In Alsazia chiude la prima centrale nucleare francese

La centrale nucleare di Fessenheim, Alsazia.

Mentre i Paesi baltici sono in fibrillazione per la centrale nucleare di Minsk e fuoriuscite di isotopi radioattivi sembrano essersi verificate in Russia, causando forti reazioni anche in Finlandia, la Francia stacca la spina alla centrale nucleare di Fessenheim.

Costruita a partire dal 1971 e terminata nel 1977 (ben 43 anni fa, tanto che è la più vecchia del Paese), la centrale nucleare di Fessenheim si trova sul fiume Reno, vicino al confine orientale della Francia con Germania e Svizzera, a pochi chilometri dalla Maison des énergies, il museo di 700 mq espositivi dedicato all’energia di Electricité de France (Edf). Già nel 2011 il presidente Hollande si era impegnato per la sua chiusura.

La fine dell’attività del Reattore Uno risale al 22 febbraio scorso; e stanotte è stata del tutto staccata la spina alla centrale, con lo spegnimento anche del Reattore Due da parte del gruppo Edf.

Il processo di smantellamento dell’impianto prevede circa 20 anni prima di essere completato. Un anno è appena sufficiente affinché i reattori si siano raffreddati abbastanza da poter poi iniziare, progressivamente, a rimuovere il combustibile utilizzato.

All’indomani della vittoria verde alle amministrative, la Francia avvia una nuova fase verso una nuova transizione energetica. Che si preannuncia complicata. Anche sotto il profilo meramente occupazionale, visto che non è ancora chiaro che fine faranno i posti di lavoro persi con la chiusura della centrale.