Le regole Ue sul gas valgono anche per il progetto Nord Stream 2

L'impianto del gasdotto Nord Stream 2 a Lubmin, Germania. [EPA-EFE/CLEMENS BILAN]

Il gasdotto Nord Stream 2 non è esentato dalle regole dell’Unione europea che richiedono che i proprietari dei gasdotti siano diversi dai fornitori del gas che scorre negli stessi gasdotti per garantire una leale concorrenza.

L’Alta Corte regionale di Duesseldorf ha respinto la richiesta degli operatori del Nord Stream 2, il gasdotto per trasportare gas dalla Russia alla Germania attraverso il Mar Baltico, di rivedere la decisione della Bundesnetzagentur cha nel 2020 aveva respinto formalmente la domanda presentata dall’azienda russa per essere esonerato dalle nuove norme Ue sui collegamenti del gas extra-europei.

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La direttiva Ue

All’origine della contesa c’è la direttiva Ue 2019/692 che ha modificato la direttiva 2009/73 sul mercato interno del gas, proprio per evitare di “distorcere la concorrenza nel mercato interno dell’energia dell’Unione. La direttiva in questione prevede l’applicazione delle regole europee anche ai gasdotti che provengono da Paesi terzi concedendo una deroga a quei gasdotti che sono stati completati prima del 23 maggio 2019. Secondo Gazprom, socio di maggioranza del consorzio Nord Stream 2 AG che si occupa della realizzazione e gestione del progetto, l’obiettivo della modifica era tentare di sabotare il progetto del gasdotto in un momento in cui la sua costruzione era in ancora in forse.

Per rispettare la direttiva Ue Nord Stream 2 AG potrebbe ora essere costretto a consentire l’accesso di terzi nel progetto. Come ha ricordato il Moscow Times in un articolo, dal momento che Gazprom detiene il monopolio delle esportazioni di gas dalla Russia, la società potrebbe essere costretta a usare solo il 50% della capacità del gasdotto, concedendo il resto a un fornitore indipendente, per evitare di andare contro le regole di Bruxelles.

La partita geopolitica

L’Ucraina, nei giorni scorsi, si è aspramente opposta all’accordo tra Washington e Berlino sul Nord Stream 2. La questione è stata affrontata anche durante la visita a Kiev della cancelliera Angela Merkel, che ha tentato di rassicurare il presidente Volodymyr Zelenskiy, dicendo che la Germania è pronta ad appoggiare nuove sanzioni Ue contro Mosca, “se la Russia tenterà di utilizzare il gasdotto come un arma”. Kiev, dal canto suo, teme che Putin voglia sfruttare questo progetto per privare l’Ucraina delle tasse di transito sul gas.

Le parole di Merkel non sono bastate per tranquillizzare Zelenskiy, che ha sottolineato come gli impegni presi finora per garantire la continuazione del transito del gas attraverso l’Ucraina dopo il 2024 siano troppo generici.