Germania, si va verso l’abolizione della tassa sull’elettricità prodotta da fonti rinnovabili

Il ministro tedesco dell'Economia, Peter Altmaier. [EPA-EFE/CLEMENS BILAN]

La Germania abbasserà nel 2022 la sua sovrattassa sull’elettricità rinnovabile al livello più basso di sempre: un segnale che il prossimo governo potrebbe decidere di abolirla completamente.

La tassa sull’elettricità rinnovabile, introdotta dalla legge tedesca sulle fonti di energia rinnovabile (EEG), “passerà da 6,5 ​​a 3,7 centesimi per kWh a partire dal 1° gennaio”, ha affermato Peter Altmaier, ministro tedesco per l’Economia e l’Energia: “Si tratta di un calo di quasi il 43%”, ha detto Altmaier ai giornalisti venerdì 15 ottobre.

La sovrattassa EEG è uno dei pilastri della transizione della Germania alle rinnovabili. Il denaro viene convogliato in un fondo che assicura ai fornitori di elettricità rinnovabile un prezzo garantito per 20 anni, dando agli investitori la fiducia necessaria per spendere in progetti di energia eolica o solare.

La Germania è uno dei paesi dell’UE con i prezzi dell’elettricità più alti, cosa che gli osservatori più critici attribuiscono, almeno in parte, proprio all’EEG. A causa della tassa, infatti, i prezzi dell’elettricità industriale a giugno sono risultati superiori del 30% rispetto ai prezzi del mercato all’ingrosso, secondo l’associazione dell’industria energetica BDEW.

Il taglio offrirà sollievo ai contribuenti tedeschi in una fase in cui i prezzi del gas e dell’energia stanno aumentando in tutto il mondo, facendo salire il prezzo dell’elettricità, mentre l’UE non è ancora riuscita a mettere in campo una strategia comune per far fronte ai rincari.

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Per una famiglia tedesca media, l’imposta rappresentava oltre il 20% della bolletta elettrica nel giugno 2021. “La riduzione della tassa EEG aiuterà a stabilizzare i prezzi dell’elettricità per le famiglie e per la stragrande maggioranza delle aziende in Germania”, ha affermato Thorsten Lenck, senior associate del think-tank Agora Energiewende.

Poiché le grandi aziende sono generalmente esentate dal prelievo EEG, la riduzione offrirà principalmente sollievo a quelle piccole e medie, ha detto Lenck a EURACTIV: “Questo perché la riduzione del prelievo compensa più o meno l’aumento dei costi dell’elettricità”.

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Verso l’abolizione del prelievo EEG

Il netto taglio del prelievo EEG è stato reso possibile da due fattori, ha affermato Altmaier: ulteriori 10 miliardi di euro provenienti dal bilancio federale e l’aumento dei prezzi all’ingrosso dell’elettricità.

A EURACTIV risulta che una grande parte del denaro federale che ha contribuito a ridurre la tassa proviene dal pacchetto di ripresa dalla pandemia, mentre il resto è stato finanziato dalle entrate provenienti dal mercato del carbonio dell’UE, l’Emissions Trading Scheme (ETS).

“Dobbiamo continuare su questa strada per abbassare la sovrattassa EEG attraverso i mezzi  che ci offre il bilancio”, ha sottolineato Altmaier, che sta per ritirarsi dalla politica dopo aver rimesso il suo mandato al parlamento tedesco.

“Faccio appello ai membri della nuova coalizione e al nuovo governo federale affinché portino avanti la completa abolizione [della tassa] come previsto fino al 2025”, ha detto.

Dopo la riduzione, l’EEG genererà 3,25 miliardi di euro di ricavi nel 2022, molto meno dei 10,8 miliardi di euro inizialmente previsti.

Ma la riduzione del prelievo EEG non porrà fine al sostegno del governo per l’espansione delle energie rinnovabili, ha affermato Altmaier. Significa invece che i finanziamenti arriveranno “dal bilancio generale e dalle entrate del sistema di scambio di emissioni”, ha spiegato.

I suoi commenti sono arrivati ​​lo stesso giorno in cui i socialdemocratici tedeschi (SPD), i  librali dell’FDP e i Verdi hanno pubblicato un documento che riassume i loro colloqui esplorativi per tentare di formare una coalizione di governo “a semaforo”.

“Nel corso della legislatura, porremo fine al finanziamento della sovrattassa EEG tramite il prezzo dell’energia elettrica il più rapidamente possibile”, si legge nel documento negoziato dai tre partiti.

Secondo Lenck, “il nuovo governo ha ora l’opportunità unica di decidere la fine del prelievo EEG nel 2023 e di pagare poi l’incentivazione delle energie rinnovabili con fondi federali”.

“Questo può essere fatto senza gravare ulteriormente sul bilancio federale se il prezzo nazionale della CO2 su benzina, diesel, petrolio e gas naturale verrà aumentato da 35 a 60 euro per tonnellata dal 2023 in poi”, ha concluso.