I gestori delle reti elettriche lanciano una blockchain per le batterie di auto e case

La piattaforma consentirà a milioni di utenti e proprietari di veicoli elettrici di offrire la capacità delle proprie batterie alla rete, traendone anche un guadagno. [Chesky / Flickr]

I gestori di reti elettriche europei TenneT, Swissgrid e Terna hanno lanciato una piattaforma internazionale a blockchain, affermando che contribuirà a stabilizzare la rete e permetterà alle famiglie di guadagnare “qualche centinaio di euro all’anno” dalle batterie di casa e dell’auto.

La piattaforma Equigy, lanciata il 23 aprile, è un software che utilizza la tecnologia blockchain per “registrare e convalidare” decine di migliaia di singole “transazioni energetiche” tra le batterie e la rete.

Questo permetterà alle famiglie di essere pagate per tali transazioni a seconda dell’ora del giorno e del prezzo dell’elettricità che si applica.

Ad esempio, la scarica di un’auto o di una batteria domestica genererebbe un introito quando l’elettricità prodotta è troppo scarsa per soddisfare la domanda, mentre la ricarica sarebbe economica nei periodi di eccesso di produzione.

“Questo permetterà a milioni di famiglie europee e proprietari di veicoli elettrici di offrire attivamente la capacità delle loro auto e delle batterie domestiche sui mercati dell’energia per stabilizzare il sistema”, dichiara TenneT.

Il software open-source sarà reso disponibile gratuitamente, ma si basa su “aggregatori” e contatori intelligenti installati nelle case delle persone.

La piattaforma sarà lanciata inizialmente dai gestori delle reti di trasmissione TenneT (Germania e Olanda), Swissgrid (Svizzera) e Terna (Italia), ma anche il gestore di rete danese Energinet ha formalmente espresso l’intenzione di aderire al consorzio. In futuro è prevista la partecipazione di altri gestori di rete europei.

“Equigy nasce dalla cooperazione europea”, ha dichiarato Manon van Beek, amministratore delegato di TenneT. “In un mercato comune europeo dovremo sviluppare soluzioni insieme. Sarebbe un peccato e inutilmente costoso sviluppare sistemi diversi”, ha aggiunto.

Miliardi risparmiati in investimenti sulla rete

Gli operatori di trasmissione energetica hanno l’obbligo legale di bilanciare la domanda e l’offerta di energia elettrica, per la quale si affidano tradizionalmente ai generatori di riserva, spesso a carbone o a gas.

Con l’aumento delle quote di produzione di energia elettrica variabile rinnovabile e decentralizzata, questo compito sta diventando sempre più impegnativo. Pertanto, gli operatori si rivolgono ad altre fonti.

“Nel mondo dell’energia di domani, milioni di piccoli produttori di energia elettrica, consumatori e impianti di stoccaggio come veicoli elettrici, batterie domestiche e pompe di calore contribuiranno a far fronte alle strozzature della rete e a bilanciare le fluttuazioni tra produzione e consumo”, afferma la dichiarazione del TenneT.

“In questo modo, essi assumono compiti che oggi vengono svolti principalmente da grandi centrali elettriche come quelle a carbone e a petrolio con una capacità di diverse centinaia di megawatt”.

Queste nuove fonti di flessibilità sono un modo economico per gli operatori di trasmissione energetica di adempiere ai loro compiti. E anche i gestori di rete più piccoli a livello locale potrebbero trarre vantaggio dalla piattaforma “attraverso l’approfondimento dei dati, consentendo loro di gestire le loro reti in modo più efficiente”, secondo il sito web di Equigy.

“Se Equigy dovesse diventare un successo, potrebbe far risparmiare miliardi di euro”, ha spiegato van Beek, dicendo che “dovremmo investire molto meno nel rafforzamento della nostra rete”.

Secondo Eurelectric, l’associazione europea del settore energetico, “le reti di distribuzione ottimizzate e le fonti di flessibilità saranno fondamentali per raggiungere gli obiettivi di neutralità delle emissioni di carbonio del Green Deal europeo”.

Eurelectric sta attualmente conducendo uno studio per valutare le esigenze di investimento a livello di distribuzione. L’associazione del settore energetico ritiene necessaria una revisione delle norme UE sulle infrastrutture energetiche transeuropee, il regolamento TEN-E, al fine di fornire “più attenzione e sostegno agli investimenti nella distribuzione”.

“Negli ultimi cinque anni, le reti intelligenti hanno ricevuto dal Connecting Europe Facility (Meccanismo per collegare l’Europa) 10 volte meno fondi rispetto alle reti del gas o alle reti di trasmissione dell’elettricità”, afferma Eurelectric.

Come funziona

Il software Equigy utilizza la tecnologia IBM blockchain per tracciare le transazioni energetiche in modo “standardizzato”, “sicuro” e “trasparente”.

Blockchain è un libro mastro digitale “immutabile” che viene memorizzato sui dispositivi di tutte le parti coinvolte.

Per ogni nuova transazione viene aggiunto un nuovo “blocco” di informazioni, che in seguito non può essere cancellato o modificato. Le transazioni errate possono essere corrette aggiungendo un’altra transazione negativa della stessa dimensione, ma entrambe le transazioni rimarranno visibili.

Poiché il libro mastro non può essere modificato e viene salvato su più dispositivi, può essere convalidato da tutte le parti. Questo permette una regolazione trasparente delle transazioni energetiche.

Tuttavia, il software non può funzionare da solo. Prima di tutto, i cittadini devono installare un “contatore intelligente”, un dispositivo collegato a Internet che misura i flussi di elettricità nelle loro case, ha spiegato un portavoce della TenneT a EURACTIV.

La piattaforma ha bisogno anche della collaborazione dei cosiddetti “aggregatori”, ovvero delle aziende che fungono da intermediari tra gli utenti finali di energia elettrica e gli operatori del sistema elettrico, come i fornitori di energia.

Spetterà agli aggregatori, per esempio, sviluppare applicazioni che consentano ai clienti di offrire la flessibilità delle loro tecnologie in cambio di denaro.

Il portavoce della TenneT non era a conoscenza di ostacoli normativi all’implementazione della piattaforma.