Gas, la Commissione Ue esorta gli Stati membri a prepararsi a uno stop improvviso delle forniture russe

Tra le misure proposte da Bruxelles vi è anche un tetto massimo al prezzo del gas. [Mindscape studio / Shutterstock]

La Commissione europea ha redatto un documento con cui esorta gli Stati membri a preparare misure di emergenza per affrontare un eventuale stop improvviso delle forniture russe di gas. La misura dovrebbe essere adottata mercoledì 18 maggio.

Dopo che la Russia ha fermato le forniture di gas a Polonia e Bulgaria ad aprile, la Commissione Ue sta chiedendo agli Stati membri di prepararsi a uno “shock delle forniture” improvviso su larga scala.

Il gas naturale si vende a circa 100 euro al megawattora da metà marzo, un incremento di sette volte rispetto ai prezzi medi a lungo termine, con alcuni picchi fino a 200 euro al megawattora, causati principalmente dalle carenze di forniture dalla Russia. Questo ha portato a un incremento nei prezzi dell’elettricità, determinati principalmente dalla generazione attraverso centrali a gas.

E sebbene le misure precedenti adottate in autunno fossero calibrate per affrontare una situazione prolungata di alti prezzi del gas, “potrebbe valere la pena di considerare un diverso set di misure nel caso di uno stop su larga scala delle forniture dalla Russia che porti a prezzi insostenibilmente alti e quantità di gas insufficienti”, scrive l’esecutivo Ue nel documento.

Al primo posto tra le nuove misure pensate da Bruxelles vi sarebbe un intervento diretto sul mercato con “un prezzo massimo regolamentato per il gas spedito ai consumatori e alle imprese europee”, si legge della bozza vista da EURACTIV.

Sebbene il tetto ai prezzi del gas darebbe immediatamente sollievo ai consumatori e contrasterebbe le pressioni inflazionistiche sull’economia, si tratta di una misura molto controversa, anche all’interno della Commissione europea.

“Uno dei principali effetti negativi è che perdiamo il prezzo come informazione importante per la domanda di gas in tempi di crisi”, ha scritto un funzionario dell’Ue non identificato nel testo della proposta, che è stato presentato internamente per la revisione tra i dipartimenti della Commissione. “Un altro effetto negativo molto importante è che l’annuncio di un tetto al prezzo del gas in tempi di emergenza porta a un minor riempimento dello stoccaggio oggi, cosa che deve essere evitata con ogni mezzo”, ha aggiunto il funzionario.

Gas, l'Ue chiarisce in che modo le aziende possono pagare le forniture russe evitando le sanzioni

La Commissione Europea ha spiegato in che modo le società dell’Unione Europea possono pagare il gas russo senza violare le sanzioni contro la Russia, in una guida aggiornata sulla questione visionata da Reuters.

Il mese scorso, la Commissione ha detto ai …

Queste preoccupazioni sono ampiamente condivise dai Verdi al Parlamento europeo.

“Bloccare il prezzo del gas non è una soluzione”, ha dichiarato Michael Bloss, eurodeputato tedesco dei Verdi. Invece di gettare miliardi di denaro dei contribuenti alla Russia e ad altri fornitori di gas, “dobbiamo usare questi soldi per la transizione energetica e termica”, come i tetti solari e le pompe di calore, ha detto a EURACTIV. “Questo abbasserà i prezzi in modo massiccio”.

“Abbiamo bisogno di un cartello di acquirenti. Il prezzo del gas scenderà se il G7 acquisterà solo gas a basso prezzo. Per questo abbiamo bisogno di coraggio e creatività e non dobbiamo semplicemente arrenderci ai prezzi assurdamente alti del gas”, ha aggiunto Bloss.

Anche gli accademici hanno messo in guardia contro la fissazione di un tetto massimo ai prezzi, affermando che questo esaurirebbe lo stoccaggio e scoraggerebbe le imprese dal rifornirsi.

“Nei mercati del gas, i prezzi spot a breve termine sono legati ai prezzi futuri a lungo termine attraverso gli stoccaggi di gas”, ha dichiarato Lion Hirth, professore assistente di politica energetica presso la Hertie School di Berlino. “Se i governi annunciano un tetto ai prezzi futuri, le imprese non hanno alcun incentivo a riempire gli stoccaggi di gas, ma piuttosto il contrario: sarebbe improvvisamente interessante dal punto di vista finanziario rimandare le iniezioni di stoccaggio o addirittura esaurire gli stoccaggi oggi e vendere il gas finché i prezzi sono alti”, ha dichiarato a EURACTIV in un commento scritto.

“Livelli di stoccaggio più bassi non sono nell’interesse dell’Europa”, ha continuato Hirth, sottolineando che la priorità urgente è quella di riempire gli stoccaggi in vista del prossimo inverno.

Questo potrebbe anche essere in contraddizione con i regolamenti attualmente in esame nell’Ue che prevedono livelli minimi di stoccaggio di gas ogni anno prima della stagione di riscaldamento invernale.

“Nella misura in cui tali requisiti costringono gli operatori degli stoccaggi a riempirli indipendentemente dagli incentivi finanziari, gli attuali prezzi spot non riusciranno a diminuire nonostante le basse aspettative sui prezzi futuri”, ha avvertito Hirth, coautore delle osservazioni insieme a Ingmar Schlecht, collaboratore scientifico del Centro Zhaw per l’energia e l’ambiente.