Il governo francese e la Commissione europea hanno idee diverse sul futuro di EDF e del nucleare

La più vecchia centrale nucleare francese di Fessenheim dell'EDF. EPA-EFE/RONALD WITTEK

Électricité de France (EDF), il più grande produttore e distributore di energia nel Paese, è al centro di una discussione sul futuro dell’energia nucleare in Europa.

Il tema nasce dalle difficoltà economiche della società. La Commissione europea non è d’accordo con il piano del governo francese per ristrutturare EDF e vede come unica soluzione la suddivisione dell’azienda nucleare in diverse unità. Questo è quanto ha riportato l’amministratore delegato della società statale Jean-Bernard Lévy in un’intervista a L’Express pubblicata martedì 9 marzo.
Il giornale francese spiega che l’azienda, pesantemente indebitata, non abbia i mezzi per sostenere i costi della transizione energetica e di una riconversione. In un’intervista esclusiva, il suo CEO sottolinea il rischio di tutto questo.

Il governo francese vorrebbe puntare sul ramo dell’energia nucleare ad alta intensità di capitale di EDF, separandolo da altre direzioni del suo business, e ha bisogno dell’autorizzazione dell’UE per assicurarsi che il piano non equivalga ad un aiuto di stato o non danneggi la concorrenza in un mercato dell’energia ancora ampiamente dominato dall’ex operatore monopolistico.
Il piano “Hercules” del governo francese ipotizza che EDF rimanga una società integrata, ma divisa in tre entità: una EDF “blu” per il nucleare, una EDF “azzurra” per l’energia idroelettrica – forse completamente rinazionalizzata – e una EDF “verde” per le energie rinnovabili, la distribuzione e la vendita al dettaglio.

“Senza Hercules, rischiamo di diventare una utility di secondo livello. Saremo superati dalle major del petrolio che stanno spingendo nel settore dell’elettricità, e siamo già stati superati da diverse utility europee come la spagnola Iberdrola e l’italiana Enel”, ha detto Levy, che poi  ha sottolineato che ci sono stati pochi progressi nei colloqui del governo con la Commissione.
“La risposta della Commissione non ci soddisfa: per la Commissione, l’unica opzione che può essere presa in considerazione è uno smembramento di EDF in diverse entità in concorrenza tra loro”, ha rivelato Lévy alla rivista francese L’Express.
Il nodo centrale della questione sarebbe proprio l’energia nucleare: “La Commissione ritiene oggi che il nucleare non sia in linea con le esigenze del pianeta, nonostante il fatto che non emetta praticamente CO2”, ha detto Lévy.
I prossimi mesi saranno decisivi per sciogliere i nodi: la Commissione Europea ha incaricato il Joint Research Center (JRC) di lavorare su una valutazione sull’energia nucleare per capire una volta per tutte se si possa considerarla una fonte “Green” ai sensi della tassonomia della finanza sostenibile dell’Unione.