Il Portogallo si candida a diventare la “nuova porta di ingresso del gas” in Europa

Il ministro portoghese dell'ambiente João Matos Fernandes. [EPA-EFE/MANUEL DE ALMEIDA]

“Per l’Unione europea sarà una sfida importante allentare la propria dipendenza dal gas russo, ma questa è l’unica strada per evitare carenze di approvvigionamento il prossimo inverno” ha dichiarato uno dei ministri portoghesi mercoledì (16 marzo), aggiungendo che le importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) del Portogallo potrebbero risultare strategiche.

Circa il 40% del gas naturale europeo proviene dalla Russia. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina, i leader dell’UE hanno deciso di azzerare gradualmente l’approvvigionamento di combustibili fossili russi, mentre la Commissione sostiene che uscirà a maggio un piano dettagliato per eliminare i consumi di gas, petrolio e carbone russo entro il 2027 nei paesi dell’UE.

L’obiettivo finale dell’UE è di azzerare la produzione di energia da combustibili fossili, puntando a zero emissioni nette entro il 2050.

“La guerra in Ucraina spingerà sicuramente l’Europa verso una più rapida decarbonizzazione, dal momento che non può fare affidamento così tanto su combustibili fossili che non produce”, ha dichiarato in un’intervista a Reuters il ministro portoghese dell’ambiente e della transizione energetica, João Matos Fernandes. “Non sarà facile. È un compito arduo ma necessario, in quanto l’Europa deve diversificare le sue fonti di importazioni di gas naturale”, ha proseguito il ministro.

I leader europei, pur sostenendo una riduzione dell’uso del combustibile fossile russo, si sono trovati in seria difficoltà di fronte a un vero e proprio divieto. La Germania, che riceve gasdotto direttamente dalla Russia e non ha capacità d’importazione per il GNL, è in prima linea tra coloro che sollevano preoccupazioni per le ricadute economiche. Il Portogallo, invece, importa il GNL attraverso Sines – il porto europeo più vicino agli Stati Uniti.

Matos Fernandes ha affermato che “il porto di Sines potrebbe essere una nuova porta di ingresso per il gas che arriva in Europa” da fornitori come Nigeria, Trinidad e Tobago, così come dagli Stati Uniti.

Il Portogallo ha in programma di migliorare l’efficienza dello scarico di GNL a Sines, aumentare lo stoccaggio e costruire un terzo gasdotto verso la Spagna, entro quattro anni, “che aumenterebbe la sua capacità di esportazione verso la Spagna da 70 GW al giorno a 150 GW al giorno”, ha dichiarato il ministro.

Tuttavia, per renderlo efficace sarà fondamentale costruire un secondo gasdotto tra Spagna e Francia. Molti attivisti ambientali si oppongono alla creazione di nuovi gasdotti e propongono di concentrarsi maggiormente sugli investimenti in energie rinnovabili.

All’inizio di marzo, uno dei direttori dell’azienda francese di gasdotti Terega ha dichiarato a Reuters che i gasdotti tra Francia e Spagna potrebbero richiedere fino a cinque anni per essere realizzati e che pertanto ora gli sforzi saranno diretti a ottimizzare il funzionamento dei gasdotti esistenti.

La Spagna sta spingendo per rilanciare il gasdotto MidCat con la Francia, sospeso nel 2019 dalle autorità francesi e spagnole che hanno all’epoca respinto una sezione chiave del progetto.