L’Ue esclude le centrali a gas dagli investimenti verdi

Le centrali elettriche alimentate a gas naturale non saranno classificate come investimenti “sostenibili” o “di transizione” in Europa a meno che non rispettino limiti di emissione talmente bassi che nessuno è attualmente in grado di rispettarli. A rivelarlo è una bozza vista da EURACTIV.com.

I nuovi standard saranno presentati nelle prossime settimane nell’ambito della tassonomia finanziaria sostenibile dell’Ue, che determina quale tipo di investimenti contribuisca in modo sostanziale alla lotta contro il cambiamento climatico.

Il mancato ottenimento del marchio verde dell’Ue potrebbe privare le centrali elettriche di miliardi di euro di finanziamenti, poiché gli investitori privati cercano rifugio in investimenti visti come sostenibili da un punto di vista climatico.

Per qualificarsi come investimento “sostenibile”, le centrali a gas non devono emettere più di 100 grammi di CO2 equivalente per chilowattora. Il limite di 100 g di CO2 impedirebbe anche che le centrali a gas siano etichettate come una tecnologia di “transizione”.

Secondo l’industria, questo ostacolerebbe gli sforzi della Polonia di sostituire le vecchie centrali a carbone inquinanti con impianti a gas più puliti, che emettono in media la metà della emissioni di CO2.

Gli impianti a gas a cicli combinati “sono attualmente a 350-300g, il che significa che gli investitori in paesi come la Polonia rischiano di non poter considerare gli investimenti CCGT come un’attività di transizione”, ha spiegato James Watson, segretario generale dell’associazione di categoria Eurogas. “Ci aspettiamo che il gas naturale sia classificato come un’attività di “transizione” – ha aggiunto – .Ma la soglia dei 100g purtroppo non lo permetterà”.

La reazione degli ambientalisti

Gli ambientalisti, dal canto loro, hanno accolto con favore la bozza di regole dell’Unione europea che chiude la porta agli investimenti nel gas fossile etichettati come “verdi”. “La lobby del gas è stata definitivamente respinta”, ha detto Rebecca Vaughan, un’analista che segue le lobby dell’industria per l’InfluenceMap citata da Reuters.

Nel dicembre dell’anno scorso, la Banca europea per gli investimenti (Bei) ha deciso di bloccare tutti i finanziamenti a progetti sui combustibili fossili dalla fine del 2021, una mossa accolta con favore dagli attivisti verdi.

“Questo è il mondo in cui ci troviamo ora: il gas fossile non è sostenibile”, ha affermato Dave Jones di Ember, un think-tank indipendente sul clima che si concentra sulla transizione globale dell’elettricità.

I timori dei Paesi dell’Est

Tuttavia, i sostenitori del gas naturale dicono che il combustibile fossile è indispensabile per la transizione dell’Europa verso la neutralità climatica entro il 2050. All’inizio di quest’anno, il vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans ha detto che “il gas naturale sarà probabilmente necessario per passare dal carbone all’energia sostenibile” e anche molti eurodeputati hanno sostenuto il gas come alternativa al carbone.

Secondo i dati pubblicati all’inizio di quest’anno, le emissioni del settore elettrico sono diminuite del 12% in Europa l’anno scorso, in seguito al forte calo della produzione di energia elettrica da carbone in paesi come Germania, Spagna, Paesi Bassi, Regno Unito e Italia. L’altra metà è stata sostituita dal gas naturale, un combustibile fossile che emette circa il 50% in meno di carbonio rispetto al carbone quando viene bruciato nelle centrali elettriche.

A Varsavia, il timore è che alla Polonia venga negata la stessa opportunità dei Paesi occidentali dell’Ue. “C’è un’intesa sul fatto che il gas sia un combustibile di transizione”, ha detto Wojciech Dabrowski, l’ad del gruppo energetico polacco PGE. “Questo è molto importante per noi perché il gas naturale gioca un ruolo importante nella strategia a breve e medio termine della Polska Grupa Energetyczna”, ha spiegato durante un recente evento EURACTIV.

La Polonia si opporrà alla soglia dei 100g quando sarà sottoposta all’approvazione dei delegati nazionali. Anche altri paesi dell’Est, che hanno co-firmato un documento a sostegno del gas naturale all’inizio di quest’anno, potrebbero decidere di fare lo stesso.

La Polonia è l’unico Paese dell’Ue che non ha ancora adottato l’obiettivo di raggiungere zero emissioni nette entro il 2050, affermando che sono necessarie ulteriori analisi – e denaro – prima di poter rendere l’obiettivo un obbligo nazionale.

Idrogeno verde

La bozza stabilisce anche un limite di emissione di 94gCO2e/MJ per considerare l’idrogeno come verde, una soglia che, secondo l’industria, è raggiungibile con la tecnologia di cattura e stoccaggio del carbonio.

“La produzione di idrogeno diventerebbe sostenibile se si utilizzasse la CCS per scendere a queste soglie”. Noi di Eurogas riteniamo che fino al 90% delle emissioni di gas serra possano essere ridotte combinando una reazione di reforming con vapore del metano con la tecnologia di cattura e stoccaggio. Quindi, pensiamo che la bozza di proposta sia più o meno in linea con questo”, ha detto Watson. “Nel complesso, la nostra sensazione è che ci siano parti positive in questa bozza di proposta, – ha concluso – ma che altre parti necessitano di un’ulteriore valutazione delle implicazioni per la transizione verso l’energia a zero emissioni di carbonio”.