I Verdi europei chiedono una legge per l’indipendenza energetica

I Verdi Europei

In una lettera inviata ieri, giovedì 3 marzo, alla Presidente della Commissione Europea, i Verdi chiedono di destinare almeno l’1% del PIL dei vari paesi per finanziare una transizione rapida verso le energie rinnovabili, in vista di una vera e propria indipendenza energetica europea.

“I Verdi europei hanno scritto alla Presidente Von der Leyen perché adotti misure urgenti per liberarci dalla dipendenza dalle fonti fossili e creare un nuovo modello energetico che alimenti la pace, la democrazia e i diritti umani e combatta la crisi climatica.  I tragici avvenimenti di queste ore, a seguito dell’inaccettabile attacco della Russa ai danni dell’Ucraina, ribadiscono l’urgenza di porre fine alla dipendenza dalle importazioni di energia dalla Russia, che ad oggi fornisce ancora circa il 40% del gas all’Ue, il che significa che i nostri soldi finanziano anche le operazioni militari di Putin. Ma è necessario che l’autonomia dalle fonti fossili russe non si trasformi in una nuova dipendenza dalle fonti fossili di altri Stati. Sarebbe una scelta miope e insensata” – dichiarano Eleonora Evi ed Angelo Bonelli, co-portavoce nazionali di Europa Verde, che aggiungono: “L’attuale aumento dei prezzi dell’energia e la situazione geopolitica evidenziano che gli investimenti nel gas fossile espongono ad una situazione di estrema vulnerabilità, anche sotto forma di aumento delle bollette energetiche per i cittadini europei. È tempo di una nuova strategia energetica dell’UE che scommetta su un futuro sostenibile, sicuro e socialmente equo.

Chiediamo pertanto una strategia di emergenza per investire ora in un’economia altamente efficiente dal punto di vista energetico e basata al 100% su fonti rinnovabili. È tempo di una vera volontà politica e di azioni audaci. Con il nostro appello, dettagliato nella lettera allegata, chiediamo una Legge europea per l’Indipendenza Energetica per dedicare almeno l’1% del PIL degli Stati membri all’efficienza energetica e alle energie rinnovabili, di sostenere pratiche comportamentali a minore intensità energetica, un piano ambizioso per investire nell’efficienza energetica con la ristrutturazione degli edifici, aumento del target di efficienza energetica nella nuova direttiva almeno al 45%, un’alternativa all’attuale lista dei progetti comuni, molti dei quali ancora legati al gas, l’esclusione dall’atto delegato della tassonomia UE di nucleare e gas.”

“Viviamo in un’epoca senza precedenti e abbiamo bisogno di risposte senza precedenti per adattare la nostra economia e le nostre politiche a un periodo di guerra” – puntualizzano i due co-portavoce.  “Non c’è tempo per la resistenza istituzionale e questo dovrebbe riflettersi nell’organizzazione della stessa Commissione Europea, ad esempio con la creazione di task force dedicate all’efficienza energetica e alle energie rinnovabili. L’Unione europea dovrebbe essere coerente e non può investire sui combustibili fossili fornendo solo un piccolo sostegno all’efficienza energetica e alle energie rinnovabili. È responsabilità della Commissione europea garantire che le misure adottate oggi non riguardino solo il breve periodo, ma siano in grado di fornire ai cittadini europei un futuro sostenibile in un mondo decarbonizzato. È tempo che l’Unione europea dedichi volontà politica e finanziamenti al concreto raggiungimento degli obiettivi del Green Deal” – concludono Evi e Bonelli.