Litio e materie prime per le batterie: il decalogo di Bruxelles per ridurre la dipendenza da Paesi terzi

Belgium EU Resources [EPA-EFE/FRANCISCO SECO / POOL]

Dall’alleanza per le materie prime ai nuovi partenariati per diversificare le fonti di approvvigionamento. Ecco la strategia della Commissione Ue.

Ridurre la dipendenza dell’Europa dai Paesi terzi per materie prime essenziali per le nuove tecnologie. È questo il principale obiettivo del piano d’azione per le materie prime critiche,  presentato dalla Commissione europea giovedì 3 settembre. Come anticipato da EURACTIV, l’elenco delle materie prime critiche è stato aggiornato per tenere conto della loro mutata importanza economica e dei nuovi rischi di approvvigionamento. Per la prima volta è stato aggiunto il litio, essenziale per la transizione verso una mobilità elettrica. Solo per le batterie delle automobili elettriche e lo stoccaggio dell’energia, il fabbisogno in Europa aumenterà fino a 18 volte entro il 2030 e fino a 60 volte entro il 2050, ha spiegato il commissario per le Relazioni interistituzionali Maros Sefcovic.

“L’Europa ha bisogno di diverse materie prime critiche per guidare la transizione verde e digitale e rimanere il primo continente industriale a livello mondiale. Non possiamo permetterci di dipendere completamente da Paesi terzi o addirittura da un unico Paese, come nel caso di alcune terre rare”,ha spiegato il commissario per il Mercato interno Thierry Breton.

Per costruire questa nuova catena di approvvigionamento l’Ue ha lanciato una alleanza industriale che si ispira alla European Battery Alliance.

Il decalogo

Il piano d’azione di Bruxelles è articolato in dieci punti. In primo luogo, nelle prossime settimane, la Commissione istituirà un’alleanza europea per le materie prime. Al fine di utilizzare meglio le risorse interne la Commissione collaborerà con gli Stati membri e le regioni per individuare i progetti di estrazione mineraria e di trasformazione che possono essere operativi entro il 2025. Per migliorare l’esplorazione delle risorse, il funzionamento dei siti e la gestione ambientale l’Ue promuoverà l’uso del programma Copernicus. La ricerca e l’innovazione, soprattutto nell’ambito delle nuove tecnologie di estrazione e di trasformazione, saranno sostenute tramite il programma Horizon Europe.

Per fare in modo che le attività estrattive siano in linea con gli obiettivi del Green Deal, la Commissione elaborerà criteri di finanziamento sostenibile e promuoverà progetti di recupero che favoriscano l’approvvigionamento di materie prime critiche secondarie ricavate da scorte e rifiuti dell’Ue. 

L’Europa però non può pensare di arrivare a produrre tutto “in casa”. “È un errore pensare che stiamo entrando in una fase in cui ogni Continente sarà in grado di produrre tutto autonomamente, ma vediamo accendersi crescenti tensioni, viviamo in un mondo in cui le cose si stanno facendo sempre più difficili e dobbiamo essere pronti”, ha precisato Breton. Proprio per questo la Commissione intende sviluppare anche nuovi partenariati. Dal 2021 partiranno quelli con il Canada, con i Paesi interessati in Africa e con i Paesi del vicinato dell’Ue.