranza, ha detto Oliver Hermes, Ceo di Wilo Group e presidente dell’Associazione degli industriali della Germania orientale.

Riguardo le richieste politiche di fermare il progetto, ha insistito che “la sicurezza degli investimenti è una conquista cruciale del mercato unico e non dovrebbe essere messa in discussione”, indicando le varie aziende europee che hanno investito nel Nord Stream 2.

Il gasdotto è “un passo nella giusta direzione per l’Europa” per garantire l’approvvigionamento energetico a lungo termine, ha aggiunto Ludwig Möhring, dell’Associazione federale tedesca per il gas naturale, il petrolio e la geoenergia (Bvec).

“Ne abbiamo bisogno a causa del declino della produzione di gas naturale in Europa occidentale”, ha detto Möhring a EURACTIV, “non perché viene imposto agli europei.” Ha anche respinto l’idea che il nuovo gasdotto renderà l’Europa più dipendente dalla Russia.

“Nord Stream 2 non significa che non avremo più una scelta in futuro, ma solo che ci assicureremo il nostro approvvigionamento a prezzi competitivi nel lungo termine”, ha detto Möhring a EURACTIV.

Gli appelli per fermare il progetto alla fine non aiuteranno l’Ue, ha aggiunto. Anche se la relazione tra l’Ue e la Russia sta attraversando “tempi difficili”, “l’Europa e la Russia hanno interesse a mantenere un rapporto di buon vicinato a lungo termine”.

Biden contro il gasdotto

Il presidente americano Joe Biden ha dichiarato che il gasdotto Nord Stream 2 “non è un buon accordo per l’Europa” e che la sua amministrazione rivedrà le restrizioni imposte al progetto precedentemente sotto Trump.

Anche Obama, ancora prima, era stato contrario al gasdotto di progettazione russa, che avrebbe aumentato l’influenza politica ed economica di Vladimir Putin sull’Europa.

Biden è sempre stato contrario al progetto, fin da quando era vicepresidente dell’amministrazione Obama, perché avrebbe escluso l’Ucraina dal transito del gas e le avrebbe tolto ingenti profitti.

“Continuiamo a credere, il presidente continua a credere, che Nord Stream 2 sia un pessimo affare per l’Europa”, ha detto il segretario stampa della Casa Bianca Jen Psaki al briefing quotidiano, aggiungendo che l’amministrazione “rivedrà” le restrizioni incluse nella legislazione sulla politica di difesa.