Idrogeno verde: sette Paesi Ue chiedono un piano d’azione comune

A lungo termine, le strutture per lo stoccaggio del gas naturale potranno essere convertite in serbatoi per l'idrogeno verde. [Shutterstock]

La ministra austriaca dell’Ambiente Leonore Gewessler ha dichiarato su Playbook che ben sette paesi europei ritengono che l’idrogeno verde dovrà “svolgere un ruolo significativo per raggiungere la decarbonizzazione entro il 2050 in Europa”. Inoltre, ha sottolineato la necessità di “un approccio coordinato” tra tutti i Paesi dell’Ue.

Per questo motivo Austria e Paesi Bassi hanno riunito un gruppo di Paesi e firmato una dichiarazione congiunta (gli altri firmatari sono Belgio, Germania, Francia, Lussemburgo e Svizzera) che promuove una maggiore cooperazione tra loro, invitando poi altri partner a parteciparvi. Il documento sollecita inoltre la Commissione a fare di più a favore di una transizione energetica verso l’idrogeno.

Il principale destinatario della dichiarazione, il vicepresidente esecutivo Frans Timmermans, sembra essere entusiasta dell’iniziativa; quest’estate è prevista l’elaborazione di un documento che delinei una strategia per l’idrogeno; e la Commissione sembra ansiosa di finanziare la creazione di un mercato dell’idrogeno efficiente.

Nella dichiarazione, è ribadita la necessità che Bruxelles presenti un piano d’azione tempestivo, seguito da precise proposte legislative per consentire un approccio normativo flessibile e adeguato allo scopo; oltre che aumentare il sostegno all’innovazione e alla ricerca e sviluppo nell’idrogeno rinnovabile.

In settori come l’industria e i trasporti, l’idrogeno pulito è l’anello mancante nella transizione energetica. Per far sì che ciò accada, dobbiamo ridurre i costi dell’idrogeno pulito“, ha dichiarato il ministro olandese dell’Economia e del clima Eric Wiebes.

Dunque, inizia a diventare concreta la speranza che le aziende europee possano essere leader nella produzione di idrogeno rinnovabile, anche sotto il profilo strettamente tecnologico.

Anche John Cooper, direttore generale di FuelsEurope (i cui membri includono grandi compagnie di petrolio e gas attive nello sfruttamento, produzione e raffinamento) ha voluto sottolineare come lo shock del Covid-19 abbia cambiato una volta per tutte le prospettive sul mercato dell’energia, accelerando una transizione verde solo abbozzata in precedenza.

Allo stesso tempo, l’Africa potrebbe, in un orizzonte temporale non troppo lontano, essere in grado di trarre profitto dalle sue fonti di energia rinnovabile, diventando leader nel settore della produzione ad alta intensità energetica.