In Danimarca arrivano gli aerei da addestramento elettrici

Un Pipistrel 167 Alpha Electro in volo dimostrativo e, sullo sfondo, un tradizionale aereo di linea. [EPA-EFE/IAN LANGSDON]

Ad annunciare l’arrivo dei Velis Electro prodotti dalla slovena Pipistrel è stato il ministero della Difesa, che ha messo in campo una serie di azioni di riduzione delle emissioni.

La Danimarca prosegue nei suoi investimenti in mobilità verde ed energia pulita. Dopo il più grande traghetto elettrico al mondo, frutto di un progetto finanziato dall’Unione europea e finito di collaudare nel giugno 2020, è la volta degli aeroplani.

Il ministero della Difesa danese ha comunicato, giovedì 3 giugno, l’acquisizione di due mezzi Velis Electro, aerei elettrici leggeri prodotti dall’azienda slovena Pipistrel che integreranno i velivoli da addestramento esistenti.

Così, la forza militare di Copenaghen sarà la prima al mondo ad adottare mezzi del genere, dando dimostrazione degli sforzi fatti in terra danese per ridurre le emissioni di CO2. Proprio lo scorso maggio il ministero della Difesa ha annunciato un piano per ridurre le sue emissioni, ma finora le azioni si sono concentrate più che altro nell’equipaggiamento di edifici e imbarcazioni con lampadine Led e nell’incentivare alla biodiversità le basi militari.

I Pipistrel sono alimentati da un motore elettrico con due batterie che forniscono un’autonomia di volo di 80 minuti e possono trasportare fino a 600 kg; il tempo di ricarica varia da 40 a 70 minuti, il che rende l’aereo adatto alla funzione di addestramento.

Certo, i due velivoli avranno solo un piccolo impatto sulle emissioni, rappresentando più un’operazione simbolica, ma la volontà danese è quella di dare un segnale forte, mettendo inoltre a conoscenza sui consumi dell’esercito danese: sono 42 i milioni di litri di carburante consumati ogni anno, con circa 90.000 tonnellate di CO2 emesse.

L’Europa è stata la prima a concedere la certificazione per aerei elettrici, circa un anno fa, dopo che l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) aveva dato il via proprio al modello Pipistrel. L’autorizzazione è arrivata in seguito ad un lavoro di tre anni portato avanti grazie alla stretta collaborazione con la società slovena, che ha fornito importanti elementi sul funzionamento di batterie e sistemi elettrici per velivoli.