Il piano olandese per una ripresa green dell’Unione europea

Secondo gli olandesi, nell'assegnazione dei fondi per la ripresa bisognerebbe premiare chi investe in tecnologie sostenibili. [David Evers/Flickr]

I Paesi Bassi hanno avanzato delle proposte per garantire una “ripresa green” dalla crisi COVID-19, suggerendo di escludere una serie di attività economiche come l’energia nucleare, a cui secondo gli olandesi dovrebbe essere negati i fondi Ue.

Il piano “Outline for an Eu Green Recovery”, pubblicato il 22 aprile, dovrebbe andare ad integrare la strategia di ripresa a livello europeo che la Commissione Europea presenterà nella seconda o terza settimana di maggio, hanno dichiarato i diplomatici olandesi a Bruxelles a Euractiv.com.

Il documento è stato presentato la scorsa settimana in vista di un vertice Ue e prima che la Commissione presenti il recovery fund che sarà collegato al bilancio europeo 2021-2027. Il piano indica dei criteri per stilare “una lista di esclusione” delle attività economiche a cui dovrebbe essere vietato ricevere denaro dall’Unione europea. “Nessuna spesa dovrebbe danneggiare gli obiettivi climatici e ambientali dell’Ue”, spiega il documento olandese, sulla scia delle dichiarazioni del vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans, che la scorsa settimana aveva detto al Parlamento europeo: ”Ogni euro che investiamo deve confluire in una nuova economia piuttosto che in vecchie strutture”.

Secondo la proposta olandese le decisioni su come spendere i fondi per la ripresa dovrebbero essere guidate da una tassonomia che mira a premiare gli investimenti in tecnologie pulite. Per ottenere il marchio di investimento green, un’attività economica deve dare “un contributo significativo ad almeno uno” dei sei obiettivi ambientali predefiniti – come la mitigazione del cambiamento climatico – e si squalifica automaticamente se fa “danni significativi” a uno qualsiasi degli altri cinque. Ad esempio l’energia elettrica a carbone e a gas non vengono etichettate come green, a meno che gli impianti non siano dotati di una tecnologia di cattura e stoccaggio del carbonio, che consenta loro di abbassare le emissioni al di sotto di una certa soglia.

Il principio “non nuocere” ha sempre scatenato intensi dibattiti sull’opportunità di escludere o meno l’energia nucleare.I legislatori del Parlamento europeo hanno approvato un compromesso sul regolamento finanziario sostenibile proposto dall’Ue, ponendo fine a un’aspra lotta con gli Stati membri per il riconoscimento del nucleare come “verde”.

“La tassonomia e le linee guida per la verifica della sostenibilità elaborate dalla Commissione possono essere utilizzate per determinare i criteri”, suggerisce il documento olandese. E “la lista di esclusione proposta per il Just Transition Fund dovrebbe essere usata come punto di partenza”, aggiunge. Il Just Transition Fund esclude l’energia nucleare dal ricevere fondi Ue ma va oltre la tassonomia, perché esclude qualsiasi investimento in combustibili fossili, anche quelli con una bassa soglia di emissioni.

Gli attivisti verdi hanno elogiato il contributo olandese, che arriva sulla scia delle dichiarazioni di 17 ministri dell’ambiente che hanno firmato un appello congiunto per una ripresa verde dalla crisi Covid-19.

“Il documento olandese deve ora innescare un dibattito su come si concretizza questo impegno”, ha detto Ester Asin, direttore dell’Ufficio per le politiche europee del Wwf. “Tuttavia, affinché la ripresa verde abbia successo, sarà importante che si trovi più solidarietà a livello dell’Ue, proponendo un consistente fondo europeo per la ripresa”, ha aggiunto.

Accelerare gli investimenti in progetti ecosostenibili

Per dare il via alla ripresa, gli olandesi suggeriscono di accelerare gli investimenti nei progetti di infrastrutture green già in cantiere, favorendo “un’ondata di rinnovamento” degli edifici in tutta l’Unione e “progetti per aumentare il capitale umano dei settori verdi”. Il documento propone anche di “progettare programmi di demolizione per elettrodomestici, sistemi di riscaldamento e raffreddamento, automobili inquinanti, e stimolare l’introduzione di prodotti più efficienti dal punto di vista energetico, ecologici e circolari”.

Il piano presta particolare attenzione ai progetti sull’idrogeno, rispecchiando le ambizioni olandesi in questo campo. Inoltre si dice che gli aiuti di stato dovrebbero essere consentiti “più rapidamente” per le tecnologie pulite, e  “ove necessario” essere riservati in via prioritaria alle “aziende che sono disposte ad adottare investimenti a basse emissioni di carbonio, circolari e sostenibili”.

Gli olandesi chiedono anche di investire di più nel contrasto al cambiamento climatico, con “almeno il 25%” del prossimo bilancio a lungo termine dell’UE dedicato alle spese legate al clima, una percentuale che arriverebbe fino al 50% quando si tratta di programmi di aiuto allo sviluppo. Per garantire il raggiungimento di questi obiettivi, “la spesa per il clima deve essere tracciata” utilizzando la tassonomia o la metodologia di tracciamento del bilancio Ue.