Idrogeno verde, le compagnie petrolifere chiedono all’Ue di mitigare la strategia

Un operaio gestisce il nuovo impianto di prova Air Liquide per un nuovo processo di altoforno a idrogeno della società tedesca ThyssenKrupp a Duisburg, Germania, l'11 novembre 2019. [EPA-EFE/FRIEDEMANN VOGEL]

L’Alleanza industriale che riunisce le principali compagnie petrolifere e di produzione del gas ha dichiarato che il progetto di Strategia dell’Ue sull’idrogeno pone troppa attenzione sull’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili.

Un importante gruppo di industrie, cruciale per il mercato dell’energia oggi in Europa, ha criticato il progetto dell’Ue che incentiva sforzi internazionali per la produzione di idrogeno da energie rinnovabili, affermando che anche l’idrogeno a base fossile dovrebbe essere promosso, al fine di aumentarne i volumi di produzione nelle prime fasi di sviluppo.
L’attuale definizione dell’Ue di “idrogeno pulito” dovrebbe essere ampliata, adottando un approccio neutrale sotto il profilo tecnologico; così sostiene il gruppo industriale in una lettera inviata ieri alla Commissione Europea.

Chi sono i firmatari

L’alleanza è guidata da compagnie petrolifere e del gas come la norvegese Equinor, l’italiana Eni e la ExxonMobil degli Stati Uniti. Sono anche rappresentate le associazioni del commercio dell’energia, tra cui Eurogas, Fuels Europe, Gas Infrastructure Europe e l’Associazione internazionale dei produttori di petrolio e gas (IOGP). Inoltre, include l’associazione europea dell’acciaio Eurofer e l’associazione europea dell’industria ceramica Cerame-Unie, che sono visti come potenziali grandi consumatori di idrogeno.
“Le energie rinnovabili emergeranno come fonte principale per la produzione di idrogeno nel lungo periodo. Fino a quando non ci arriveremo, l’Ue deve cogliere le opportunità esistenti e ciò significa utilizzare tutte le fonti di idrogeno”, ha affermato James Watson, che presiede il comitato direttivo di GasNaturally, un gruppo nel settore del gas naturale tra i 33 firmatari della lettera.

La dichiarazione dell’Agenzia dell’energia

Quasi tutto l’idrogeno oggi proviene da combustibili fossili – principalmente attraverso lo steam reforming di gas naturale e carbone, secondo l’Agenzia internazionale dell’energia (Aie). E mentre oggi molta attenzione si concentra sull’idrogeno pulito, meno dello 0,1% della produzione globale proviene dall’elettrolisi dell’acqua. La produzione di tutto l’idrogeno dall’elettrolisi richiederebbe 3.600 TWh di produzione di elettricità dedicata, ossia “più della produzione totale annua di elettricità dell’Unione europea”, afferma l’Aie.

Progetto Ue verso la decarbonizzazione

I piani dell’Ue per l’idrogeno pulito sono emersi la scorsa settimana in una bozza della strategia della Commissione europea sull’idrogeno, che dovrebbe essere resa pubblica in versione definitiva l’8 luglio.
Dal progetto europeo si evince che, per il raggiungimento del target di decarbonizzazione dell’Ue entro il 2050, è fondamentale la produzione di idrogeno pulito attraverso energia eolica e solare. I firmatari sottolineano come, nel periodo di transizione, sia necessario anche l’utilizzo di idrogeno a base fossile.
L’idrogeno pulito è considerato strumentale alla decarbonizzazione di industrie pesanti come acciaio e prodotti chimici, nonché al trasporto pesante. Tuttavia i volumi di produzione globali sono ancora modesti e all’Ue sarebbe sconsigliato concentrare tutti i suoi sforzi sulla crescita di un segmento del mercato poco ampio, sostiene l’alleanza del settore.
“Riconosciamo e supportiamo pienamente la crescita dell’idrogeno da elettricità pulita, che diventerà una parte significativa della miscela di idrogeno nel 2050. Tuttavia, questo idrogeno da solo non sarà sufficiente per sviluppare un mercato commerciale dell’idrogeno pulito nel prossimo decennio: il mercato “richiederà tempo per espandersi. Supportiamo una strategia che comprende tutti i percorsi di produzione di idrogeno pulito, tra cui elettrolisi, pirolisi del metano e reforming del gas naturale in combinazione con cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio (CCUS)” afferma l’alleanza.