Lagarde a Davos: “Per l’Ue è arrivato il momento degli acquisti in comune di energia”

Il panel del World Economic Forum di Davos sull'unità europea. Da sinistra: il primo ministro olandese Mark Rutte; la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola; il Taoiseach irlandese Micheal Martin; la presidente della Bce Christine Lagarde; il primo ministro slovacco Eduard Heger; il presidente del Forum Børge Brende. [EPA-EFE/GIAN EHRENZELLER]

Intervenuta al World Economic Forum di Davos, la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha dichiarato che l’acquisto concertato di energia sarebbe uno strumento formidabile che l’Ue dovrebbe mettere in atto alla luce della crisi attuale.

La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde, intervenuta al World Economic Forum di Davos durante un panel sull’unità europea, ha dichiarato che “la guerra in Ucraina ha rivelato le debolezze del nostro sistema di mercato libero, le sue vulnerabilità rispetto alle catene del valore mondiali e l’approvvigionamento di materiali essenziali”.

Lagarde ha proseguito dicendo che l’Europa deve “mostrare maggiormente i muscoli” a livello collettivo, affermandosi in maniera più decisa in aree essenziali come concorrenza, commercio, politica monetaria, e migliorando quelle dove non si fa abbastanza, come il settore dei servizi o la spesa per la difesa.

“Siamo il mercato più grande del mondo, possiamo anche essere il compratore maggiore”, ha detto Lagarde riferendosi alla politica energetica. “Acquisti in comune di prodotti come gas, petrolio e minerali sarebbero un’azione concertata formidabile: è arrivato il momento di metterli in atto”.

UE, un piano da 300 miliardi per fare a meno dei combustibili fossili russi e accelerare la transizione verde

La Commissione europea ha presentato mercoledì 18 maggio un piano da 300 miliardi di euro per eliminare le importazioni russe di energia entro il 2027, anche se ha ammesso che ciò richiederà investimenti a breve termine in nuove infrastrutture per …

Metsola: “Dobbiamo essere una potenza globale della democrazia”

Allo stesso panel ha partecipato la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, che nel suo intervento ha toccato la questione dell’allargamento dell’Unione europea. “La domanda che dobbiamo porci è se siamo pronti ad aprire le porte a Paesi che stanno lottando per i principi che noi condividiamo”, ha detto.

“Se diciamo sì, non si tratta di guardare solo all’economia e ai numeri, ma di quanto l’Unione europea voglia essere una potenza democratica globale in un’area di vicinato dove abbiamo nemici in comune”, ha proseguito Metsola.

“Allo stesso tempo, non possiamo rischiare di causare instabilità per via della nostra paura di agire. Al Parlamento europeo c’è una larga maggioranza che concorda sulla necessità di aiutare i Paesi che vogliono far parte della nostra famiglia”, ha detto Metsola.

“Per troppo tempo abbiamo ignorato la situazione in Europa, con un Paese che da troppo tempo sta minacciando e tenendo sotto scacco l’Ue. I nostri membri confinanti con la Russia ci stanno avvertendo da tempo”, ha aggiunto la presidente del Parlamento.

“Era fin troppo facile continuare ad affidarsi al gas russo, in alcuni casi persino al 100%, anziché lavorare per creare un’Unione energetica e non dover più contare su Paesi che possono sospendere le forniture da un momento all’altro”, ha dichiarato Metsola.

Consiglio Affari Esteri, Josep Borrell: “Ancora nessun accordo sul sesto pacchetto di sanzioni alla Russia”

L’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri, Josep Borrell, lunedì 16 maggio, al termine del Consiglio Affari Esteri, ha riferito che “non è stato possibile arrivare a un accordo sul sesto pacchetto di sanzioni alla Russia”.

Guerra in Ucraina, sanzioni …

Rutte: “Basta unanimità su sanzioni e diritti umani”

Il primo ministro olandese Mark Rutte, a sua volta ospite del panel “European unity in a disordered world?”, ha dichiarato che l’Unione europea deve in questo momento restare compatta nel sostegno all’Ucraina.

“A lungo termine, sarà necessario eliminare l’unanimità al Consiglio europeo su temi come le sanzioni e i diritti umani”, ha proseguito Rutte. “Non ci sono abbastanza riforme in atto per potenziare le economie. Il nostro mercato interno è il più potente del mondo e noi non lo stiamo sfruttando a sufficienza” ha detto.

“Inoltre, è necessario che alcuni dei più grandi Paesi dell’Ue, come Italia, Francia e Germania, rinuncino a parte della loro sovranità sulla politica estera perché così facendo mettono in difficoltà l’Ue nel mostrare il suo reale potere collettivo”, ha concluso Rutte.