Mobilità sostenibile, Acea ed Eurelectric chiedono all’Ue di fare di più

Una BMW e un'Audi a una colonnina di ricarica elettrica a Brema, Germania. [EPA-EFE/FOCKE STRANGMANN]

L’Associazione europea dei produttori di automobili (Acea) ed Eurelectric hanno accolto con favore “l’attenzione per le infrastrutture per i veicoli elettrici” nel Recovery Plan annunciato dalla Commissione europea, in particolare “l’obiettivo di finanziare 1 milione di punti di ricarica pubblici”. Ritengono però necessaria un’azione più rapida e ambiziosa.

Secondo i calcoli della Commissione, entro il 2030 saranno necessari circa 2,8 milioni di punti di ricarica disponibili al pubblico, circa 15 volte più di quelli attualmente in funzione in tutta l’Unione europea. Di conseguenza è arrivato un appello congiunto del settore automobilistico e di quello elettrico per sottolineare l’ urgenza di rivedere la direttiva europea sulle infrastrutture per i combustibili alternativi (Afid), adottata nel 2014 e non più in linea con lo sviluppo dei veicoli elettrici e delle tecnologie di ricarica.

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Acea ed Eurelectric lamentano anche la “scarsa attuazione da parte degli Stati membri” della direttiva stessa. Chiedono pertanto alla Commissione di accelerare i tempi per la revisione della direttiva nel quadro del Recovery Plan, con un “approccio molto più ambizioso per la realizzazione di punti di ricarica e stazioni di rifornimento di idrogeno in tutta l’Unione europea”.

La diffusione delle infrastrutture, secondo le due associazioni, “dovrebbe essere in linea con i parametri di riferimento per i veicoli a zero e basse emissioni stabiliti dall’UE per il 2025 e il 2030 e dovrebbe considerare diverse esigenze dei differenti tipi di mezzi di trasporto”, dedicando punti specifici a veicoli come autobus e camion che necessitano di una potenza ed energia superiori.

Nel piano di ripresa europeo si includono anche l’edilizia e le costruzioni. A tal proposito, Ace ed Eurelectric suggeriscono di sfruttare “l’opportunità di garantire che i punti di ricarica siano integrati in edifici sia pubblici che privati, attraverso una dotazione finanziaria dedicata e una legislazione correlata”.

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Arrivano anche richieste per garantire un ricambio rapido del parco veicoli circolante: il direttore generale di Acea Eric-Mark Huitema ha richiesto un intervento tempestivo sulle infrastutture, perché i consumatori abbiano la sicurezza di poter acquistare un veicolo elettrico e rinnovare così la flotta in modo ecologico.

“Incorporare una mobilità pulita nella nuova normalità europea richiede di accelerare il lancio di veicoli elettrici a batteria e la realizzazione di infrastrutture di ricarica, nonché l’aggiornamento delle reti e lo sviluppo di soluzioni di stoccaggio adeguate.” ha aggiunto Kristian Ruby, segretario generale di Eurelectric, sottolineando che questi quattro punti saranno fondamentali per ogni discussione sul futuro della mobilità.