Mercato dell’energia elettrica, anche la Commissione Ue riconosce la necessità di una riforma

Una centrale per la produzione di energia elettrica a Drogenbos, in Belgio. [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha riconosciuto che il mercato dell’energia elettrica europeo “non funziona più” e deve essere adattato “alla nuova realtà con le rinnovabili dominanti”.

Le attuali misure messe in atto per tenere sotto controllo i prezzi dell’energia non sono riuscite ad affrontare efficacemente i problemi strutturali del mercato europeo dell’elettricità. “I prezzi dell’elettricità, e dell’energia, stanno salendo vertiginosamente. E noi ci stiamo lavorando”, ha riconosciuto Ursula von der Leyen.

Ha citato il pacchetto di strumenti avanzato dalla Commissione lo scorso autunno, che permetteva ai Paesi Ue di tassare i profitti inattesi realizzati dalle compagnie energetiche e sovvenzionare le bollette energetiche per le famiglie più a rischio e le piccole imprese.

“Sappiamo però anche che queste sono misure a breve termine che non cambieranno la struttura del mercato”, ha aggiunto, spiegando che i mercati dell’energia sono stati “disegnati in un modo che aveva senso vent’anni fa”, quando la quota di rinnovabili era bassa.

“Oggi il mercato è completamente diverso. Sono le rinnovabili quelle più efficaci e meno costose”, ha spiegato. I prezzi del gas hanno raggiunto valori record dall’autunno a causa delle scarse forniture della Russia e della ripresa economica dal Covid-19, una situazione peggiorata dalla guerra in Ucraina.

Francia e Spagna hanno chiesto di riformare l’attuale sistema di prezzi marginali, con Madrid che vorrebbe “soluzioni strutturali” a livello europeo per disaccoppiare i mercati del gas e dell’elettricità. Questa richiesta è stata appoggiata dai leader di Italia, Portogallo e Grecia, che hanno esortato l’esecutivo Ue ad affrontare l’effetto che gli alti prezzi del gas potrebbero avere sul mercato dell’elettricità.

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Cambio di rotta a Bruxelles

Finora, la Commissione ha sempre rigettato queste richieste, facendo riferimento a una revisione in corso dei mercati dell’elettricità all’ingrosso da parte delle autorità di regolamentazione dell’energia dell’Ue. Il loro rapporto, inviato il 29 aprile, concludeva che i mercati stavano lavorando come previsto e “l’attuale struttura del mercato dell’energia non è da incolpare per la crisi attuale”.

Tuttavia la presidente von der Leyen, nel suo discorso al Parlamento europeo, è sembrata contraddire queste conclusioni. “Questo sistema di mercato non funziona più. Dobbiamo riformarlo. Dobbiamo adattarlo alla nuova realtà dominata dalle rinnovabili”, ha detto.

“Questo è il compito che la Commissione ha preso in carico. Non è banale, è una riforma importante. Ci vorrà tempo, ma deve essere pensata in maniera approfondita. Dobbiamo andare avanti per adattare il nostro mercato dell’elettricità alle condizioni moderne”, ha detto.

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Il cambio di posizione della Germania

A parte le nazioni dell’Europa meridionale, altri Paesi europei non sono convinti della necessità di riformare le regole del mercato europeo dell’elettricità. A ottobre una coalizione di nove Stati membri (Austria, Danimarca, Germania, Estonia, Finlandia, Lussemburgo, Irlanda, Lettonia e Olanda) ha respinto la proposta franco-spagnola di una riforma.

Da allora, però, la posizione tedesca ha iniziato a cambiare. “Il mercato dell’elettricità esistente con i suoi prezzi liberi dovrebbe essere mantenuto in linea di principio”, ha detto il ministero dell’economia e del clima a EURACTIV. “In ogni caso, bisogna assicurarsi che il sistema elettrico sia a prova di futuro e in linea con gli ambiziosi obiettivi climatici dei prossimi anni e decenni”, ha aggiunto.

Il nuovo governo tedesco, entrato in carica a dicembre, ha lanciato una piattaforma dedicata agli stakeholder per esaminare la questione di un “sistema elettrico neutrale dal punto di vista climatico”. La piattaforma, che riunisce esperti provenienti dal mondo della scienza, dell’economia e della società civile, sta attualmente elaborando “proposte concrete per la progettazione del mercato”, ha dichiarato il ministero.

Al centro delle discussioni c’è “il modo in cui la capacità assicurata può o deve essere stimolata per compensare l’alimentazione fluttuante delle fonti rinnovabili” e il modo in cui accoppiare i mercati del gas e dell’elettricità con i nuovi settori di consumo come i trasporti, gli edifici e l’industria, ha detto il ministero.

Le tecnologie emergenti, come le pompe di calore, lo stoccaggio del solare fotovoltaico, la mobilità elettrica e gli elettrolizzatori, devono essere in grado di reagire ai segnali del mercato e della rete per garantire la stabilità del sistema in futuro, ha spiegato il ministero.