Il piano Ue per tagliare le emissioni di metano dell’industria energetica

La sede della Commissione europea [EPA OLIVIER HOSLET]

La proposta della Commissione europea affronta le emissioni di metano dannose per il clima. Cosa contiene il provvedimento.

Secondo una bozza vista da Euractiv.com, la Commissione europea ha elaborato un progetto di legge per affrontare le emissioni di metano dannose per il clima. Il documento include lo stop a flaring e venting come pratiche di routine, nonché sanzioni per le infrastrutture di combustibili fossili che hanno delle perdite, ma non contiene obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni.

Il metano è un potente gas serra che ha un “potenziale di riscaldamento” che supera di 80 volte quello dell’anidride carbonica nei primi 20 anni dal rilascio nell’atmosfera. Secondo l’Intergovernmental Panel on Climate Change, le emissioni di metano sono responsabili di circa la metà dell’aumento netto di 1,0 gradi Celsius della temperatura media globale che si è verificato dall’era preindustriale a oggi.

Fino ad ora, poco è stato fatto sul fronte normativo per ridurre le emissioni di metano, ma la Commissione europea sembra intenzionata a cambiare questa situazione con un regolamento volto a ridurre le emissioni di metano, come parte di un pacchetto di leggi sul gas previsto per il 14 dicembre.

Malgrado gran parte delle emissioni di metano derivino dai rifiuti e dalle attività agricole, l’obiettivo del regolamento è ridurre le emissioni nel settore dei combustibili fossili, che sono i più economici e facili da affrontare. Queste includono le emissioni derivanti dall’estrazione e dalla produzione di petrolio e gas, dalla trasmissione e dalla distribuzione e dalle miniere di carbone, che siano già chiuse o ancora in funzione.

La bozza include un divieto di flaring e venting come pratiche di routine, che rilasciano diossido di carbonio e metano nell’atmosfera. Introduce l’obbligo per i paesi dell’Ue di monitorare le emissioni di metano e per le aziende di riparare le perdite nelle infrastrutture, come i gasdotti o gli impianti di stoccaggio.

I paesi dell’Ue dovranno designare un’autorità responsabile del monitoraggio e dell’applicazione delle nuove regole, anche attraverso ispezioni. Gli operatori del gas dovranno presentare un rapporto sulle emissioni di metano alla fonte e predisporre un programma di rilevamento e riparazione delle perdite che dovrà essere approvato dall’autorità.

Almeno due volte all’anno, gli operatori dovranno effettuare indagini per il rilevamento e la riparazione delle perdite. Qualsiasi componente che emetta metano oltre una certa soglia – attualmente 500 parti per milione – dovrà essere riparato o sostituito.

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I paesi dell’Ue avranno anche il potere di applicare sanzioni per i trasgressori delle regole e dovranno prendere “tutte le misure necessarie per assicurare che [le regole] siano attuate”. Le sanzioni devono essere “efficaci, proporzionate e dissuasive” e potrebbero includere multe per danni ambientali e pagamenti periodici fino a quando l’infrazione non sarà risolta.

La proposta di regolamento segue la strategia dell’Ue sul metano dell’anno scorso, che si è concentrata sulla cooperazione internazionale per ridurre il metano e migliorare la segnalazione e il monitoraggio delle emissioni.

Nessun obiettivo vincolante

Circa il 60% delle emissioni globali di metano sono causate dall’uomo, soprattutto dalla produzione di combustibili fossili, dai rifiuti e dall’agricoltura. Secondo l’IPCC, i combustibili fossili hanno contribuito in modo significativo all’aumento delle emissioni di metano almeno dal 2007.

In Europa, le emissioni di metano devono essere tagliate di un terzo affinché l’Ue possa raggiungere l’obiettivo, fissato al 2030, di ridurre i gas serra di almeno il 55%, aveva detto l’anno scorso la commissaria europea per l’energia Kadri Simson.

Anche se la stretta Ue sulle emissioni di metano sarà accolta con favore da molti, la bozza trapelata non introduce quegli obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni che i legislatori del Parlamento europeo avevano chiesto all’inizio di quest’anno.

L’obiettivo menzionato nella bozza è quello stabilito dal Global Methane Pledge, un accordo su base volontaria firmato in occasione della COP26 di Glasgow, che mira a ridurre le emissioni di metano del 30% entro il 2030 sulla base dei livelli del 2020.

Il punto è stabilire se gli obiettivi volontari siano sufficienti. Maria Spyraki, un’eurodeputata greca di centro-destra, ha detto che gli obiettivi vincolanti venivano considerati la chiave per convincere il resto del mondo a ridurre il metano quando il Parlamento ha votato per la loro introduzione all’inizio dell’autunno.

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“Con gli effetti catastrofici delle inondazioni [e] degli incendi senza precedenti di quest’estate ancora in fase di valutazione, dobbiamo intensificare i nostri sforzi per affrontare le sfide poste dalle condizioni meteorologiche estreme”, ha detto Spyraki.

“Abbiamo bisogno di una vittoria rapida per affrontare il cambiamento climatico. Dobbiamo agire immediatamente e raggiungere risultati concreti sulla riduzione delle emissioni di gas serra per proteggere la nostra gente e il pianeta, oggi e in futuro”, ha aggiunto.

Affrontare le emissioni di metano al di fuori dell’Ue

Il progetto di legge si applicherà anche ai combustibili fossili importati. Le compagnie energetiche saranno tenute a fornire le informazioni richieste dal regolamento all’autorità del paese importatore dell’Ue. La Commissione europea creerà una “banca dati sulla trasparenza del metano”, che includerà informazioni come il paese di produzione, i vincoli normativi sul metano fissati o meno da quel paese e la sua adesione o meno all’accordo di Parigi. Facendo questo, l’Ue spera di “incentivare quei paesi a ridurre volontariamente le loro emissioni di metano” o a implementare misure vincolanti.