Monitoraggio satellitare e incentivi agli investimenti green: così l’Ue vuole ridurre le emissioni di metano

Le emissioni di metano saranno limitate a partire dal 2025. A rivelarlo è una bozza della strategia sul metano della Commissione europea, vista da Euractiv.com. Tra le proposte il monitoraggio delle emissioni tramite sistema satellitare Copernicus e incentivi agli investimenti che tagliano le emissioni.

Secondo l’esecutivo di Bruxelles, che mercoledì 14 ottobre presenterà il suo piano per ridurre le emissioni, la mancanza di dati e di metodologie di misurazione concordate sta ostacolando le iniziative per contenere le emissioni di metano in settori come l’agricoltura e l’energia.

ll metano ha un impatto sul riscaldamento globale che è quasi 90 volte più grande di quello della CO2. Affrontare questo tema quindi è “una questione importante e urgente”, spiega la Commissione nel documento. “La strategia incoraggia le iniziative volontarie e guidate dalle imprese per colmare immediatamente il divario in termini di verifica, comunicazione e monitoraggio delle emissioni e ridurre le emissioni di metano in tutti i settori”, si legge nella bozza.

Circa il 41% delle emissioni globali di metano proviene da fonti naturali, come le zone umide e gli incendi boschivi, afferma il documento. Il restante 59% è prodotto dall’uomo, in particolar modo dalle attività agricole (40-53%), seguite dai combustibili fossili come carbone, petrolio e gas, al 19-30%.

Compagnie come Shell, Bp, Eni ed Equinor hanno dichiarato di essere favorevoli all’introduzione di “forti normative sul metano”, affermando che “sono già disponibili tecnologie economicamente vantaggiose” per “trovare e correggere le perdite di metano” nella filiera del petrolio e del gas.

I sistemi di rilevamento

“Attualmente, il livello di monitoraggio tra i settori e tra gli Stati membri varia considerevolmente”, afferma la Commissione, con “pochissimi” Paesi dell’Ue che soddisfano il cosiddetto standard Tier 3 approvato dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. A differenza del Tier 1, che costituisce l’approccio più elementare, il Tier 3 comporta misurazioni specifiche e individuali.

“Uno degli obiettivi chiave di questa strategia è quello di far diventare il Tier 3 lo standard di riferimento valido in tutta l’Ue”, afferma il documento della Commissione, precisando però che “non esclude l’applicazione di un certo livello di flessibilità” per alcuni settori.

Come primo passo, la strategia della Commissione raccomanda di promuovere la creazione di un meccanismo internazionale indipendente per le emissioni di metano che copra il settore energetico. Il meccanismo verrebbe poi esteso al sistema dei rifiuti e all’agricoltura in una fase successiva.

Per ridurre le fughe di metano e rafforzare il monitoraggio degli emettitori di grandi dimensioni, i cosiddetti “superemittenti”, l’esecutivo Ue propone di utilizzare i satelliti del programma Copernicus. Alla fine del 2022, come già annunciato nei mesi scorsi, sarà lanciato il satellite MethaneSAT, sviluppato dalla controllata dell’Environmental Defense Fund, che avrà il compito di individuare le aree e l’ampiezza delle emissioni di metano in tutto il mondo.

Nel Green Deal, la Commissione ha annunciato anche che proporrà la revisione di una serie di misure relative alle emissioni di metano, comprese le misure per affrontare l’inquinamento da grandi impianti industriali nel 2021. Bruxelles valuterà anche se il ruolo della direttiva sulle emissioni industriali nella prevenzione e nel controllo del settore del metano potrebbe essere potenziato.

Infine la Commissione prenderà in considerazione la possibilità di sfruttare il sostegno del piano di ripresa Next Generation EU e i fondi della Politica agricola comune (PAC per finanziare la produzione di biogas. “Qualsiasi misura di supporto alla produzione di biogas  – precisa Bruxelles – deve essere attentamente valutati per evitare incentivi perversi che potrebbero portare ad un aumento complessivo delle emissioni dai settori dei rifiuti e dell’agricoltura”.