Importazioni di gnl, rinnovabili e stoccaggi al 90%: il piano Ue per sostituire il gas russo

Un gasdotto in Ucraina [EPA/ROMAN PILIPEY]

La Commissione europea ha presentato il piano REPowerEU per ridurre di due terzi la dipendenza dell’Ue dal gas russo, in risposta all’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca.

Il piano delinea una serie di misure per rispondere all’aumento dei prezzi dell’energia in Europa e per ricostituire le scorte di gas per il prossimo inverno.

Nel 2021 la Russia ha fornito circa il 45% delle importazioni totali di gas dell’Ue. Negli ultimi anni il dato delle importazioni è stato sempre intorno al 40%. Gli altri principali fornitori di gas dell’Ue sono la Norvegia (23%), l’Algeria (12%), gli Stati Uniti (6%) e il Qatar (5%). Mosca finora è stata anche il principale fornitore di petrolio dell’Ue (27%), seguita da Norvegia (8%), Kazakistan (8%) e Stati Uniti (8%).

Per ridurre la dipendenza dal gas russo, la Commissione europea indica due strade: l’aumento delle importazioni di gas naturale liquefatto (Gnl) e il potenziamento delle fonti rinnovabili. L’Ue propone di sostituire 100 miliardi di metri cubi di gas russo già da quest’anno, principalmente con gnl, ma anche con importazioni di gas da altri Paesi, accelerando su eolico e solare e attraverso il risparmio energetico negli edifici pubblici e privati.

Biometano e idrogeno verde

L’esecutivo Ue prevede di raggiungere questo obiettivo, oltre che con maggiori importazioni di gas liquefatto, con un aumento della produzione di biometano e idrogeno rinnovabile. Il piano prevede di arrivare a 35 miliardi di centimetri di produzione di biometano entro il 2030, raddoppiando l’attuale obiettivo dell’Ue. Per quel che riguarda l’idrogeno, invece, la Commissione stima che altri 15 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile possono sostituire 25-50 bcm all’anno di gas russo importato entro il 2030 (10 tonnellate di idrogeno rinnovabile importato da fonti diverse e 5 tonnellate di idrogeno rinnovabile prodotto in Europa, oltre alle 5 tonnellate già previste).

Aumento dello stoccaggio

Entro aprile la Commissione presenterà una proposta legislativa sullo stoccaggio minimo di gas, stabilendo un obiettivo di riempimento del 90% entro il 1° ottobre di ogni anno. Per raggiungere l’obiettivo saranno previsti incentivi per fornitori e operatori di rete.

Dato che non tutti gli Stati membri hanno infrastrutture di stoccaggio adeguate, la Commissione Ue propone di coordinare le operazioni di riempimento dei depositi, “ad esempio tramite appalti congiunti”. Inoltre suggerisce di creare “una piattaforma europea congiunta per la contrattualizzazione della fornitura di gas basata su negoziati bilaterali con i principali produttori”.

Rinnovabili

Ognuno dei 27 Paesi membri dovrebbe poi identificare i progetti per accelerare transizione energetica e la definizione di nuovi impianti per le energie rinnovabili “di preminente interesse pubblico”, velocizzare i permessi e iniziative per le installazioni di pannelli fotovoltaici sui tetti e sviluppare la filiera delle pompe di calore.

Aiuti di Stato

Bruxelles propone anche di allentare le regole sugli aiuti di Stato e di permettere di regolamentare a livello nazionale i prezzi energetici. La Commissione europea aprirà presto una consultazione con gli Stati membri Ue per proporre un nuovo quadro temporaneo sugli aiuti di Stato, come nella pandemia, per consentire sostegno alla liquidità delle imprese direttamente o indirettamente colpite dalla crisi e a quelle più energivore.

Per quel che riguarda invece l’ipotesi di mettere in campo lo strumento del debito comune per rispondere alla crisi energetica, il vice presidente della Commissione Ue con delega al Green Deal, Frans Timmermans, ha chiarito che “non c’è nessun progetto di eurobond” per le spese energetiche “a livello di Commissione, forse c’è a livello di qualche Stato membro”.