La Commissione europea punta sul biogas per proteggere gli agricoltori dalla crisi energetica

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La produzione di biogas viene indicata come una soluzione chiave per aiutare il settore agricolo dell’Ue, messo in difficoltà dall’impennata dei costi dell’energia. È quanto emerge da una bozza del piano della Commissione contro il caro energia che sarà presentato a marzo.

La bozza, ottenuta da EURACTIV.com, dipinge uno scenario cupo per i prezzi dell’energia che continueranno ad essere alti e instabili anche nei prossimi anni.  Cosa che avrà gravi conseguenze per una serie di settori, compresa l’agricoltura.

I prezzi dei fertilizzanti sono aumentati del 142% nell’ultimo anno, evidenzia documento, sottolineando che l’energia e i fertilizzanti rappresentano il 20% dei costi di produzione degli agricoltori.

E questa situazione, continua la bozza, potrebbe peggiorare ulteriormente se l’aumento dei prezzi dell’energia continuerà a spingere i prezzi dei fertilizzanti verso l’alto, con il rischio di avere meno semine, rendimenti inferiori e quindi pressioni ancora maggiori sui redditi degli agricoltori e sui prezzi degli alimenti.

Questo metterà il settore agricolo in uno “svantaggio competitivo rispetto ai concorrenti dei paesi terzi”. Nel tentativo di sostenere gli agricoltori in questa difficile situazione, la Commissione europea pone l’accento sulla produzione e lo stoccaggio di biogas.

Il biogas è un combustibile rinnovabile prodotto dalla scomposizione della materia organica, come gli scarti alimentari e i rifiuti animali.

“L’uso del biogas può fornire un’opportunità per flussi di reddito aggiuntivi e diversificati per gli agricoltori, in linea con il Green Deal europeo”, si legge nella comunicazione, che sottolinea come il biogas sia una “fonte di energia pulita, rinnovabile e affidabile”, nonché una nuova fonte di reddito per gli agricoltori.

L’uso del biogas consente di ridurre le emissioni di metano e la dipendenza dai combustibili fossili, favorendo la transizione verde del settore agricolo.

L’esecutivo dell’Ue proporrà quindi di fissare un’ambizione a livello europeo di produrre 35 miliardi di metri cubi di biogas entro il 2030, secondo la comunicazione.

Nel frattempo, gli stati membri dovrebbero adottare delle strategie per il gas rinnovabile allineate con questo obiettivo.

Per favorire la produzione di biogas su larga scala, la Commissione incoraggerà gli Stati membri a massimizzare le opportunità derivanti dalla Politica agricola comune (PAC) per incentivarne lo sviluppo attraverso i loro piani strategici nazionali.

I pagamenti diretti della PAC, nel frattempo, continueranno ad essere una “importante rete di sicurezza” per i redditi degli agricoltori. Inoltre, la Commissione propone di aumentare gli aiuti per gli agricoltori nella revisione delle norme sugli aiuti di Stato, che è ancora in corso, per sostenere gli investimenti in energia sostenibile. Questo darebbe, per esempio, la possibilità di concedere aiuti di Stato per l’uso di fertilizzanti meno convenzionali.

Nel lungo periodo la bozza di comunicazione prevede che l’esecutivo dell’Ue mapperà i rischi e le vulnerabilità, anche strutturali, della catena di approvvigionamento alimentare dell’Ue e delle sue infrastrutture critiche.

I dati saranno poi esaminati da un gruppo di esperti con gli Stati membri e le parti interessate, che esamineranno i diversi modi per affrontare o mitigare tali rischi e vulnerabilità per “rafforzare il grado di autonomia strategica dell’Ue quando si tratta di approvvigionamento e sicurezza alimentare”.

Sempre secondo la bozza, nel marzo 2022 verrà presentata anche una comunicazione dedicata all’agricoltura e ai prezzi degli alimenti e dei mangimi.