L’idrogeno prodotto dal nucleare sarà considerato “a bassa emissione”

Un pannello di celle a combustibile nella centrale a idrogeno della società APEX Energy, a Laage, Germania. EPA-EFE/FELIPE TRUEBA

La Commissione europea considererà l’idrogeno prodotto dal nucleare come un prodotto “a bassa emissione di CO2”, secondo quanto anticipato da un’alta funzionaria dell’Ue intervenuta al Parlamento europeo lunedì (16 novembre).

Il nucleare può essere una fonte di energia per la produzione di idrogeno

“L’elettrolisi può essere alimentata da elettricità rinnovabile, che verrebbe poi classificata come idrogeno rinnovabile”, ha detto Paula Abreu Marques, capo unità per le energie rinnovabili e la politica Ccs presso la direzione energetica della Commissione europea. “Se si dispone di elettrolizzatori collegati alle centrali nucleari, si può parlare di idrogeno a basso contenuto di CO2”, ha detto Marques agli eurodeputati della commissione per l’ambiente, la salute pubblica e la sicurezza alimentare del Parlamento europeo.

Quando si parla dell’utilizzo dell’energia nucleare per la produzione di idrogeno si usa l’espressione “idrogeno viola”, che offre il vantaggio di basse emissioni di carbonio rispetto al tipo prodotto dal gas naturale – chiamato anche “idrogeno grigio” – che è attualmente il più diffuso.
L’energia nucleare non è menzionata nella strategia dell’Ue per l’idrogeno, che la Commissione europea ha presentato nel giugno di quest’anno, anche se la porta non è stata definitivamente chiusa. In questa strategia è stato invece introdotto il concetto di “idrogeno pulito” in riferimento ai processi di produzione che utilizzano elettricità rinnovabile.

Idrogeno grigio e idrogeno verde

Una delle cose su cui si punta maggiormente per decarbonizzare le industrie pesanti come quelle chimiche e siderurgiche, o il trasporto a lungo raggio, come l’aviazione e la navigazione, nell’Ue è proprio l’idrogeno. Tuttavia, i processi per produrlo serve tantissima energia. Attualmente, circa il 95% dell’idrogeno è prodotto utilizzando gas naturale: per produrre 1 kg di idrogeno si emettono 10 kg di CO2, secondo l’utility francese Edf, e i piani per utilizzare la cattura e lo stoccaggio del carbonio per ridurre le emissioni sono ancora in fase di sviluppo.

Nella sua nuova strategia nazionale per l’idrogeno da 7 miliardi di euro, la Francia ha dichiarato che utilizzerà fonti a “bassa emissione di carbonio”, consentendo l’uso del nucleare come fonte di energia per l’elettrolisi. La Germania, invece, ha detto che produrrà idrogeno “verde” ottenuto da fonti rinnovabili come l’eolico offshore.
“Sono sorpresa che l’idrogeno proveniente dall’energia nucleare non sia menzionato [nella strategia]”, ha detto l’eurodeputata francese Joëlle Mélin, del gruppo di estrema destra Identità e Democrazia del Parlamento europeo. “Le rinnovabili non saranno sufficienti”. Penso che dobbiamo andare oltre nella definizione di idrogeno pulito”, ha detto ai colleghi della commissione per l’ambiente.

L’idrogeno viola

La ricerca sull’energia nucleare per la produzione di idrogeno ha ottenuto un consistente slancio recentemente. A gennaio, l’ente francese per l’energia Edf ha detto che sta lavorando ad un piano per la produzione di idrogeno dalle centrali nucleari del Regno Unito, e un consorzio guidato dal gruppo ha detto che questo soddisferebbe una parte significativa del fabbisogno energetico del paese.

Negli Stati Uniti, il governo ha istituito la Nuclear Hydrogen Initiative già nel 2003, specificando come le centrali nucleari potrebbero diventare sistemi energetici ibridi.

Allo stesso modo, la Commissione europea vuole che l’idrogeno sia complementare ad un sistema energetico basato sulle energie rinnovabili, ha detto Marques.

Entro il 2050, la Commissione stima che l’idrogeno rinnovabile potrebbe soddisfare il 24% del fabbisogno energetico mondiale. La Commissione mira a sostenere l’installazione di almeno 6GW di elettrolizzatori a idrogeno rinnovabile per produrre fino a un milione di tonnellate che dovrebbero salire a 40GW entro il 2030, per essere poi utilizzati su larga scala entro il 2050.

L’idrogeno non dovrebbe invertire la riduzione delle emissioni. Il dibattito tra gli eurodeputati

Quanto sia pulito l’idrogeno dipende dalla fonte di energia utilizzata per produrlo. Durante il dibattito in seno alla commissione per l’ambiente del Parlamento, gli eurodeputati verdi hanno chiaramente sostenuto l’idrogeno rinnovabile rispetto all’idrogeno grigio che è attualmente il più utilizzato. “Abbiamo molto lavoro da fare per assicurarci che non ci diamo la zappa sui piedi con la nostra strategia e non possiamo permettere che diventi un esercizio di “greenwashing” che ci bloccherà in un’ulteriore dipendenza dai combustibili fossili”, ha detto Pär Holmgren, un eurodeputato svedese del Partito Verde.

Hildegard Bentele, del partito cristiano-democratico tedesco e relatrice del Parlamento sulla strategia dell’Ue per l’idrogeno, ha sostenuto che esso offre la promessa di un sistema energetico più sostenibile. “Dobbiamo sfruttare al più presto le possibilità dell’idrogeno per facilitare il nostro cammino verso la neutralità climatica”, ha detto, avvertendo però che ci vorrà del tempo per aumentare la produzione e mettere in atto meccanismi di finanziamento per accelerare il processo.

Tiemo Wölken, un eurodeputato tedesco per i socialisti e democratici (S&D), ha aggiunto di essere scettico sui processi di cattura e stoccaggio del carbonio e ha detto che se l’energia nucleare o il carbone fossero usati per produrre idrogeno, non sarebbe una buona alternativa rispetto all’attuale uso di energia.

Una posizione molto diversa è quella sostenuta da Alexandr Vondra, un eurodeputato conservatore ceco (Ecr), secondo cui bisogna optare per l’aumento immediato della produzione di idrogeno utilizzando il gas naturale. “L’uso dell’idrogeno ricavato dal gas naturale può avere importanti vantaggi. Può essere prodotto localmente, evitando così i costi ambientali e finanziari del trasporto. Può aiutare nella giusta transizione, poiché si possono impiegare le stesse persone che lavorano per le aziende di combustibili fossili”, ha detto Vondra.